Canzone della settimana

PFM- Impressioni di settembre

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October 8, 2019

“Impressioni di settembre” è un singolo della PFM (Premiata Forneria Marconi) che fu pubblicato nell’ottobre del 1971, precedendo l’uscita di “Storia di un minuto”, primo album del gruppo. Se il lato B contiene il brano che divenne il cavallo di battaglia della band, nel lato A si trova “La carrozza di Hans”, traccia che ottenne discreta popolarità nella scena rock italiana.

“Impressioni di settembre” è un brano sulla speranza, musicato da Franco Mussida su un testo di Mogol e Mauro Pagani. Lo stesso Mogol rivelò di aver scritto nero su bianco ciò che aveva visto una mattina uscendo di casa: la rugiada, il cavallo e il verde che circonda ogni cosa perdendosi nell’immensità. La melodia prodotta dal sintetizzatore di tastiera, a tratti armonica, a tratti minacciosa, sembra regalare il ritratto sublime di un paesaggio immerso nella natura; un sublime – a mio parere – dalle proporzioni artistiche e letterarie, che scaturisce da un sentimento legato doppiamente al piacere e alla paura: da un lato la spettacolarità di un simile idillio, dall’altro il senso di smarrimento e di inconsistenza di un “uomo in cerca di se stesso” davanti alla vastità di quel “mare” verde in cui il pensiero rischia di perdersi.

Per la realizzazione di “Impressioni di settembre” venne utilizzato per la prima volta in Italia uno strumento simbolo del rock progressivo di quel periodo. Franco rivelò a tal proposito che il brano fu composto sulla base di una sua intuizione fantastica, e che quell’inciso era talmente bello che alla band sembrava di non avere a disposizione lo strumento adatto. «Provammo con il flauto, ma non aveva la forza evocativa, lo facemmo con la chitarra, ma era troppo normale. Mancava lo strumento… ma questo strumento esisteva». Si riferiva al moog, un sistema di sintetizzatori basati su tastiera, progettato e costruito dall’ingegnere statunitense dal quale prese il nome. A quei tempi nemmeno il gruppo poteva permetterselo, e perciò fu costretto a chiedere in prestito l’unico esemplare posseduto dal ricco imprenditore a capo della Ditta Monzino. Franco raccontò: «Incontrammo il Signor Monzino quasi per caso, alla “Mostra dello strumento” del 1971. Aveva con se un prototipo di Moog, il secondo, perché fino a quel momento lo possedeva solo Keith Emerson, che lo aveva ricevuto dal signor Moog in persona».

Testo

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole ma non c’è
Dorme ancora la campagna forse no
è sveglia
mi guarda
non so
Già l’odore di terra
odor di grano
sale adagio verso me
e la vita nel mio petto batte piano
Respiro la nebbia
penso a te
Quanto verde tutto intorno
e ancor più in là
sembra quasi un mare d’erba
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me
Faccio un passo
lui mi vede
è già fuggito
respiro
la nebbia
penso a te
No cosa sono adesso non lo so
sono un uomo

un uomo in cerca di se stesso
No cosa sono adesso non lo so
sono solo
solo il suono del mio passo
e in tanto il sole
tra la nebbia filtra già
il giorno
come sempre
sarà

Linda Vassallo

Studia Culture e letterature del mondo moderno presso l’Università Statale di Torino. I  suoi studi universitari mirano particolarmente all’incremento delle conoscenze letterarie, linguistiche, musicali, cinematografiche ed artistiche.

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