La finestra sul cortile

25 Novembre: Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

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November 25, 2019

Ogni giorno, o quasi, le prime pagine dei giornali riportano a caratteri cubitali l’ennesimo femminicidio o l’ennesima donna finita in ospedale per le botte subite.
Oggi, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affermato:

La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute

Parole molto importanti, in un momento come questo in cui secondo l’Onu, come riporta il sito dell’ANSA,

Una donna su 3 nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale ad un certo punto della sua vita, il più delle volte dal proprio partner. Solo il 52% delle donne sposate prende liberamente le proprie decisioni sul sesso, l’uso della contraccezione e l’assistenza sanitaria. Quasi 750 milioni di donne e ragazze in tutto il mondo si sono sposate prima del loro diciottesimo compleanno. Più di 200 milioni di donne e ragazze hanno subito mutilazioni genitali femminili.

Uno dei programmi televisivi che ci porta direttamente nell’incubo vissuto da alcune donne (certe sopravvissute, altre che vivono nel ricordo di figli, fratelli, amici) è quello condotto da Veronica Pivetti, Amore Criminale, in cui vengono raccontate le storie di donne che hanno subito violenze, talvolta per anni. E’ un bene che ci siano programmi del genere perchè è sacrosanto che queste donne abbiano un nome e che non siano ridotte solo a numeri, vanno ricordate.
Quello che forse non tutti sanno è quanto, a volte, venga sminuito questo problema.
Lo riporta anche uno studio ISTAT (potete trovare tutto ciò che lo riguarda qui) che afferma che un italiano su quattro sostiene che sia il modo di vestire della donna a rappresentare un lasciapassare per la violenza.
Talvolta, però, può essere che anche le donne ritengano che “se vai vestita così, poi non ti lamentare se…” e questo è ancora più raccapricciante. Abbiamo visto come lo stupro sia un “augurio” diffuso verso donne che hanno acquistato molta visibilità come Carola Rackete, Ilaria Cucchi o Laura Boldrini. Insulti e commenti che sfociano, naturalmente, nel sessismo e nella violenza verbale verso queste donne, alle quali si augura lo stupro o comunque a cui ci si riferisce in modo puramente sessuale solo perchè hanno idee diverse.
Insomma, forse ci si dimentica di ciò che devono sopportare e subire le donne e non è questione di femminismo, non è questione di dire “eh poverine”, è un dato di fatto.
Ad esempio, la sera: è sempre meglio girare in due, è sempre meglio farsi accompagnare, avere lo spray al peperoncino dentro la borsa, o stringere le chiavi tra le dita a mo’ di arma (che poi arma non sono); oppure è meglio chiamare qualcuno e camminare mentre si telefona (o mentre si finge di telefonare) per stare più tranquille, talvolta è necessario affrettare il passo se qualcuno cammina alle tue spalle. Altre volte, può capitare che una sta seduta in treno e quello nel sedile poco lontano le sorrida e magari si trastulli, perché è capitato anche questo.

Sono violenze anche queste senza necessariamente sfociare nelle botte, nello stupro, nel dolore tra le mura domestiche (davanti ai bambini, magari) e non.
Spesso, un’altra frase che dicono è “Ma perché non lo lascia? Perché non se ne va?”, domande così superficiali per un argomento così profondo, senza nemmeno rispettare il dolore, la sofferenza, senza comprendere situazioni così delicate e fragili. Se solo fosse così semplice probabilmente nessuna donna subirebbe violenza e vivremmo in un mondo migliore.
Nel 2018 ci sono state 142 donne uccise. Nel 2019, 94. Novantaquattro donne cancellate, che magari lasciano anche dei figli. 94 donne e non sappiamo nemmeno il nome di tutte, ma di una sì: Elisa Pomarelli, di cui stampa e televisione hanno parlato a lungo. Eppure, nemmeno dopo essere stata uccisa da quello che doveva essere suo amico, ha ricevuto un pochino di rispetto. Infatti, alcuni giornali hanno definito il suo assassino “un gigante buono” che l’ha uccisa “perché l’amava troppo, durante un raptus” mentre lei non lo ricambiava.
Ora, per Elisa e per tutte quelle donne che subiscono e hanno subito violenza, non c’è scusa che possa giustificare la violenza stessa, sia essa psicologica o fisica. Non c’è un gigante buono, non c’è un eccesso di amore, non c’è un raptus. C’è solo un mostro che fa del male. Anche quando vi dice che non vi potete mettere quel vestito o che non potete uscire con le vostre amiche è violenza, perchè vi limita e vi impedisce di fare ciò che volete, vi toglie la vostra indipendenza. Oppure quando vi dice che comportandovi così lo fate soffrire, poi lui si arrabbia e vi fa del male ed è solo colpa vostra, non è mai, in nessun modo, in nessun universo colpa vostra. È colpa sua che non ha rispetto e che, soprattutto, non vi ama.

La speranza è che ci sia più educazione volta all’amore, alla sensibilità, alla tenerezza e meno spray al peperoncino nelle borse; la speranza è che potremo, un giorno, andare in giro di notte senza avere paura o indossare una minigonna senza che gli altri pensino che ce la siamo andata a cercare.
Questo accadrà, però, quando il mondo cambierà la sua visione della donna, cosa che purtroppo non è ancora successa.

Sitografia

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-_2b271652-b05d-4b3e-aeb0-02f30660d74a.html

https://www.huffingtonpost.it/entry/per-elisa-contro-la-violenza-sulle-donne-linformazione-faccia-la-sua-parte_it_5d7650a8e4b0fde50c2a4e39

https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2019/11/20/allarme-femminicidio-in-italia-94-vittime-in-10-mesi-lo-rivela-leures/

Alessandra Sansò

 

laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

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