Curiosità

Les Trés Riches Heures del Duca di Berry – Ottobre

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November 5, 2019

Fig. 1 Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1412-1416 ca. Ottobre, Museo Condé di Chantilly.

<<Nessun pittore potrebbe eguagliare la perfezione delle loro superfici lisce, dei loro colori limpidi e della loro complessa semplicità. La loro arte è in grado di catturare la bellezza effimera e delicata di un fiore appena aperto>>.
(Millard Meiss)

É giunto il momento di staccare il decimo foglio del calendario. Questa è una delle miniature più famose della serie per l’impressionante spazialità data dalla mole del castello in alto.

Vediamo, come sempre, il carro del Sole con i segni zodiacali della Bilancia e dello Scorpione.
In basso troviamo i lavori agricoli, in questo caso si tratta della semina. Un contadino, con una tunica azzurra, sparge i semi contenuti nel sacco bianco formato grazie ad un telo che ha fatto girare attorno al collo porta. Nel campo alle sue spalle, un altro uomo con un abito rosso sta guidando un cavallo che traina un aratro, al fine di preparare il terreno. In fondo, uno spaventapasseri che serve per scacciare gli uccelli arrivati sul campo per beccare le sementi.

Quella che sembrerebbe essere una classica scena ambientata in un campo, vede, in realtà, la presenza di un maestoso edificio: il palazzo reale, il Louvre, sede della corte di Carlo V, fratello del Duca, rappresentato così com’era all’inizio del Quattrocento. A quell’epoca il Louvre era il simbolo del potere del re e della stabilità della famiglia reale messa in crisi, proprio in quel periodo, dalla Guerra dei Cento Anni. La scena risulta divisa in due parti proprio come lo era la società del tempo: in alto il re e l’aristocrazia, in basso i contadini. I due mondi, diversi e apparentemente contrastanti, sono rappresentati uniti nell’armonia di una stessa atmosfera rarefatta, quasi magica. Questa miniatura rappresenta anche un esempio molto importante per lo studio della luce perché in secondo piano è possibile, infatti, vedere delle persone e il loro riflesso: questo è il primo esempio di questo tipo di riflessione conosciuto finora.

 Fig. 2 Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1412-1416 ca. Ottobre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

 Fig. 3 Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1412-1416 ca. Ottobre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

Come al solito, nessuna paura sembra turbare l’atmosfera serena della miniatura: i nobili passeggiano tranquillamente o si fermano per una chiacchierata lungo la Senna, mentre le barche attraccate sembrano aspettare qualcuno che voglia concedersi lo svago di una gita sul fiume.
Ancora una volta, i Fratelli Limbourg hanno compiuto la loro magia.

Articolo di Lucia Zavatti

Laureata in Lettere e Beni culturali presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con una tesi su “Il Maestro delle Tavole Barberini nella Critica Novecentesca” in cui ha analizzato le varie ipotesi proposte da alcuni dei più importanti critici d’arte per l’identificazione dell’autore delle Tavole Barberini, che oggi si trovano una a New York e l’altra a Boston. Attualmente è iscritta alla magistrale in Storia dell’Arte.

 

 

IMMAGINI:

1) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Ottobre, Museo Condé di Chantilly.

2) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Ottobre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

3) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Ottobre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

BIBLIOGRAFIA:

  • Ingo F. Walther, Norbert Wolf, Codices illustres, I codici miniati più belli del mondo dal 400 al 1600, Taschen, 2003.

SITOGRAFIA:

  • senzadedica.blogspot.com

 

 

 

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