La finestra sul cortile

Giustizia per Marco Vannini

on
February 10, 2020

A volte ritengo necessario raccontare quelle storie scomode, difficili e sconvolgenti che fanno rabbrividire e generano migliaia di domande a cui, forse, non verrà data una risposta.

Questo è il caso di Marco Vannini, un ragazzo di vent’anni, la cui storia è finita su tutti i giornali perché raccapricciante e sulla quale sono stati costruiti dei castelli di bugie da quelle persone che dicevano di amare questo ragazzo.
Ieri è andata in onda la puntata di “Amore Criminale” su Rai 3 condotta da Veronica Pivetti (qui trovate la puntata integrale), che ha esposto la vita di Marco Vannini e si è soffermata sui suoi sogni, sulle sue ambizioni, sul ricordo che i genitori di Marco hanno di lui.
Una serata qualunque a casa della fidanzata, Martina Ciontoli, e della sua famiglia, si trasforma in tragedia.
Il colpo di pistola sparato dal padre di Martina perfora i polmoni e il cuore di Marco, ma ciò che rappresenta il fatto più spaventoso è che Marco muore dopo quasi quattro ore di agonia, con urla strazianti e dolori acutissimi.
I soccorsi vengono allertati in ritardo e la versione che viene data loro, inizialmente, è quella che Marco si è preso un forte spavento, è diventato pallido e non respira bene. In un secondo momento, invece, durante la telefonata al 118 viene riferito che il ragazzo si è bucato con un pettine.
Infine, ai genitori di Marco, la madre di Martina riferisce che il ragazzo sarebbe caduto dalle scale.

Ecco, forse il concetto chiave della storia è proprio il tempo che scorre lentissimo per Marco, che soffre, che grida, che chiede aiuto e che prega i suoi aguzzini, ma che va velocissimo per i Ciontoli che devono decidere che cosa fare, la cui prima preoccupazione, una volta arrivati in ospedale di fronte ai Vannini è sperare che Antonio Ciontoli (il padre di Martina) non perda il posto di lavoro.
Non passa nemmeno per le loro teste di comunicare che Marco ha un proiettile in corpo, cosa che naturalmente avrebbe velocizzato le operazioni di salvataggio del ragazzo.
E, una volta in questura, una delle frasi di Martina (che aveva una relazione con Marco da quattro anni e che avrebbe assistito all’uccisione del ragazzo da parte del padre) è “Dopodomani non posso dare l’esame, lo do il 18”.

Sono così tante le bugie che questa famiglia, composta da quattro persone, ha raccontato su quella notte e le loro testimonianze (gli audio che emergono dalle chiamate al 118, le registrazioni in questura) sono così sgangherate, incredibili e vergognose che non si riesce nemmeno a dare un giudizio obiettivo.
Ieri sera, il padre di Marco ha affermato che solo la famiglia Regeni può capire come si sente, nessun altro può comprendere quel dolore così profondo di fronte alla perdita di un figlio, specialmente in quelle circostanze.
L’unica certezza, attualmente, è che il 7 febbraio la Corte Penale di Cassazione ha deciso che vi sarà un appello bis per tutta la famiglia Ciontoli perché Marco si sarebbe salvato, dato che il suo cuore ha resistito per circa tre ore prima di fermarsi, se invece di raccontare balle, fosse stata subito fornita la verità ai soccorritori.

Ciò non restituirà alla famiglia Vannini il figlio, ma ridarà la dignità a questo ragazzo, morto troppo presto, senza un motivo, non che ne esista uno valido per privare qualcuno della vita né per stare a guardare la sofferenza di un ragazzo, nascondendo la verità.

Il 7 febbraio vi è stato un enorme passo verso la verità e la giustizia ed è questo che merita Marco Vannini, un ragazzo vittima di freddezza, indifferenza e bugie, ma per il quale vi sono una mamma e un papà che non smetteranno di combattere.
Giustizia per Marco Vannini.

Sitografia

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/07/marco-vannini-la-decisione-della-cassazione-nuovo-processo-per-tutti-gli-imputati/5699579/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/07/marco-vannini-il-pg-della-cassazione-vicenda-gravissima-equasi-disumana-fu-omicidio-volontario/5699222/

https://roma.fanpage.it/processo-marco-vannini-la-cassazione-nuovo-processo-dappello-per-antonio-ciontoli/

Morte Marco Vannini, mamma Marina scoppia in lacrime alla lettura della sentenza della Cassazione

 

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.
È una divoratrice di libri e un’appassionata di serie tv di qualunque genere, ama profondamente Alfred Hitchcock e Bruce Springsteen.

 

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT