Musica

Recensione “C’era una volta Ovunque” – Ovunque

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October 4, 2019

C’era una volta Ovunque” è l’album composto dal duo Ovunque, pubblicato nell’ottobre 2018.

Il lavoro dei due artisti, Federico Gioacchino Uccellani alla chitarra e Jacopo Baldinelli alla batteria, è sicuramente qualcosa che supera le linee del prodotto discografico comune, cimentandosi in una sfida alquanto tosta: eseguire otto tracce in modo totalmente strumentale.

Difficile all’orecchio commerciale affacciarsi a questa scelta, ma sicuramente la particolarità incuriosisce ancor prima dell’immersione nella loro musica.

Devo dire che il mondo intessuto dai loro suoni è molto chiaro; delicato e tenue seppur di genere classificabile “rock” il modo in cui gli strumenti permettono di entrare in questa dimensione onirica, del resto il nome dato al disco è un incipit rivolto a chiunque voglia proprio addentrarsi in un libro che separi la mente e i sensi dal mondo reale.

Otto brani senza parole, interpretabili come tavolozze con le quali l’ascoltatore può dipingere liberamente, adattando i colori a una qualsivoglia tela personalizzata…che ritragga un bosco, il mare, un paesaggio distopico. Questa è la grande forza dell’album: proporre un viaggio che non si impone prepotentemente, sebbene, si sente, essere personale per entrambi i musicisti, ma che lascia modo di rispecchiarci adagiandovi emozioni soggettive.

Al mio orecchio, un lavoro dall’intento molto grande, e proprio perché così complesso, forse mancante di attenzione per quanto concerne la cura dei cambi di colore e dinamiche all’interno di ogni singolo brano che nel complesso sicuramente consegnano un fil rouge spesso e vivido, ma che rischia di togliere l’attenzione all’ascolto, trasportato in schemi ritmici e melodici spesso ripetuti con intensità e intenzione invariate.

Una sfida allora discretamente superata, direi. Per niente facile, specialmente nella discografia italiana e, per questo motivo, degna di complimenti e ammirazione; del resto ritengo che sia ora che le nuove proposte producano ed osino nello sperimentare inconsuete e accattivanti idee musicali in un panorama paludoso e superficiale quale quello che stiamo vivendo.

Annalisa Mazzolari

Laureata alla triennale di Filosofia presso l’Università degli studi di Trento e in attesa di proseguire con il biennio magistrale a Milano. Oltre alla filosofia coltiva la passione per la musica: diplomata all’ottavo anno di pianoforte presso il Conservatorio di Brescia e in canto lirico presso il Conservatorio di Bergamo.

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