Curiosità

Les Trés Riches Heures del Duca di Berry – Settembre

on
October 10, 2019

“L’uva settembrina, è fragola zuccherina.”

(Proverbio popolare)

Figura 1 Herman, Paul e Jean Limbourg, Les Très Riches Heures del Duca di Berry, Settembre, 1412-1416 ca., Museo Condé di Chantilly

Il mese di settembre del calendario del Duca di Berry vede i contadini che vendemmiano (figura 1). In alto, come già visto per i mesi precedenti, c’è la lunetta col carro del Sole e i segni della Vergine e della Bilancia. Sullo sfondo vediamo il Castello di Saumur, altra proprietà del Duca, che fu costruito nei pressi di Angers e che qui viene rappresentato con dovizia di particolari: le torri, le finestre e le banderuole decorate con i gigli dorati, emblema della famiglia. In primo piano, invece, i contadini stanno raccogliendo l’uva che verrà poi caricata su dei carri; una donna si sta dirigendo verso il castello con un cesto ricolmo di uva sopra alla testa e nello stesso momento un cavallo sta uscendo dal ponte levatoio. La grandezza dell’edificio rappresenta un segno di potenza, mentre l’altezza e la robustezza delle mura di cinta simbolizzano la capacità di difendere il signore e la sua corte da pericoli esterni. Questa, però, rimase solo un’utopia perché, sfortunatamente, le mura recintate non servirono a proteggere il Duca, la sua corte e gli stessi Fratelli Limburgo dall’epidemia che si accanì su di loro nel 1416 (figura 2).

Figura 2 Mese di settembre, particolare.

La scena rappresentata è quella della vendemmia. Ci sono una donna con un grembiule bianco, visibilmente incinta, e un uomo che sta mangiando dei chicchi di uva ed entrambi sembrano volersi riposare un momento dalla fatica del lavoro. Ci sono altri contadini che raccolgono i grappoli e li sistemano nei panieri. L’uva sarà poi sistemata in ceste e trasportata dagli asini o messa nei tini trainati direttamente dai buoi (figura 3).

Figura 3 Mese di settembre, particolare.

Guardandola con attenzione, la scena sembra divisa in due parti, una superiore ed una inferiore che sembrano essere diverse per toni e colori ed è la palizzata a segnalarla. La parte alta, la prima ad essere realizzata, è opera dei fratelli Limbourg che iniziarono dal cielo, dal paesaggio e dal castello, come erano soliti fare, con la convinzione di realizzare il resto in un secondo momento. Purtroppo però la miniatura fu lasciata incompiuta per via della loro morte e venne ultimata dalla bottega di Jean Colombe, il quale realizzò la parte inferiore seguendo, probabilmente, alcuni schizzi dei Limbourg. Sempre a Colombe si deve qualche nota comica, come l’uomo che si piega in avanti mostrando il sedere.

I miniatori del Duca riescono, nuovamente, a mescolare le sensazioni: la felicità dell’illusione di trovarsi di fronte ad una favola, data dal castello, si confonde con la malinconia di capire che la realtà è fatta anche da contadini che lavorano duramente nei campi, potendosi permettere soltanto un fugace attimo di riposo.

Immagini:
1) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Settembre, Museo Condé di Chantilly.
2) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Settembre, Museo Condé di Chantilly, particolare.
3) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1412-1416 ca., Settembre, Museo Condé di Chantilly, particolare.
Bibliografia:
  • Ingo F. Walther, Norbert Wolf, Codices illustres, I codici miniati più belli del mondo dal 400 al 1600, Taschen, 2003.
Sitografia:

di Lucia Zavatti

Laureata in Lettere e Beni culturali presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con una tesi su “Il Maestro delle Tavole Barberini nella Critica Novecentesca” in cui ha analizzato le varie ipotesi proposte da alcuni dei più importanti critici d’arte per l’identificazione dell’autore delle Tavole Barberini, che oggi si trovano una a New York e l’altra a Boston. Attualmente è iscritta alla magistrale in Storia dell’Arte.

 

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT