Filosofia

ll nazismo e il comunismo sono la stessa cosa?

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September 25, 2019

Il 19 settembre 2019 il Parlamento Europeo ha votato a favore di una mozione che ha spaccato in due l’opinione pubblica. Si tratta di quel documento dal titolo Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europache ha dichiarato illegale l’uso dei simboli del comunismo, chiedendo la rimozione dei monumenti che celebrano la liberazione avvenuta ad opera dell’Armata Rossa. La ragione di questa risoluzione è disseminata e ribadita in più punti del documento: nazismo e comunismo si sono macchiati degli stessi crimini e in nome della memoria europea vanno entrambi combattuti.
Diverse sono le voci che, in Italia, si sono alzate per esprimere il loro disappunto. Si va dal più ovvio Partito comunista, che su Facebook ha reso pubblici i nomi dei parlamentari italiani a mo di accusa, all’associazione Libertà e giustizia che dichiara la sua preoccupazione in merito ad una scelta che causerebbero un danno tanto alla democrazia quanto alla fragile identità europea, per non parlare dei numerosi intellettuali che in più sedi hanno ribadito il loro disappunto.

La mozione europea ha sicuramente dei contenuti critici che andrebbero rivisti (come il punto G del documento che definisce il nazismo una “tirannide”), ma nonostante i suoi difetti ci costringe ad affrontare un quesito non facilmente risolvibile: il nazismo e il comunismo sono davvero la stessa cosa?
Non è per niente facile, perché una risposta negativa non esclude direttamente una risposta positiva in questo caso. Infatti la domanda sopra posta può essere aggredita su più fronti, fronti che hanno una storia e un valore diverso e che quindi richiedono prospettive diverse.

Un occhio al passato: idee e potere.

Il 1900 è stato caratterizzato da tutta una serie di avvenimenti che hanno messo in forte crisi il liberalismo. Quest’ultimo ha prima dovuto fronteggiare l’imperialismo nella prima guerra mondiale, poi ancora nella seconda guerra mondiale ha dovuto fare i conti con il nazismo, una degenerazione dell’evoluzionismo, e poi infine, durante la guerra fredda, si è confrontato con il comunismo di matrice sovietica. Tutti questi scontri hanno determinato la sopravvivenza di un’ideologia sull’altra, garantendo al vincitore finale una gloria dai più percepita come eterna. La sconfitta infatti è contraddistinta in questo caso da una perdita immensa di potere, inteso qui come possibilità di presa sul mondo. Tanto il nazismo nel 1933 fino alla sua caduta, quanto il comunismo fino al crollo del muro di Berlino nel 1991 avevano sicuramente un orizzonte di concretezza e applicazione politica in cui credevano in molti.
Ecco quindi che si può già iniziare a rispondere al quesito di questo articolo adottando come punto di riferimento questa possibilità di presa da parte delle due ideologie. La domanda si può riformulare così: nazismo e comunismo hanno lo stesso tipo di potere ideologico?
In questo caso la risposta è totalmente negativa.
Il nazismo tedesco è una degenerazione dell’evoluzionismo, come già detto sopra, che parte dall’idea che lo scopo politico ultimo sia quello di preservare gli individui più forti a discapito di quelli più deboli, non importa a che costo.
Al contrario il comunismo porta alle estreme conseguenze l’idea che la comunità sia più importante dell’individuo e pone lo Stato come garante dell’uguaglianza formale di tutti i membri. Sono molti i teorici che hanno identificato il comunismo come una degenerazione del socialismo.
Si può tranquillamente vedere in questo caso come le due ideologie siano completamente opposte tra loro. Ma arrivati a questo punto come si può giustificare la presa di posizione così netta del parlamento europeo? E come si spiega l’accostamento del regime nazista a quello comunista più volte sottolineato nella mozione? Possibile che sia stato fatto un errore di accostamento improprio, come recriminano molti nei confronti di questa decisione?
Per rispondere a tutto quel che è stato sollevato non resta che vedere l’altro punto di vista che si può adottare sulle due ideologie.

Quando il potere diventa assoluto: nazismo e comunismo come regimi totalitari.
L’altro punto di riferimento utile ad esaurire la domanda posta all’inizio di questo articolo ha a che vedere con il concetto stesso di totalitarismo. Se quando si parla di ideologia si intende l’apparato teorico e contenutistico di un certo movimento culturale, quando si parla di totalitarismo si intende la struttura formale che garantisce all’ideologia una forma in cui concretizzarsi ed applicarsi. Più specificatamente, il totalitarismo intende imporre nella vita pubblica e privata l’ideologia a cui fa riferimento con l’intento di controllare qualsiasi aspetto interno allo Stato. Quest’ultimo è l’organo ultimo che garantisce l’applicazione dei principi assunti come modello e che si insinua nella totalità delle attività del cittadino. In una prospettiva simile la comunità viene prima di qualsiasi cosa e la libertà di scelta individuale viene silenziata a favore dell’esigenza collettiva.
Nell’ottica descritta sopra si può allora valutare con una nuova prospettiva la scelta di equiparare nazismo e comunismo non da un’ottica ideologica ma da una di sistematica oppressione della libertà. Per facilitare il processo di comprensione si può formulare una nuova domanda: nazismo e comunismo hanno la stessa struttura di applicazione politica?
La risposta in questo caso è positiva perché non riguarda il contenuto teorico di una teoria, ma la prassi che accompagna e giustifica l’apparato teorico che si adotta come riferimento. Preziosissimi sono dunque le testimonianze e il materiale storico che abbiamo a nostra disposizione riguardo al regime nazista tedesco e alle diverse applicazioni del comunismo non solo in Russia, ma anche in altri paesi come la Cina di Mao Tse Tung o la ex-Jugoslavia del maresciallo Josip Broz Tito. Tutti questi casi, pur presentando differenze, hanno in comune un grande obiettivo: la totale soppressione di qualsiasi tipo di libertà in nome di un insieme più ampio di quel che rappresenta l’individuo in sé.

Conclusioni.
In quanto membri di una democrazia che pone alla base la libertà come principio cardine, domandarsi se certe ideologie del passato possano avere uno spazio all’interno di un dibattito che comprende diverse anime non può far altro che giovare alla democrazia stessa. La riflessione sul passato non può e non deve mai essere semplice a tal punto da sembrare ovvia e scontata, ma deve semmai essere accompagnata da un’analisi che riesca a render conto della complessità di certe manifestazioni culturali e politiche che tanto hanno significato per l’Occidente (se non per il mondo intero).
Forse per questo ha sollevato tante polemiche la mozione approvata dal Parlamento europeo, che non è in effetti seguito a nessun ciclo di studi e conferenze finalizzate a produrre un corpo più solido su cui ragionare.
Tuttavia non si può fare a meno di chiedersi se comunismo e libertà siano conciliabili sul piano pratico e se, in fondo, il parlamento europeo non ci abbia messo troppo per arrivare ad una conclusione così forte solo nel 2019.

Giulio Mastrorilli

Studente di Filosofia presso l’università vita-salute San Raffaele. Oltre allo studio della filosofia, si interessa di psicologia, antropologia e teatro. Collabora con l’associazione Tlon e con Edizioni Tlon presso cui ha lavorato alla redazione di tre libri (Ad occhi aperti di Mariana Caplan, Elogio dell’idiozia di Riccardo dal Ferro e Le porte dell’immaginazione di Igor Sibaldi).

 

Fonti:

Il testo della risoluzione del Parlamento Europeo del 19 Settembre 2019: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0021_IT.html?fbclid=IwAR2QCC2HnQTxGnbZpZv2NZtLM8pPT9dErGaVsFjVx-VvXHYU-sQMnHzRS

I post del Partito Comunista:
https://www.facebook.com/315768485124369/posts/2897602490274276/
https://www.facebook.com/315768485124369/posts/2899332306767961/

Il post di Vincenzo Costa:
https://www.facebook.com/vincenzo.costa.3538039/posts/909823489402936

L’articolo di Libertà e Giustizia:
http://www.libertaegiustizia.it/2019/09/23/la-difesa-della-storia-e-regola-di-ogni-democrazia-non-vanno-equiparati-nazifascismo-e-comunismo/

Bibliografia.

Arendt H., Le origini del totalitarismo, Einaudi, Torino 2009
Bauman Z., Lineamenti di una sociologia marxista, PGRECO EDIZIONI, Milano 2017
Harari Y. N., Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità, Bompiani, Milano 2017
Harari Y. N., Homo Deus. Breve storia del futuro, Bompiani, Milano 2018
Harari Y. N., 21 lezioni per il XXI secolo, Bompiani, Milano 2018
Marx K., Engels F., Manifesto del partito comunista, Universale Economica Feltrinelli, Milano 2017

 

 

Note:

[1]

+++ PD – LEGA – FDI votano in blocco la risoluzione anticomunista +++Nella giornata di ieri il Parlamento europeo con…

Gepostet von Partito Comunista am Freitag, 20. September 2019

[2] Gli interventi dell’associazione Libertà e giustizia su questa risoluzione sono molteplici. L’articolo a cui rimando è una buona sintesi di questa pluralità di interventi:
http://www.libertaegiustizia.it/2019/09/23/la-difesa-della-storia-e-regola-di-ogni-democrazia-non-vanno-equiparati-nazifascismo-e-comunismo/.

[3] Anche qui le voci sono tante, ma ritengo molto significativo a riguardo il post del professore universitario Vincenzo Costa che è stato più volte ricondiviso: https://www.facebook.com/vincenzo.costa.3538039/posts/909823489402936.

 

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