Filosofia

Il fascismo è un’opinione?

on
September 20, 2019

Il 9 settembre 2019 un collegio di revisori di Facebook, costituito da ben 30mila esperti, ha deciso di eliminare pagine, profili e gruppi composti da esponenti e affiliati di Casapound e di Forza Nuova, dalle piattaforme Facebook e Instagram.

In proposito Facebook ha dichiarato: “Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia“.

Secondo un portavoce, “gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram“.

L’accaduto ha catalizzato, in poche ore, l’attenzione dell’opinione pubblica, generando un acceso dibattito tra sostenitori e detrattori della misura messa in atto.

Cerchiamo adesso di far chiarezza, provando a capire insieme quali siano le ragioni, raccolte anche grazie ad un sondaggio proposto sulla pagina Instagram del blog, da cui prendono le mosse i due opposti schieramenti, allo scopo di tirar giù un bilancio complessivo.

I motivi dei sostenitori della legittimità del provvedimento

  1. Chiaro contrasto con le policy di Facebook

Una delle ragioni principali proposte da coloro che considerano l’atto totalmente legittimo è legata al contrasto evidente tra i contenuti proposti e condivisi in passato dalle pagine e dai profili oscurati e le policy stesse della piattaforma, che non contemplano la diffusione di contenuti simili.

Se contribuisci alla diffusione di messaggi di odio su Facebook rischi di essere bannato, senza se e senza ma, “sei fuori!” direbbe Briatore.

  1. Facebook è una piattaforma privata

Essendo la Facebook.Inc una multinazionale privata ha, in quanto tale, la prerogativa di potere includere o escludere chiunque voglia dall’accesso alla piattaforma social.

Volendo Mark Zuckerberg potrebbe trasformare Facebook “in un’entità aperta solo ai suoi amici del circolo delle bocce o bannare tutti quelli chi si chiamano Ezio” come fa notare il Polemista misterioso in un post sulla sua pagina Facebook.

  1. Provvedimento in linea con i suggerimenti europei

Il 24 ottobre 2018 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che invita gli Stati membri a mettere al bando i gruppi neofascisti e neonazisti, citando anche Casapound. L’atto dell’assemblea di Bruxelles, che non ha valore vincolante, è stato approvato con 355 voti favorevoli, 90 contrari e 39 astensioni.

  1. In linea con il reato di Apologia del Fascismo

I membri di queste formazioni si ispirano esplicitamente all’ideologia fascista, incappando così nel reato di Apologia.

L’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall’art. 4 della legge Scelba:

«Quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.»

Per i trasgressori la pena prevista è da cinque a dodici anni. Inoltre, la stessa legge punisce chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Come fa notare la filosofa e direttrice editoriale presso la casa editrice Tlon Maura Gancitano:

La scelta di Facebook è in accordo con le linee guida sull’hate speech e con la stessa legge italiana. Non è censura, perché non limita l’espressione del dissenso, ma vieta la propaganda fascista, che è fuori dalla democrazia. Il fascismo non è un’opinione politica, non è una posizione tra le altre, come qualunque altra ideologia autoritaria, totalitaria, dittatoriale.”

 

  1. Il fascismo non è un’opinione

Questa è la posizione del giornalista Matteo Lenardon, che in un articolo su The Vision scrive: “Rimuovere CasaPound e Forza Nuova non solo è una scelta libertaria, ma è l’unica cosa da fare se si vuole difendere la libertà di tutti. Perché non puoi concedere la libertà di parola a chi ha come obiettivo cancellare la tua. Non puoi discutere con chi non accetta la tua esistenza. Non puoi avere un confronto democratico con chi la democrazia la vuole soffocare. Non serve scomodare Karl Popper, basta leggere la nostra Costituzione. Il fascismo non è un’opinione. È un crimine.”

I motivi dei sostenitori dell’illegittimità del provvedimento

  1. Il provvedimento è un bavaglio, una censura alla libera espressione di idee

Facebook ha di fatto negato, come mai prima d’ora in misura così considerevole, la possibilità a questi utenti di esprimere le proprie idee sulla piattaforma stessa, generando un precedente.

  1. Il provvedimento danneggia queste formazioni politiche

Oggi gran parte della politica si gioca e si decide sui social media, divenuti ormai il principale canale comunicativo tra partiti ed elettori.

Un oscuramento di questa portata, sebbene non possa pregiudicare l’esistenza e lo stato di salute di un partito, ne limita sicuramente l’impatto, la visibilità e la possibilità di acquisire nuovi consensi.

  1. Contrasta sì la diffusione di messaggi d’odio, ma lo fa in maniera arbitraria

Se l’oscuramento è giustificato dalla lotta alla diffusione di contenuti “hate speech”, allora questo principio è oggettivamente applicato in maniera arbitraria.

Non limita ad esempio il fenomeno degli hater, non blocca automaticamente i post con contenuti di violenza prodotti da membri di altre formazioni politiche, non censura la condivisione di contenuti di odio e di violenza di altra natura…

Inoltre, ogni utente dispone già, non solo della possibilità di segnalare eventuali post di incitamento all’odio, ma anche della possibilità di limitare a priori la comparsa di post condivisi da qualsiasi utente o pagina, tramite l’opzione “non seguire più”.

Se si volesse davvero limitare in maniera non arbitraria la diffusione di contenuti di odio e di violenza, dovremmo portare all’estreme conseguenze l’applicazione di questo principio e accettare un controllo a priori, da parte di Facebook, di ogni singolo post. Ma siamo disposti ad accettare una simile limitazione? Siamo pronti ad accettare un controllo del genere?

  1. Limita la possibilità di conoscere/studiare/attaccare posizione diverse dalle proprie

Il noto filosofo e Youtuber Riccardo Dal Ferro in un podcast afferma in proposito: “Io non festeggio non perché convinto che siano stati violati i diritti e la libertà di espressione di questi fascistucoli da strapazzo (per avere libertà di espressione devi aver almeno un cervello), ma perché è stata censurata la mia possibilità di osservare, studiare e comprendere questi fenomeni da baraccone […] di fatto togliendomi un’arma importante nella produzione di idee alternative che contrastino le loro stronzate.”

La chiusura dei profili è una perdita per tutti perché toglie, di fatto, ad ognuno la possibilità di conoscere, di confrontarsi e, potenzialmente, di disinnescare posizioni così estremiste e radicali.

  1. Questo provvedimento non è un contraccettivo efficacie, ma può fungere da Viagra

Non limita, ma dà risalto. Offre un pretesto a cui potersi appellare. Fomenta indirettamente l’odio verso le istituzioni democratiche. Apre la strada ad un vittimismo, non del tutto ingiustificato.

Bilancio complessivo

Come considerare in conclusione questo provvedimento?

In nessun senso ha comportato una vittoria della libertà.

Facebook ha sconfitto il fascismo?

Certamente no. Ne ha limitato la diffusione sulla propria piattaforma, ottenebrando così un fenomeno che esiste nel concreto e che di certo continuerà a svilupparsi, come ha sempre fatto, anche al di fuori del contesto del social network.

Insieme alle chiusure delle pagine e dei profili dei membri di Casuapound e Forza Nuova, è stata limitata la possibilità di ognuno di avere un confronto con posizioni così eversive e discriminatorie.

La misura messa in atto risulta legittima?

Sì, certamente. Ma il prezzo da pagare per averla messa in pratica è molto alto. Ricorrendo a questo provvedimento Facebook dovrà, di conseguenza, rinunciare alla pretesa di definirsi una piazza libera, virtuale, specchio di quella reale.

La presunta inclusività della piattaforma, caratteristica che ne ha favorito la diffusione e il successo al livello mondiale, è ormai pregiudicata.

Facebook non sarà più specchio della realtà, veicolo imparziale di informazione, piazza di confronto.

D’ora in poi rischia invece di venir considerata specchio di una parte della realtà, veicolo di una certa informazione, piazza di un confronto fittizio.

Come contrastare allora concretamente la diffusione di movimenti antidemocratici?

Partendo da un assunto, impopolare e difficile da digerire. Il fascismo è un’opinione. Un’opinione sediziosa, fondata sulla discriminazione e sull’odio certamente, ma pur sempre un’opinione.

Solo considerandola tale si può tentare di distruggerla su di un piano dialogico, argomentativo e realmente democratico.

Non con la censura e neanche attraverso un rifiuto aventiniano, ma solo con armi democratiche, all’interno di un contesto veramente inclusivo, un’opinione tanto pericolosa può essere disinnescata.

Bisogna quindi tollerare la diffusione di ideologie antidemocratiche e intolleranti?

Sì, ma solo, sin quando i sostenitori di queste ideologie non arrivino a compiere reati, atti squadristi o attacchi terroristici. La linea che separa la tolleranza dall’intolleranza è tanto robusta quanto quella che separa il pensiero dall’azione.

In Democrazia devo avere la libertà di pensare e di esprimere tutto ciò che penso. Questo non vuol dire che io possa realizzare tutto ciò che ho in mente, specie se questo qualcosa arrivasse a limitare le libertà altrui.

Gianmarco Girolami

Fonti:

Immagine 1: https://thevision.com/wp-content/uploads/2019/09/GettyImages-1078847066-1.jpg

Immagine 2: https://openonline.imgix.net/wp-content/uploads/2019/04/19215359/profili-oscurati-facebook-risponde-a-casapound-avete-violato-ripetutamente-le-regole-della-comunita.jpg?w=1024&min-h=680&fit=crop&crop=center

Immagine 4: Screenshot tratto dal profilo di Gianmarco Girolami.

Post di Maura Gancitano: https://www.facebook.com/100012325362026/posts/733313210422851?sfns=mo

Post del “Polemista misterioso”: https://www.facebook.com/300981940059347/posts/1384791581678372?sfns=mo

Podcast di Riccardo dal Ferro: https://podcasts.apple.com/it/podcast/daily-cogito/id1435289295?i=1000449336769

Open: https://www.open.online/2019/05/08/il-reato-di-apologia-del-fascismo-cosa-prevede-e-perche-e-di-difficile-applicazione/

https://www.open.online/2019/04/09/profili-oscurati-facebook-risponde-a-casapound-avete-violato-ripetutamente-le-regole-della-comunita/

The vision: https://thevision.com/attualita/casapound-facebook-ban/

 

 

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT