Curiosità

Les Très Riches Heures del Duca di Berry – Gennaio

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January 23, 2020

“A Gennaio: sotto la neve pane, sotto la pioggia fame”

(Proverbio popolare)

Fig.1. Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, Gennaio, 1412-1416 ca., Museo Condé di Chantilly

La lunetta in alto vede rappresentati i segni del Capricorno e dell’Acquario.
In basso, un’architettura ci introduce in una stanza riccamente decorata dove si sta svolgendo un banchetto: probabilmente è il 6 gennaio, giorno in cui, tra vari festeggiamenti, ci si scambiava i doni, richiamando così il giorno in cui i Magi avevano portato i doni a Cristo Bambino.
La tavola è imbandita, ci sono molti invitati e i servitori sono impegnati a controllare che non manchino cibo e bevande e che la festa stia proseguendo senza problemi. Sulle pareti è appeso un arazzo molto prezioso che, oltre ad essere una decorazione, fungeva anche da protezione per gli spifferi che entravano; il camino è acceso e protetto da un ampio parafuoco e davanti a lui, seduto a tavola, c’è il Duca. Lo possiamo riconoscere dall’abbigliamento: una veste con i colori del proprio casato, dalle ampie maniche blu, con damascature color oro e bordi in pelliccia, completato da un copricapo, anch’esso di pelliccia, e una collana con placche in oro. Alla sua destra, vediamo una saliera dorata a forma di nave che, dagli inventari di corte, è indicata come “la salière du pavillon”.

Fig. 2. Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, Gennaio, 1412-1416 ca., Museo Condé di Chantilly, particolare.

Altri personaggi sono stati identificati dagli studiosi, come il vescovo di Chartres che siede alla sinistra del Duca. Il castello è quello di Vincennes, ad est di Parigi, costruito tra il XIV e il XV secolo e tutt’ora esistente.

Nel pensiero medievale il mese di Gennaio evocava l’idea dell’interruzione dei lavori agricoli, permettendo così ai contadini di riposarsi; ma in questo caso è l’aristocratico o il borghese che festeggia, mangiando ad un ricco banchetto e scaldandosi al fuoco di un camino. Nei secoli XII e XIII questo mese era rappresentato come il dio Giano [1], iconografia che dalla metà del IX secolo in poi viene abbandonata in favore dell’immagine del dio con due volti seduto a tavola o davanti al fuoco che poi si trasformerà in quella del borghese che mangia e si scalda al fuoco, fino a diventare una vera e propria scena di genere.

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Articolo di Lucia Zavatti

Laureata in Lettere e Beni culturali presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con una tesi su “Il Maestro delle Tavole Barberini nella Critica Novecentesca” in cui ha analizzato le varie ipotesi proposte da alcuni dei più importanti critici d’arte per l’identificazione dell’autore delle Tavole Barberini, che oggi si trovano una a New York e l’altra a Boston. Attualmente è iscritta alla magistrale in Storia dell’Arte. Da qualche anno collabora all’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo.

 

 

 

 

 

NOTE:

[1] Giano bifronte è il dio degli inizi e a lui è dedicato il mese di Gennaio dal re Numa Pompilio. I
suoi due volte, uno da vegliardo e uno da giovane, rappresentano proprio il passaggio dal vecchio
anno a quello nuovo. A volte, lo possiamo trovare tra due porte: una chiusa, che rappresenta
l’anno che si è concluso, e una aperta, che indica l’anno che sta iniziando.

ELENCO IMMAGINI:
– Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, Gennaio,
1412-1416 ca., Museo Condé di Chantilly;
– Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, Gennaio
1412-1416 ca., Museo Condé di Chantilly, particolare.

BIBLIOGRAFIA:
– M. Castiñeiras, Gennaio e Giano bifronte: dalle “anni januae” all’interno domestico
(secolo XII-XIII), in <<Prospettiva>>, LXVI, 1992, pp. 53-63.
– Le Sénécal J., Les occupations des mois dans l’iconographie du Moyen Age, in << Bullettin
de la Société des Antiquaires de Normandie >>, XXXV (1921-1923) pp. 9-186.
– Ingo F. Walther, Norbert Wolf, Codices illustres, I codici miniati più belli del mondo dal
400 al 1600, Taschen, 2003.

SITOGRAFIA:
– www.vestievo.com

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