La finestra sul cortile

Parliamo di mestruazioni

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November 28, 2019

Non fatevi ingannare dalla pubblicità: quando hai il ciclo l’ultima cosa che ti viene voglia di fare è la ruota.

Fin da bambine le donne vengono introdotte a questo misterioso mondo del “ciclo”: spesso la mamma, essendoci già passata, prepara psicologicamente a questo evento la sua bambina, ma il primo vero approccio avviene quando la prima sfortunata della classe ha il menarca. La fanciulla in questione è quella che di solito è già matura rispetto alle sue compagne e ha un ciclo abbastanza precoce, durante le elementari.
Le mestruazioni sono una specie di maledizione quando sei piccola (non che quando cresci la situazione migliori): non sai bene come gestirle, come affrontarle. Il primo flusso è un vero e proprio trauma, dopotutto è pur sempre sangue e a nessuno piace vederlo.
Nonostante tu sappia che prima o poi succederà, non sei mai abbastanza pronta.
Spesso quando si è piccole si vive quel cambiamento come un vero e proprio disagio, un impedimento imbarazzante e disgustoso: ad esempio, accade che non si sappia esattamente quando arrivi il ciclo, a volte non ci si accorge di nulla perciò può succedere che la cosa diventi ancora più imbarazzante e che giunga quando si è completamente impreparate.
Da lì in poi avviene un vero e proprio spaccio di assorbenti nelle classi, nei bagni, nei corridoi: una condivisione invisibile e silenziosa, una vera e propria coalizione tutta femminile fatta di “Adesso cammino e tu mi dici se sono sporca”.

Le mestruazioni, poi, hanno la capacità di arrivare nei momenti peggiori: gita scolastica? Ciclo.
Hai un colloquio? Ciclo.
È Capodanno? Ciclo.
Con conseguente preoccupazione per ciò che potrebbe succedere: l’assorbente sarà messo bene? Si vede attraverso i pantaloni? Meglio indossare capi scuri, con quelli chiari non si sa mai. Ci sarà un posto dove cambiarsi?
Poi, diciamocelo francamente, l’assorbente in sé è pur sempre un corpo estraneo a contatto con una zona già di per sé delicata, non è che sia comodo o piacevole. E pensare che le ragazze di oggi sono state fortunate perché gli assorbenti a disposizione sono migliaia: interni, con le ali, senza ali, viola chiaro, viola scuro, verdi, arancioni, più piccoli, più grandi, per la notte…
Fino agli anni Sessanta, ad esempio, erano dei triangoli di stoffa leggera simile al lino e al centro c’era un triangolo di spugna cucito. Si arrotolavano e si fermavano con due spilli da balia alle mutande. Vi lascio immaginare la comodità, più o meno simile alla cartavetro. Quando li cambiavi, ovviamente, non potevi semplicemente gettarli nel cestino della spazzatura: dovevi metterli a bagno per lavarli con il detersivo e non scenderò nei dettagli.
Oltre al disgusto, poi, c’è anche il dolore alla pancia, alla schiena, al seno, alla testa; ci sono la stanchezza, i pianti inarrestabili e improvvisi, il nervosismo immotivato e poi ci sono i classici stereotipi che ruotano attorno a questo tema: “Sei intrattabile oggi, cos’hai il ciclo?” No, magari sei tu che mi fai girare le scatole.

Questi sono i motivi per cui il ciclo non è un lusso, contando anche che la donna deve farci i conti più o meno per 35 anni: ognuna è consapevole che finché non andrà in menopausa dovrà acquistare gli assorbenti e soffrire più o meno ogni mese.
Questo monologo è relativo alla cosiddetta “Tampon Tax” e a tutto ciò che è stato detto (molto) e fatto (praticamente nulla) rispetto a essa.
Il 13 novembre 2019 è stata bocciata la proposta per abbassare l’Iva della tassa sugli assorbenti dal 22% al 10%. Altri beni con l’Iva al 22%? Sigarette e vino, che però non sono necessari, al contrario degli assorbenti.
Inutile dire che, rispetto agli altri Paesi (non europei, ma del mondo), facciamo sempre delle figure da signori. Su 28 Paesi europei l’Italia conquista il 23esimo posto, sotto di lei i paesi scandinavi e l’Ungheria.
Alcuni Paesi, sicuramente più civili del nostro, come l’Irlanda e il Canada, ad esempio, non pongono tasse sugli assorbenti e anche in Francia, con l’Iva al 5.5%, si possono comprare gli assorbenti senza spendere cifre esorbitanti, sconsigliata invece l’Ungheria dove le tasse sui pannolini arrivano al 27%.
Altri stati in cui le tasse sono più basse che in Italia: Kenya (il primo al mondo ad abbassare i prezzi degli assorbenti), l’India, il Minnesota, la Giamaica.
Per non parlare, poi, di qualcuno che ha affermato, qualche mese fa, che dovremmo tornare ai pannolini lavabili (gli stessi di cui abbiamo parlato prima) per rispettare l’ambiente, quando ci sarebbero altre soluzioni per la salvaguardia dell’ambiente: ad esempio i pannolini biodegradabili.

Insomma, prendiamo come esempio una famiglia qualsiasi in cui, oltre alla mamma, ci sono una figlia adolescente e un bambino piccolo: pensate a quanti soldi spenderà questa famiglia solo di pannolini. Se poi ai genitori piace bersi un bicchiere di vino a cena…
In sostanza, non basta avere i dolori mestruali e andare in giro con una fastidiosa pezza tra le gambe una volta al mese, no. Dobbiamo anche pagare profumatamente la nostra dose di divertimento mensile, che vi garantisco non ha niente a che fare con il piacere di un bicchiere di buon vino durante una cena.
Il ciclo non è un lusso, né una scelta perché se si potesse scegliere vi assicuro che preferiremmo non sanguinare una volta al mese, ci basterebbe ricevere una mail con scritto che è tutto ok.
Il ciclo non è simile a uno yacht, né a un gioiello, né a una bella villa, è più simile a un calcio nel basso ventre. Ogni mese. Per 35 anni (nel migliore dei casi). Un calcio molto costoso, a quanto pare.

Sitografia
https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2019/11/22/tampon-tax-riduzione-iva-sugli-assorbenti-gender-gap
https://www.repubblica.it/economia/2019/11/13/news/l_iva_sugli_assorbenti_resta_al_22_bocciato_l_emendamento_boldrini-241047692/
https://salute.robadadonne.it/galleria/nomi-pur-di-non-nominare-le-mestruazioni/
https://www.cosmopolitan.com/it/benessere-salute/ginecologia/a19131640/mestruazioni-instagram/
https://www.change.org/p/the-south-african-government-end-the-tampon-tax-in-south-africa-2

Alessandra Sansò

Laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

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