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17 dicembre 1973: l’omosessualità non è più una malattia

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December 17, 2019

Sono passati 46 anni da quando l’APA, ossia l’American Psychiatric Association, decise che l’omosessualità non doveva più essere ritenuta una malattia mentale. Essa non era da curare con farmaci o terapie come i disturbi psichiatrici.

Fu un grande passo avanti, non solo per la comunità omosessuale, ma anche e soprattutto per l’umanità poiché si aveva finalmente conferma del fatto che l’orientamento sessuale non rappresentava un indicatore di patologia mentale e che non si potesse essere “convertiti” all’eterosessualità attraverso particolari pratiche anche dolorose, come l’elettroshock, il trattamento ormonale o, nei casi più estremi, la lobotomia.
Nel 2007 furono create le “Leggi antidiscriminatorie”, utili per proteggere coloro che appartengono a minoranze e che subiscono minacce o persecuzioni motivate da odio.
Purtroppo, ancora oggi, ci sono soggetti che sostengono la conversione e vedono l’omosessualità come una malattia e un comportamento contronatura.
Questi comportamenti, aggiunti al pensiero discriminatorio (che talvolta si trasforma in vere e proprie violazioni della libertà), contribuiscono ad aumentare lo stigma che colpisce le persone omosessuali e, più in generale, la comunità LGBT. Ciò preclude la possibilità delle persone di poter fare coming out, ad esempio al lavoro dove è importante avere delle buone relazioni e delle interazioni con i colleghi, ma se non ci si sente accettati queste relazioni sono a rischio, con conseguente compromissione del clima lavorativo.

Le discriminazioni verso l’omosessualità continuano anche in anni recenti, quindi. Cito alcuni titoli di articoli:

  • “Niente casa, sei transgender. Fa causa e viene risarcita” (Trovate il link qui)
  • “Calabria, coppia omosessuale da struttura presso Tropea: qui no animali né gay” (Il link qui)
  • “Indiana. I gay potranno essere discriminati per legge” (Dagli USA è tutto, il link è qui)

E questi sono solamente alcuni titoli, ma ci sono anche storie di genitori che ripudiano i figli nel momento in cui scoprono che essi sono gay oppure tutte le varie problematiche sull’adozione dei figli o sui matrimoni tra persone dello stesso sesso: quanto tempo è stato impiegato per permettere alle persone dello stesso sesso di sposarsi? In Italia possono avere l’unione civile a partire dal giugno 2015, in Danimarca possono farlo dal 1969.

Insomma, ancora non possiamo definire il nostro mondo “civile”, ma ci stiamo lavorando.
Quello che fa più tristezza sono le discriminazioni, i pregiudizi e il sentirsi in diritto di impedire a qualcuno di vivere la propria sessualità e il proprio amore nel modo che preferisce.
Tristezza e disgusto sono le emozioni che si provano mentre si leggono le dichiarazioni di soggetti con cariche politiche che affermano “Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili” rispetto all’organizzazione di un Gay Pride in un centro estivo (più notizie qui) oppure “Basta dare soldi a queste quattro lesbiche” (riferendosi alla Nazionale Italiana di Calcio Femminile, link qui).
L’omofobia non è una malattia, ma sicuramente è una brutta bestia.

Sitografia:

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2013/12/16/Usa-40-anni-fa-spezzato-legame-omosessualita-malattia_9788929.html (consultato il 16.12.2019)

http://www.psychomedia.it/pm/lifecycle/gender/graglia.htm (consultato il 16.12.2019)

https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2018/04/18/gay-lavoro-problema-lgbt-cirinna-lovers-film-festival (consultato il 16.12.2019)

Fonti immagini:

https://www.teepublic.com/it/maglietta-per-bambini/5421388-gay-pride-love-is-love-lgbt-rainbow-flag-colors-sp

https://daliaresearch.com/blog/counting-the-lgbt-population-6-of-europeans-identify-as-lgbt/

http://www.anconatoday.it/cronaca/gay-pride-lgbti-ancona-2019.html

Gay Pride in Italia: tutte le date dell’Onda Pride 2019

 

Alessandra Sansò

laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo

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