Musica

Perfect View – “Timeless”

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March 3, 2020

Carichi e rockeggianti, i Perfect View arrivano direttamente da Modena per trasportarci con il loro ultimo lavoro “Timeless” in un viaggio musicale che, da come si evince nel titolo, lascia spazio ad una ripristino di sound senza tempo.

Il 29 ottobre del 2018 il gruppo pubblica dodici tracce che se ascoltate senza conoscerne la data di pubblicazione potrebbero benissimo essere intercalate nel rock vivo degli anni Ottanta; per essere precisi il loro spazio sonoro potrebbe dichiararsi hard rock melodico, carico di potenza ma al tempo stesso virtuosismo melodico appunto, che vede protagonisti la voce squillante e pulita del canto e quella narrativa della chitarra. Fondamentale la presenza del tappetto di bassi assieme alla tastiera, i quali emergono in alcuni brani con travolgenti riff, e per coronare la batteria, che guida nella giusta danza tutti gli strumenti.

Ma andiamo a conoscere da vicino i profili di questi 12 brani:

Stop me, kill me, leave me” è la prima fiammeggiante canzone che subito lascia intendere le atmosfere nelle quali saremo coinvolti nel proseguimento dell’ascolto. Una classica apertura ad un AOR che fa da ingresso a “Can’t stop the fire” per poi ricercare una dimensione più intima ma comunque forte in “Shades of us”.

Your love is gone” si distingue in un mood romantico, lasciando respiro all’album con morbidezza e linearità, a tratti comunque struggente. “Don’t look back” richiama subitamente il tiro generale del disco che, passante attraverso linee più catchy di “No regrets”, ricerche armoniche sorprendenti in “Fallin’”, giochi synth di “Promises” e “Outlaw”, arriva a “Lorelai” dove il tono torna ad affievolirsi lasciando la percezione di un finale che sta avvicinandosi.

Arriviamo dunque a “Timeless”, titolo dell’album, traccia particolare e che pur si alza distinguendosi dalle altre proprio per l’introspezione che lascia appena intravedere, che si lancia in un grifo di fuga intonato dall’acuto finale del cantante richiamante un finale risolutivo, che ascoltiamo con l’ultima canzone “Let it go”.

Dodici tracce che parlano di uno stesso mondo, senza tempo, ma che nonostante questo riescono ad avere una singolare identità: questa è a mio parere la grandezza e l’abilità artistica che denota la bravura della band. La sfida dell’adottare un genere legato agli Ottanta è del resto essa stessa un’impresa da artisti, ma penso che i Perfect View siano brillantemente riusciti a vincerla con musica potente!

Recensione di Annalisa Mazzolari

Laureata alla triennale di Filosofia presso l’Università degli studi di Trento, prosegue con il biennio magistrale a Milano. Oltre alla filosofia coltiva la passione per la musica: diplomata all’ottavo anno di pianoforte presso il Conservatorio di Brescia e in canto lirico presso il Conservatorio di Bergamo.

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