La finestra sul cortile

“Me lo può togliere?”

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November 14, 2019

Quante volte abbiamo detto o sentito dire da altri questa frase?
Magari siete seduti al bar in pausa pranzo, sfogliate stancamente il menu e optate per un panino veloce perché, poniamo, la riunione comincia presto e dovete tornare in ufficio. Così, scegliete il vostro panino, il più semplice che c’è, ma uno degli ingredienti è lo stracchino e sapete già che quel formaggio vi rimane sullo stomaco. Per questo motivo, quando il cameriere arriva per prendere la vostra ordinazione gli chiedete, cortesemente, “Prendo un Portofino, ma potrebbe togliere lo stracchino?”

Ci sono miliardi di situazioni in cui si può togliere qualcosa da qualcos’altro, ad esempio un dente.
Solo che la frase evidenziata dal titolo, non si riferisce né a un ingrediente che non è di vostro gradimento, né a qualcosa da rimuovere tramite un’operazione. Quella frase è stata pronunciata da una donna, su un autobus, e ciò che lei voleva le togliessero era un bambino, inutile dirlo, di colore, sedutosi accanto a lei.
Succede a Genova, lo riporta il quotidiano “Il Secolo XIX” e a raccontarlo è una maestra che insieme alla sua classe di bambini di terza elementare di cui faceva parte il piccolo in questione era sull’autobus, di ritorno da un’uscita didattica.
Qualche settimana fa, un episodio simile era accaduto sempre su un bus ad Alessandria: una donna aveva impedito a una bambina di colore di sedersi accanto a lei.
In entrambi i casi, alcune persone hanno preso le difese dei più piccoli: a Genova oltre alla maestra anche i compagnetti del bambino offeso lo hanno sostenuto e lo hanno fatto in un modo sottile e, ormai, quasi dimenticato. Invece che rispondere alla donna pan per focaccia, trattandola male come lei aveva fatto con il loro amico, si sono seduti insieme a lui, consolandolo silenziosamente, utilizzando un’arma che chi riesce a essere disgustato da un bambino non conosce: la gentilezza.

Ironia della sorte, proprio il 13 novembre è stata festeggiata la Giornata Mondiale della Gentilezza e il 20 novembre si terrà la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Insomma, queste due “signore” hanno scelto il periodo giusto dell’anno per inveire contro i bambini.
Già, perché se nemmeno di fronte agli occhi di un innocente, si riesce a essere empatici o rispettosi, la domanda che sorge spontanea è: allora chi merita la nostra sensibilità e il nostro aiuto? Chi è più innocente, più buono, più bisognoso di un bambino?
Forse sono proprio queste le domande che dovremmo porci, vogliamo davvero essere quelli che insultano i bambini e che vogliono metterli in contatto con la cattiveria già da piccoli? Davvero dobbiamo credere che chi ha pronunciato la frase “Qui tu non ti siedi” veda una tonalità di pelle invece che un bambino di nove anni?

Forse ciò su cui si dovrebbe riflettere è proprio la frase pronunciata dalla signora alla maestra “Me lo può togliere?”, come se il bambino fosse qualcosa di fastidioso, di ripugnante, qualcosa che rimane sullo stomaco come lo stracchino oppure che fa male come un dente. Eppure, è un bambino che ricorderà per sempre che cosa significa andare su un autobus e sentirsi paragonato a un oggetto, a qualcosa da rimuovere.
Ciò che può addolcire, però, questo ricordo è il sostegno degli altri bambini che, nonostante la tenera età, la minima conoscenza del mondo e l’inesperienza si sono dimostrati essere più informati di un’adulta sul modo migliore per relazionarsi con l’altro, sbattendole in faccia tutta la loro gentilezza.
La stessa gentilezza che tutti, senza alcuna eccezione, dovrebbero riscontrare.

 

di Alessandra Sansò

laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

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