Macchina del tempo

1 Dicembre 1955: Rosa Parks si ribella

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December 1, 2019

1955, Montgomery, Alabama. Una giornata apparentemente come le altre, le persone escono dal lavoro per tornare al focolare, chi in macchina, chi con i mezzi pubblici.
Se quest’immagine dovesse essere mostrata su un grande schermo, l’inquadratura ritrarrebbe uomini in giacca e cravatta che salgono su un autobus e ragazzi con i loro zaini in spalla che tornano da scuola.
La colonna sonora sarebbe una canzone pubblicata proprio quell’anno: Only You dei Platters.
Verrebbe mostrato, poi, l’interno dell’autobus con i sedili rigidi su cui siedono diversi individui.
Nelle prime file persone dalla pelle bianca e nelle ultime persone di colore. Già, perché a quell’epoca erano strutturati in questo modo i settori degli autobus. Il settore che divideva quello dedicato esclusivamente ai bianchi e quello dedicato esclusivamente ai neri era una zona neutra dove tutti si potevano sedere: tuttavia, quasi inutile specificarlo, se una persona bianca si fosse voluta sedere in un posto occupato da una persona di colore, quest’ultima avrebbe dovuto alzarsi e far sedere l’altro.

Mi immagino anche Rosa Parks seduta al suo posto dopo una giornata passata a fare la sarta. La vedo mentre guarda fuori dal finestrino e si sente chiedere di alzarsi per lasciare il posto a un uomo bianco. Forse perché chissà quante volte era successo, forse perché era un’attivista da anni e quindi andava contro i suoi principi, o forse perché era tempo che si andasse avanti nella direzione dell’uguaglianza e del rispetto reciproco, o forse perché, semplicemente, non era giusto cedere il posto a una persona salita dopo di lei e che non aveva alcuna necessità di sedersi (non era anziano, né una donna in gravidanza…), Rosa Parks non si alzò e quindi, venne arrestata e incarcerata. 

Da quel momento, qualcosa si mosse e diede uno scossone all’America razzista: la comunità afroamericana iniziò a boicottare gli autobus come protesta, fino a non farli proprio partire. Le proteste furono lunghe ed estenuanti, la voce si sparse e la storia di Rosa Parks arrivò alla Corte Suprema che decretò l’incostituzionalità dei settori all’interno degli autobus. 

Rosa Parks divenne, così, un’icona dei diritti civili e proseguì il suo impegno in difesa dei più deboli e della minoranza afroamericana fondando, alla fine degli anni Ottanta, la Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development dedicata al marito, anch’egli attivista, per far sì che tutti e specialmente gli afroamericani avessero un giusto sostegno. 

La storia di Rosa Parks ci insegna che anche una sola persona può rappresentare un cambiamento e che la discriminazione, la violenza, l’odio nei confronti del diverso non sono mai giuste poiché limitano la libertà di ogni essere umano. La ruota gira per tutti, un giorno l’altro potresti essere tu. 

https://www.giacomolagona.net/blog/la-storia-di-rosa-parks/

 

Alessandra Sansò

Laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

 

 

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