Scrittori emergenti

Giochi di Rime

on
January 14, 2020

“Introduzione”

In questi semplici versi,
prendono forma pensieri dispersi,
che soltanto l’arte uniforma.
Tutti nascono dalle azioni
di una sola persona
colma di emozioni,
ma assai fellona.
Reale,
sleale,
in molte cose assai banale,
ma dalla razionalità irreale.
Ingannevole,
indubbiamente spiacevole,
priva di umiltà
e colma di disonestà.
Un’anima nera,
insomma,
che colpisce baldanzosa,
con cuore di gomma.

“Ad un’amica rinata”

Ricordo un tempo,
di risate
spensierate,
ormai disperse nel maltempo
di un gelo emotivo
sempre più vivo.
Non eri tenera,
ma onesta,
fino a quando un’anima nera
non ti è entrata nella testa,
gravando sul tuo cuore,
per infliggerti malumore
e sostituire la tua mente,
con ambizioni spente.
Dalle quali fortunatamente,
se sfuggita,
​combattendo coraggiosamente
come un oplita.

“Madre dall’anima nera”

E’ buffo
come ogni tuo sbuffo
riveli verità da te nascoste
a cui non daresti risposte.
Per mentire ti impegni,
sono tante le energie che dispendi
e delle facciate che prendi
ne porti i segni.
Il tuo spirito mascherato
è da tempo martoriato
e dilaniato.
L’odio che covi
cresce a dismisura
incutendo gran paura.
Hai dimenticato il senso di vivere,
ormai sai solo deridere,
​invidiare
e calunniare,
pregando
e confidando
che la vita altrui vada allo sbando.

“Ignorante”

Millantavi di sapere
e di conoscere
ogni cosa,
vendendo meticolosa
ogni risposta
da te composta.
Spacciando il tuo veleno
per un caldo arcobaleno
e illudendo cuori
preziosi come tesori,
ma ciò che ignori
adagiata tra i tuoi allori
e che tutti sanno
di ogni tuo inganno.

“Incompetente”

Ogni volta,
per quanto ti sorprenda,
la gente intorno a te si volta
e non ti importa da che dipenda.
Perché nulla sai mantenere
e invidi coloro
che tutte le sere
abbracciano un tesoro
più prezioso dell’oro.
Chissà quanta tristezza deve provare
l’anima di chi non può possedere
colei che vorrebbe amare
e che non sa più rispettare.

“Basta”

Quanta pena,
quanta tristezza
si propaga in chi si svena
per seminare amarezza.
Eppure potremmo perdonarti
se facessi tutto per amore,
ma quel che brami è soltanto
possessione,
su colei che vorrebbe apprezzarti
e curare quel cuore
che manca di passione.
Ormai è evidente,
avveleni gli animi
e illudi gli uomini
col fascino di un serpente,
mentre gongoli con fare imprudente,
perché convinta
di rimanere impunita,
sebbene la giustizia sappia essere
sorprendente.
La tua punizione la hai già ricevuta,
colei che amavi,
per cui mentivi o imbrogliavi,
si è dissolta e l’hai perduta.
Adesso però basta,
questa predica è fin troppo vasta
e nefasta,
quindi preferisco darvi un taglio
prima che mi porti allo sbaraglio.
Quel che farò ancora,
allo scadere della tua ora,
è dirti quale meraviglia
poco scontata scontata,
​sia stata,
andarmene come tua figlia.

Derek Rosenkreuz

 

 

 

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