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Sex Education: la serie tv di cui avevamo bisogno

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February 28, 2020

Sessualità e adolescenza: ecco la serie tv che spiega tutte le complicazioni dell’approccio al sesso.
In Sex Education si affrontano i tabù che ruotano ancora oggi intorno al sesso e si risponde a svariate domande che anche molti adulti di oggi si sono posti.
Tutti i punti di vista sono presi in considerazione, sia femminili, sia maschili e, naturalmente, viene data visibilità anche alle relazioni omosessuali.
Insomma, in Sex Education troviamo tutto ciò che ci serve per comprendere l’approccio degli adolescenti alla sessualità, più o meno comune a qualsiasi individuo.

Analizziamo, quindi, alcune tematiche della serie.

#Genitori difficili e ragazzi inadeguati

Il preside Groff e suo figlio Adam

Nella serie i genitori sembrano avere più problemi dei figli, non solo con la sessualità, ma con la vita.
Il preside Groff, ad esempio, il padre di Adam, è un uomo dalla mente chiusa e pieno di pregiudizi.
Adam e il suo carattere sono il frutto di una madre senza polso, di un padre – tiranno e, quindi, di un contesto familiare disequilibrato. Adam deve sempre essere all’altezza di ciò che suo padre vuole, solo che ciò che fa non è mai abbastanza per il suo vecchio che lo vuole brillante e nei migliori college, mentre lui sembra solo non riuscire a trovare il suo posto nel mondo.
Dall’altro lato, troviamo il padre di Eric: burbero, sempre tendente a mantenere un profilo basso e costantemente preoccupato per il figlio che, al contrario, dimostra di essere un ragazzo coraggioso che mostra a tutti la sua sessualità e non si vergogna a travestirsi, a indossare abiti femminili o a truccarsi, forte di avere il sostegno del suo amico Otis.

Eric e suo padre

Il padre ha paura per il figlio perché mostrare la propria sessualità non è affatto facile nella società odierna, ma alla fine impara moltissimo dal figlio e sostiene le sue scelte. I due arrivano a un punto d’incontro dove il legame tra padre e figlio si rafforza e si approfondisce. Un rapporto bellissimo e, all’interno della serie, molto ben strutturato.

Anche la famiglia di Jackson non è esattamente equilibrata: non sembrano esserci accordi tra le due mamme del ragazzo. Una vuole che il figlio sia il migliore nello sport, quindi Jackson ha le giornate completamente organizzate: gli allenamenti non si possono saltare, il ragazzo deve allenarsi tutti i giorni e mantenere una buona media scolastica; l’altra sembra essere molto più moderata e cerca di frapporsi negli scontri tra la compagna e il figlio, cercando di essere più elastica e flessibile.
Questo si ripercuote, inevitabilmente, sulla salute psicofisica di Jackson che, infatti, ammette di assumere psicofarmaci per gli attacchi di panico fin dall’infanzia.

Otis e sua mamma Jean

Jackson non sembra riuscire a vivere la sua vita adolescenziale, non se lo può permettere: non c’è tempo per avere esperienze, per andare al ballo, nemmeno per avere una ragazza e sicuramente non una come Maeve.

Ovviamente è necessario anche soffermarsi su Jean, la mamma di Otis, un personaggio che personalmente adoro e stimo moltissimo. Non è mai facile superare un tradimento, né per la persona tradita né per i figli, come in questo caso.
Certo, Jean essendo una sessuologa è molto aperta sul sesso e sulla sessualità, forse troppo per certi versi. Ad esempio, i suoi partner gironzolano per casa senza che vi sia un minimo di rispetto per gli spazi privati di Otis, dopotutto quella è casa sua, Jean non abita da sola. Quindi i vari uomini che entrano nella camera di Otis con la vestaglia gialla a fiori non sono sempre ben accolti dal ragazzo.

 

#La masturbazione

Aimee

Non puoi dire sesso senza associarvi anche la masturbazione. Finalmente una serie tv che tratta anche della masturbazione femminile: difatti, mentre quella maschile è socialmente accettata e vista come “normale”, quella femminile non è mai presa in considerazione e, purtroppo, ancora oggi vige la regola che l’uomo debba “scaricare la tensione” avendo rapporti o, appunto, toccandosi, mentre le femmine non sembrano sentire “il bisogno” di alleviare lo stress.
La questione è portata in scena dalla dolce Aimee, la quale nelle sue relazioni intime vuole solamente far provare piacere al partner. In entrambe le sue relazioni il sesso è volto all’assunzione di un ruolo, quello più vicino a ciò che il partner vorrebbe che lei interpreti. La sua domanda principale è “Vuoi venirmi addosso?” come se quella fosse la conclusione principale dell’atto sessuale, Aimee si auto – oggettivizza senza godere realmente di quel momento intimo con il suo ragazzo.
Dovrà arrivare Steve e, successivamente, Otis per farle capire che il piacere va condiviso durante un rapporto. Così Aimee scopre l’autoerotismo e viene a conosce, quindi, di un mondo nuovo che le permette di conoscere il suo corpo e di capire che cosa vuole dal proprio partner.
Questo significa che, non solo Aimee si gode il momento, ma combatte anche quella forma di auto – oggettivizzazione che le precluderebbe sensazioni piacevoli da condividere con il partner e può finalmente sapere ciò che le piace.

#I traumi

Otis

Ci si riferisce, naturalmente, a Otis. Un personaggio dolcissimo e ingenuo, un pochino in difficoltà sul livello sessuale.
Ci sono diversi punti che contraddistinguono Otis che vanno analizzati: intanto il primo, indimenticabile ricordo di suo padre mentre ha un rapporto con una donna diversa da sua madre. L’innocenza del bambino viene spezzata di fronte a una scena di sesso dove uno dei due partner è un suo genitore, questo ricordo riaffiora quando Otis prova a masturbarsi, cosa che dovrebbe essere completamente normale durante la pre – adolescenza e l’adolescenza.
Un altro elemento è il senso di colpa che giace nell’inconscio di Otis, questo lo vediamo quando i genitori litigano perché Otis ha confessato alla madre di aver visto il padre con un’altra. Questa scena ci dà qualche informazione in più rispetto al contesto familiare, ma ci permette anche di capire quanto peso abbia un litigio tra i genitori per un bambino.
Ancora, il rapporto con il padre è completamente assente e la madre, che ricopre entrambi i ruoli, non sembra trovare un canale di interazione con il figlio. Anzi, da un lato lo tratta come un paziente (tanto che comincia a scrivere un libro su di lui) e dall’altro non vi è un vero e proprio dialogo tra i due, specialmente su un tema delicato come quello del sesso.

#Maeve e la fama che la precede

Maeve

Maeve si merita un paragrafo tutto per sé!
Una ragazza forte, intelligente, brillante che ha saputo gestire nel modo migliore ciò che la vita le ha dato: una famiglia assente e un’aspettativa di vita non invidiabile.
Maeve è sola, è quella che tutti indicano come “mordica**i”: la ragazza facile, che va con tutti.
In realtà Maeve vive la sua sessualità in modo sereno e non sembra essere a disagio nel fare sesso, appare più adulta degli altri. Naturalmente, però, Maeve è fragile e il suo comportamento è solo una delle reazioni alla sua quotidianità caratterizzata dalla scuola, ma anche dal trovare i soldi per campare.
Maeve rappresenta anche il risultato degli stereotipi: le parole hanno un peso e, a maggior ragione, lo hanno durante un periodo delicato come l’adolescenza e in un ambiente come la scuola.
Maeve è diventata la ragazza che si concede facilmente perché l’hanno descritta così, perché l’hanno additata come “mordica**i” alcuni anni prima, da quel momento lei non è più stata Maeve, la sua identità è cambiata, perché nessuno voleva conoscere o stringere amicizia con lei.
La storia di Maeve ci insegna anche che vi è ancora, purtroppo, una differenza tra classi.
La relazione tra lei e Jackson non può essere quella dei film, dove il principe sposa la popolana: la realtà non lo permetterebbe. Maeve si apre con Jackson, più di quanto abbia mai fatto in vita sua, gli mostra dove vive e come vive, ma in cuor suo sa perfettamente che un rapporto come il loro, in cui le madri di Jackson la guardano dall’alto in basso perché non è all’altezza del loro adorato figliolo, non può durare.
E proprio quando il suo cuore si arrende all’amore provato per il ragazzo impacciato, ma che la accetta e la ama così com’è… è troppo tardi, e ancora una volta il mondo di Maeve si spezza.

#Il vaginismo spiegato da Lily

Lily

Lily è un personaggio che si ama o si odia, ma ciò su cui tutti concordano è la bizzarria di questa ragazza, ossessionata dal sesso, tanto da fregarsene delle conseguenze delle sue azioni.
Sicuramente è una ragazza coraggiosa, alla prima occasione con Eric, si spoglia e rimane nuda di fronte a lui, apparentemente senza vergognarsi del proprio corpo, ma armata di coraggio e desiderio. Naturalmente Eric la rifiuta, ma lei non si abbatte e cerca di avere rapporti con altri.
Anche lei non conosce il sesso e ha un’idea distorta dei rapporti sessuali, ma ciò che sa è che vuole perdere la verginità: i suoi modi sono espliciti, traspare una sicurezza che al primo approccio alla materia, solitamente, non si ha.
E infatti, quando finalmente si presenta l’occasione ottimale con un ragazzo, è la sua vagina a rifiutarsi di compiere l’atto.
Inconsciamente, Lily, è terrorizzata dal sesso: è un passo enorme per una ragazzina e, forse, farlo con una persona che non si ama, non lo renderà piacevole ed eccitante come quando si condivide quest’esperienza con una persona intima.
Il tema è quello del vaginisimo, una reazione che rende impossibile la penetrazione, uno spasmo volontario dei muscoli che si serrano ed è dovuto, appunto, a una profonda paura del rapporto sessuale.
Non bastano quindi i fumetti erotici che Lily disegna con grande dedizione e spiegarle quanto sia importante il rapporto sessuale in sé.

#L’omosessualità in tutte le sue sfaccettature

Sex Education è inarrestabile, procede spedita verso quei tabù e verso quegli stereotipi che caratterizzano la nostra società abbattendoli come se fossero di cartone.
Eric è un personaggio adorabile, simpatico, brillante, un amico fedele per Otis e che ci insegna a non avere paura.
A scuola la sopravvivenza non è facile per lui, Adam e i suoi amichetti lo bullizzano in continuazione, ma non sarà questo a impedirgli di indossare camicie sgargianti e pantaloni attillati.
Nasconde, invece, in modo più attento la sua voglia di travestirsi da donna. Una delle scene più significative della prima stagione è quella in cui Eric viene derubato della sua giacca e della sua borsa mentre sta andando a uno spettacolo per il suo compleanno, una tradizione che condivide con Otis che però non si presenterà all’appuntamento.
Eric viene picchiato e ferito, va nell’unico posto in cui si sente davvero al sicuro: a casa dell’amico Otis che, in qualche modo, lo rifiuterà. Così, Eric subisce un cambiamento che lo rende irascibile, difatti si accanirà con un altro ragazzo gay a scuola che commette l’errore di dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Questo costerà a Eric, ragazzo che non ha mai dato problemi ai genitori, una sospensione e una punizione a scuola.
Anche l’amore lesbico viene affrontato, ma solo marginalmente: difatti vi è solo un episodio dove, alla clinica di Otis, si presentano due ragazze che non riescono ad avere rapporti soddisfacenti. Naturalmente, Otis si attiva per aiutare le ragazze, ma scopre che, in realtà, non sono i rapporti sessuali a essere problematici, ma il fatto che una delle due ragazze ha una storia con un’altra compagna di scuola, con cui i rapporti sono più che soddisfacenti.
Le scene dei rapporti tra le due ragazze sono esilaranti: mentre una rimane impassibile e sembra annoiata, l’altra si impegna molto per soddisfare la compagna, cosa che però non avviene.

Insomma, la prima stagione di Sex Education merita e più fonti affermano che anche la seconda sia un piacere per gli occhi. L’approccio della serie al sesso è intelligente, la storia è ben fatta e molto più esplicativa, a volte, di quelle imbarazzanti scene a cui dovevamo assistere alle medie in cui veniva spiegata l’educazione sessuale.
Sex Education è frizzante, spensierata, divertente e brillante: non c’è un personaggio che si riesce a odiare perché sono tutti perfettamente caratterizzati e inseriti all’interno della narrazione.
Insomma, una serie tv che merita di essere vista.

Sitografia immagini:
https://www.refinery29.com/en-us/2020/01/9191456/sex-education-season-2-otis-virginity-morning-after-pill
http://almareyesmeresenas.blogspot.com/2019/02/resena-serie-sex-education.html
https://sexeducation.fandom.com/wiki/Jean_Milburn
https://www.them.us/story/sex-education-netflix
https://consent.yahoo.com/collectConsent?sessionId=3_cc-session_6bdfef1e-5d0a-42ba-82fb-56f8f297d4d3&lang=en-gb&inline=false

Sex Education: i disturbi della sfera sessuale nella serie televisiva Netflix

Sex Education – I protagonisti raccontano come hanno girato le scene di sesso

Maeve appreciation post! She’s so hot from NetflixSexEducation


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Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.

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