Curiosità

Les très riches heures del Duca Jean De Berry – Novembre

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December 17, 2019

Jean Colombe, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1485 ca., Novembre, Museo Condé di Chantilly.

L’undicesimo mese del nostro calendario vede, sotto l’ormai nota lunetta con il Carro del Sole e i segni zodiacali dello Scorpione e del Sagittario, la raccolta delle ghiande e il nutrimento dei maiali.
Il tema è molto diffuso per la rappresentazione del mese di Novembre, fin dai calendari medievali scolpiti: è chiara l’importanza del maiale nell’alimentazione dell’uomo fino a tempi recenti; salato, rappresenta un cibo sempre disponibile durante l’anno.

Jean Colombe, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1485 ca., Novembre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

Sullo sfondo dal cielo blu, si stagliano le montagne tra cui scorre un fiume azzurro e si intravedono le torri di un castello. In primo piano troviamo un allevatore, più comunemente noto come “porcaro”, che si prepara a lanciare un bastone tra gli alberi per far cadere le ghiande che costituiscono la principale fonte di nutrimento per i maiali, mentre il branco è sorvegliato da un attento molosso, molto diverso dai cani visti nel mese di Agosto che erano più piccoli ed erano considerati più da compagnia che da guardia.

Jean Colombe, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1485 ca., Novembre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

Siamo negli anni ’80 del Quattrocento e il Duca di Berry è già morto da tempo. C’era chi sosteneva che la causa della sua morte fosse la sconfitta della nobiltà francese nella Battaglia di Azincourt, ad opera degli inglesi. Dopo la morte del Duca, avvenuta nel Marzo del 1416, molte delle sue proprietà rimasero vuote e alcune addirittura abbandonate, mentre le collezioni furono smembrate e divise tra gli eredi. Il manoscritto Les Tès riches Heures finì nelle mani di Carlo I di Savoia, lontano discendente del Duca, uomo più dedito alla guerra che ad apprezzare la bellezza e la raffinatezza delle miniature. Il foglio del mese di Novembre era l’unico rimasto senza raffigurazione tranne che
per la lunetta con i segni dello Zodiaco che, forse, era già stata eseguita, e il nuovo proprietario si affidò a Jean Colombe, artista al servizio dei Savoia, che completò l’opera nel 1485 circa. Balzano subito all’occhio alcune differenze con le miniature precedenti, tra cui l’assenza di elementi che possano aiutarci a riconoscere nel castello una proprietà del Duca, facendoci pensare piuttosto ad un paesaggio immaginario.

I tempi, è evidente, sono cambiati e questo si riflette anche nelle miniature del codice tanto caro al Duca di Berry; il Rinascimento è arrivato, spazzando via lo stile fiabesco dei Fratelli Limbourg, nato per essere apprezzato dalla raffinata corte di Jean de Berry, e permettendo alla realtà di entrare in scena con tutta la sua forza, la sua crudezza e la sua volgarità.

Immagini:
1) Jean Colombe, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1485 ca. Novembre, Museo Condé di Chantilly.

2) Jean Colombe, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1485 ca. Novembre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

3) Jean Colombe, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1485 ca. Novembre, Museo Condé di Chantilly, particolare.

4) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Agosto, Museo Condé di Chantilly.

Bibliografia:

  • Ingo F. Walther, Norbert Wolf, Codices illustres, I codici miniati più belli del mondo dal 400 al 1600, Taschen, 2003.
  • Raymond Cazelles, Giorni del Medioevo. Le miniature delle Très riches Heures del duca di Berry, Rizzoli, 2001.

Sitografia:

  • www.senzadedica.blogspot.com, ultima consultazione 27/11/2019

 

Lucia Zavatti

Laureata in Lettere e Beni culturali presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con una tesi su “Il Maestro delle Tavole Barberini nella Critica Novecentesca” in cui ha analizzato le varie ipotesi proposte da alcuni dei più importanti critici d’arte per l’identificazione dell’autore delle Tavole Barberini, che oggi si trovano una a New York e l’altra a Boston. Attualmente è iscritta alla magistrale in Storia dell’Arte.

 

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