Macchina del tempo

08 Dicembre 1980: l’assassinio di John Lennon

on
December 8, 2019

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion, too

Imagine all the people
Living life in peace”

 

In questo giorno bisognerebbe riascoltare “Imagine” di John Lennon a ripetizione. Basterebbe soffermarsi proprio sull’inizio della canzone per comprendere l’anima di Lennon che da adolescente ribelle, si trasforma in uomo pacifista e sognatore, come si definisce nella canzone, e che ripone fiducia nell’altro. Scrive, John Lennon nella sua canzone più famosa e, forse, più bella: “Nothing to kill or die for”, “Nulla per cui uccidere o per cui morire”.
Eppure, quell’8 dicembre di 39 anni fa, qualcuno un motivo per uccidere John Lennon lo ha avuto, lo ha trovato e non ha esitato.
Il cantautore, insieme alla moglie Yoko Ono, si trovava di fronte al Dakota Building di New York, pronto a rientrare a casa dopo aver passato tutto il giorno a registrare nuove canzoni.
Quella notte risuonarono solo tre parole alle orecchie di Lennon, nell’affollatissima e chiassosissima New York: “Hey Mr. Lennon”.
Furono queste le parole del suo assassino, che gli sparò cinque colpi di pistola.
Alle 23.15 dell’8 dicembre, John Lennon venne dichiarato morto, tutte le televisioni e le radio del mondo tuonavano in milioni di lingue che John Lennon era stato ucciso.

Le motivazioni sconosciute e ingiustificabili che portano un uomo a uccidere un altro, a volte sono sconcertanti e incredibili, proprio come quelle di Mark Chapman, colui che ha assassinato John Lennon: Chapman, 25 anni, era ossessionato dal cantautore e lo accusava di aver tradito gli ideali di un’intera generazione. Inoltre, Chapman voleva popolarità, attenzione, voleva essere notato e quale modo migliore per ottenere ciò che voleva se non uccidendo uno dei personaggi più amati al mondo.
Altri ricadevano per svariati motivi nella black list di Chapman, come Marlon Brando, Elizabeth Taylor e Jacqueline Onassis.
Tutti colpevoli di qualche ideologia, di aver assunto comportamenti “ipocriti” (secondo Chapman), di delusioni che avrebbero portato Chapman a deecidere di punirli, ma queste celebrità non superano (a livello di colpevolezza) John Lennon che porta con sé le colpe maggiori: aver ripudiato Gesù e i Beatles.

Chapman ha cercato così di cancellare John Lennon, ma non è riuscito nel suo intento.
Lennon è ancora qui, con noi, con i suoi fan, con l’umanità intera perché ha lasciato canzoni, parole, ideali, con cui tutti possiamo ricordarlo e possiamo definirci “sognatori” quando le ascoltiamo, sperando in un mondo migliore.
Grazie John.

Sitografia

https://www.mam-e.it/lifestyle/john-lennon-38-anni-assassinio/ consultato il 02.12.2019

https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/la-storia-di-mark-chapman-lassassino-di-john-lennon/327628/#Part6 consultato il 02.12.2019

 

 

 

 

Alessandra Sansò

 

Laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

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