Narrativa

Shrek: una fiaba alla rovescia

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February 19, 2020

Uscito nelle sale nel 2001, e basato sulla fiaba illustrata di W. Steig, Shrek è diventato rapidamente uno dei personaggi più amati dei cartoni animati. Eppure, Shrek non ha nulla a che vedere con l’eroe tradizionale che tutti abbiamo imparato a conoscere: non è bello, nè generoso, nè eroico, e non ha un nobile destriero che lo accompagna. E nemmeno gli altri protagonisti sono da meno: la fata è bugiarda e cattiva, Azzurro è solamente un belloccio privo di personalità… tuttavia, questi anti-personaggi sono ciò che rendono Shrek un cartone animato unico e straordinario. Infatti Shrek è l’unione di tutte le fiabe, ma allo stesso tempo lo stravolgimento di queste.

La struttura della storia

Gli ideatori di Shrek hanno deciso di riprendere l’ambientazione classica della fiaba: un castello, un regno e una foresta oscura. Ciò che rende anti-fiaba Shrek è come i personaggi si muovono all’interno di questa ambientazione.

Innanzitutto, troviamo i personaggi di tutte le fiabe famose, da Pinocchio alle tre fate madrine di Aurora a Pollicino. Tutti questi personaggi si ritrovano accampati nella palude di Shrek dopo che Lord Farquaad li ha sfrattati dalle loro case. Sarà quindi compito di Shrek andare a parlare con Lord Farquaad e convincerlo a far sgomberare la sua palude per poter tornare alla sua vita solitaria che tanto ama. Ma Lord Farquaad gli propone un patto: andare a liberare una bella principessa chiusa in una torre e portargliela in modo che lui possa sposarla, e in cambio la palude verrà sgomberata. Ad accompagnarlo troviamo il classico animale parlante un po’ fastidioso che ha il compito di intrattenere il protagonista, scortarlo tra i pericoli più insidiosi e ogni tanto farsi maltrattare: Ciuchino.

Ecco qual è la tecnica utilizzata in questo film: lo schema tradizionale è mantenuto, ma i personaggi che ci si muovono sono completamente stravolti. Infatti, Shrek non parte in qualità di cavaliere che vuole salvare la dama, ma parte per conto di Farquaad, che non è valoroso come ci si aspetta da un sovrano ma è un vigliacco che non ha il coraggio di affrontare il viaggio.

Fiona, la principessa “tradizionale” della fiaba, aspetta il suo cavaliere nella stanza più remota della torre più alta, e sembra indirizzata a seguire lo schema standard: gli dona un fazzoletto, attende il bacio del principe e il matrimonio. In un contesto del genere però, in cui il dragone che sorveglia il castello si innamora di Ciuchino e Shrek usa il fazzoletto per pulirsi la faccia, le battute di Fiona sembrano completamente fuori luogo e risultano una parodia delle saghe medievali.

Tuttavia, ben presto scopriamo che anche Fiona non è la classica principessa: ella è di giorno una bella fanciulla, ma di notte un orco, proprio come Shrek. E non appena prende un po’ di confidenza con Shrek e Ciuchino, ecco che il suo Io di orco esce fuori: arrostisce topi, fa a botte con un gruppo di briganti e quando canta fa esplodere un uccellino.

E per sconvolgere del tutto le carte in tavola, Fiona alla fine non sposa il principe, ma sceglie l’orco, e cede alla sua natura di orchessa.

I personaggi

La natura doppia dei personaggi risulta ben più evidente con il secondo film.

Innanzitutto abbiamo la coppia Shrek-Azzurro: a primo impatto, il primo è un orco, brutto e puzzolente, dai modi di fare un po’ rozzi, mentre il secondo è un bel giovane coraggioso che sfida l’universo per salvare la principessa. Tuttavia, non appena scaviamo sotto la superficie, vediamo che i ruoli sono completamente invertiti: il principe non è altro che un vigliacco capriccioso mentre colui che sfida le intemperie per salvare la donna che ama è Shrek. L’orco è quindi il cavaliere, e il cavaliere è un orco.

Poi, vediamo il doppio all’interno della principessa: all’apparenza Fiona è una splendida principessa dall’animo volubile, destinata a fare ciò che i suoi genitori hanno deciso per lei; tuttavia, Fiona dimostra più volte di essere forte e determinata a inseguire i suoi obiettivi e sogni, e soprattutto preferisce il suo lato di orco rispetto a quello di umana.

Di doppio vediamo anche l’animo della Fata Madrina. La Fata Madrina è un personaggio ricorrente nella letteratura per l’infanzia, che ha il compito di proteggere e sorvegliare la giovane protagonista, e indirizzarla verso le decisioni più giuste. Tuttavia, se subito la Fata Madrina sembra seguire la tradizione classica, ben presto ci accorgiamo che non è altro che una strega manipolatrice e bugiarda il cui unico obiettivo è far accasare il figlio Azzurro con Fiona, arrivando al punto di minacciare lo stesso re.

 

Anche il re non è chi dice di essere: Harold infatti nacque rospo, ma chiese alla Fata Madrina di trasformarlo in principe per poter sposare Lilian, la donna amata. A differenza della figlia egli scelse infatti di rinunciare alla sua natura, ma alla fine del film ritornerà rospo, senza perdere l’amore nè di Lilian nè del popolo.

Per non parlare del capovolgimento del personaggio del drago. Nella letteratura e mitologia fantastica il dragone è un mostro pericoloso che viene usato per fare la guardia a qualcosa (l’oro, una principessa ecc…). E inizialmente anche il drago di Shrek sembra ricoprire bene questo ruolo: insegue l’orco lanciando fiamme e ruggendo minacciosamente al punto che Shrek, Fiona e Ciuchino devono darsela a gambe per fuggire dal castello. Ma il motivo dell’ira del drago viene ben presto spiegata: è in realtà una dragonessa che si innamora perdutamente di Ciuchino e cerca in tutti i modi di conquistarlo. E ci riuscirà, infatti alla fine del secondo film scopriamo che i due hanno dato origine a una cucciolata ibrida di draghi-ciuchi parlanti.

Persino Ciuchino ha una natura doppia nel corso della storia: grazie a una pozione magica infatti diventa per ventiquattr’ore quel nobile destriero che tanto sognava di essere, un bel cavallo bianco che scorta Shrek fino al castello di Molto Molto Lontano per riconquistare Fiona. Ma ben presto anche Ciuchino torna alla sua vera natura, ovvero il “solito asino”, come gli dice con simpatia il Gatto con gli Stivali, ma pur sempre “un nobile destriero”.

Il Finale

E’ al ballo che il doppio di ogni personaggio si rivela.

La famiglia reale infatti, dietro minaccia della Fata Madrina, ha organizzato una serata di gala per annunciare il fidanzamento di Fiona e Shrek, che però viene sostituito da Azzurro. Shrek infatti ha assunto una pozione che ha trasformato sia lui che Fiona in umani e la Fata Madrina approfitta di tale fatto per far credere a Fiona che lo Shrek trasformato sia proprio suo figlio; costringe quindi il re a somministrarle una pozione in modo tale che non appena la ragazza bacerà Azzurro, se ne innamorerà perdutamente. Come ogni piano ben congegnato, anche questo va in frantumi, sia per l’intromissione di Shrek e i suoi amici sia per la decisione del re di non far bere alla figlia la pozione. E qui, ognuno di loro svela la sua vera natura: la Fata Madrina si rivela una strega cattiva; Harold un brav’uomo che agisce per amore; Azzurro un mammone vanitoso che suscita solo disprezzo; Shrek e Fiona ritornano orchi e Ciuchino torna a essere un ciuco.

Giunti alla fine, vediamo quindi come il film ci dimostri che non importa cosa facciamo per mascherare la nostra identità e fingerci chi non siamo, perchè prima o poi salterà fuori e saremo costretti a cedere alla nostra vera natura, che lo vogliamo o meno. Fiona infatti lo vuole, Ciuchino ne è costretto. Ma alla fine, quando ognuno si è riappropriato del suo Io (persino Pinocchio, che per pochi istanti è diventato un Ragazzo Vero), trova la vera felicità.

Articolo di Michela Bianco

Laureata triennale in Scienze della Mediazione Linguistica presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo “Le fiabe russe e il rito di iniziazione: Analisi della correlazione tra fiaba e rito attraverso l’evoluzione storica e sociale”.

Da sempre appassionata di narrativa e scrittura creativa ha visto la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo “The sound of silence” presso la casa editrice Dario Abate Editore, nel dicembre del 2017.

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