La finestra sul cortile Serie tv

L’amica geniale: storia del profondo legame tra Lila e Lenù

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March 4, 2020

Si è conclusa lunedì sera la serie tv italo – americana di Saverio Costanzo, basata sui volumi di Elena Ferrante, che racconta la storia di Lila e Lenù.
Commentiamo queste due prime stagioni che si riferiscono ai primi due libri della Ferrante, “L’amica geniale”, appunto, e “Storia del nuovo cognome”.

Nella prima stagione ci vengono presentati i personaggi principali della vicenda: Elena “Lenù” Greco e Raffaella “Lila” Cerullo. La narrazione è in prima persona, Lenù ci parla della sua realtà e del contesto in cui vive: il rione. Racconta, in modo molto accurato, che cosa significhi crescere nel rione e chi sono gli strani personaggi che lo abitano.
Ogni famiglia ha la sua caratteristica: vi sono i Carracci, capeggiati da Don Achille (protagonista degli incubi di Lenù), con la moglie Maria e i figli Stefano, Alfonso e Pinuccia.
Ci sono i Peluso con Alfredo, il padre, che è un falegname molto competente, ma a cui è stata sottratta la sua bottega proprio da Don Achille; la moglie Giuseppina e i figli Pasquale, Carmela e figli più piccoli.
Ci sono i Cappuccio, orfani di padre, per i quali l’unico riferimento è la mamma Melina (completamente folle) che deve tirarsi su da sola Antonio, Ada e altri bambini.
Ci sono i Sarratore, che però si trasferiscono poiché il padre, Donato, sembra aver avuto una relazione clandestina con Melina ed è quindi costretto dalla moglie Lidia ad andare via con lei e i loro figli: Nino, Marisa, Ciro, Clelia e Pino.
E ancora, vi sono gli Scanno con Enzo che viene bocciato molte volte a scuola e che finirà per fare il fruttivendolo insieme ai familiari e che, inizialmente, è un acerrimo nemico di Lila e Lenù.
CI sono i Solara che, dopo la dipartita di Don Achille, prendono il comando del rione, ampliano il loro bar e diventano dei piccoli boss che si possono permettere macchine e abiti di un certo livello.

Ogni famiglia, all’interno del rione, arranca per non soccombere: i bambini sono tutti più o meno amici e il loro legame si instaura maggiormente durante l’adolescenza. I personaggi maturano idee politiche, sviluppano sogni e speranze, in pochi però riescono davvero a evadere dalla realtà del rione.
Le protagoniste principali della storia, però, sono proprio le due bambine Lila e Lenù e sono le loro vicende private ad appassionare gli spettatori: esse rappresentano il fulcro della storia intorno al quale tutti gli altri personaggi ruotano intorno, senza quasi mai sfiorarle davvero.

Elena Greco (interpretata da Elisa Del Genio)

Lenù ci viene descritta come una bambina timida e brava a scuola, il cui unico desiderio è quello di rendere felice la sua maestra per cui prova molta stima. Lenù è ubbidiente, ma anche molto timorosa e spaurita, ma le cui capacità scolastiche emergono subito agli occhi della maestra.
Nella sua classe delle elementari c’è, però, anche un’altra bambina molto capace: Lila Cerullo, la quale non potrebbe essere più diversa da Lenù. Lila è cattiva, sporca, sempre arruffata, ma molto più brillante di lei e Lenù avverte immediatamente la discrepanza che vi è tra loro.
Nonostante le differenze che le contraddistinguono, le bambine diventano amiche e il loro legame non è associabile a una semplice amicizia, ma è qualcosa di molto più particolare, fatto di silenzi, di torti, di sguardi e di un’alleanza tacita, di cui si accorgono solo loro due.

Il padre di Lenù è un usciere, mentre la mamma (come la maggior parte delle donne dell’epoca) rimane a casa a badare ai figli. I soldi non sono mai abbastanza per i Greco poiché la famiglia è numerosa e la maestra di Lenù insiste perché la bambina continui a studiare e faccia l’esame di quinta elementare e quello per passare anche alle medie. La madre di Lenù è una donna forte e tenace, ma che comprende perfettamente le capacità della figlia e, a modo suo, crede in lei. Il padre di Lenù, invece, è un uomo mite e tranquillo, un po’ fuori dal comune: non picchia i figli, vi sarà solamente un’occasione in cui alzerà le mani sulla figlia e solo perché la moglie insinua che non sia un uomo.

Lila Cerullo (interpretata da Ludovica Nasti)

La famiglia Cerullo rispecchia di più i ruoli che vigevano a quell’epoca, dove il padre era il capo e moglie e figli dovevano stare alle sue regole. Fernando Cerullo è un uomo duro che non perde occasione per picchiare i figli e che, al contrario dei Greco, non riesce a comprendere il motivo per cui la figlia dovrebbe continuare a studiare, quando potrebbe andare a lavorare con lui in bottega.
Solamente il fratello di Lila, Rino, vede la mente della sorella e crede che sia meglio investire i soldi nell’istruzione della sorella.
C’è un dialogo che esprime perfettamente il contesto familiare in cui Lila vive e avviene proprio quando Rino si offre di pagare di tasca propria gli studi di Lila. Il signor Cerullo domanda al figlio se lui stesso abbia studiato, Rino risponde di no. allora, gli chiede se lui (Rino) abbia studiato e, di nuovo, Rino risponde di no.

“E allora – domanda il padre in dialetto napoletano – Se io e te non abbiamo studiato, perché dovrebbe farlo tua sorella, che è femmina?”

Sta tutto in questa frase, in questa semplice domanda: se non l’ha fatto un uomo, perché mai avrebbe dovuto farlo una donna?
Il ruolo della donna, all’interno di questa storia, è quello su cui ci si dovrebbe fare più domande perché Lila e Lenù incarnano perfettamente due ruoli femminili completamente diversi.

L’infanzia di Lila e Lenù

Uno degli eventi che lasciano un segno, non solo sullo spettatore (o sul lettore), ma anche sul personaggio è quando, durante l’ennesima ribellione di Lila, il padre la lancia fuori dalla finestra. La bambina vola dall’apertura e atterra sul suolo, rompendosi il braccio.
Quell’evento lascia una traccia profonda sulle bambine ed è da quel momento che la loro vita assume un verso spericolato. Ad esempio, saltano la scuola e si incamminano verso il mare, mentendo ai genitori, cosa che Lenù da sola non avrebbe mai fatto.

Il loro rapporto, però, cresce e diventa molto profondo: passano il tempo insieme, leggono “Piccole donne” talmente spesso che il libro si logora in pochissimo tempo, condividono sogni e speranze che, purtroppo, svaniscono perché le loro strade cominceranno a separarsi.
Lenù va alle scuole medie, dove non riesce a inserirsi immediatamente e dove non ha rapporti con i compagni, mentre Lila va a lavorare col padre e ha delle idee geniali e innovative per le scarpe da creare.

La mente di Lila, prima di quella di Lenù, matura e diventa quella di una donna.
Anche lo sviluppo di Lenù non è facile: la maturazione del corpo la rende triste e sopraffatta da quel cambiamento repentino che comporta brufoli sul viso, l’obbligo di indossare gli occhiali e la crescita del seno, fino ad arrivare al menarca è sempre più nervosa e meno brava a scuola. A quei tempi nessuno spiega alle ragazze come affrontare le mestruazioni, rappresentano un tabù che non andava nemmeno lontanamente sfiorato né dalle madri né da altre figure di riferimento. Saranno le altre ragazze del rione a spiegare a Lenù che cos’è il marchese.

L’adolescenza

Marcello Solara (interpretato da Elvis Esposito) e Lila (interpretata da Gaia Girace)

Gran parte della prima stagione e tutta la seconda riguarda prevalentemente l’adolescenza di Lila e Lenù.
Già nella prima stagione vediamo Lenù che, finite le medie, si iscrive al liceo classico, ma si sente sempre e comunque l’eterna seconda perché Lila è sempre più capace di lei, più interessante, più intelligente e brillante.
Questa sensazione si fortifica nel momento in cui Lila diventa l’oggetto del desiderio dei ragazzi del rione: Marcello Solara, tra gli altri, cerca di iniziare una relazione con Lila che però, conoscendo gli affari loschi in cui è implicato il ragazzo, si rifiuta categoricamente di fidanzarsi con lui.
Marcello attuerà dei comportamenti volti a conquistare la famiglia Cerullo, regala loro la televisione e tutti gli portano rispetto perché i Solara comandano il rione e fanno ciò che vogliono con le attività presenti nella zona. I Cerullo sperano vivamente che Lila accetti di fidanzarsi con Marcello, ma lei è restia a quell’unione.
Lila si avvicina, invece, a Stefano Carracci, figlio del temutissimo Don Achille ormai morto da anni.
Stefano però, dimostra di essere un ragazzo attento e premuroso che si preoccupa anche della famiglia di Lila. Stefano valorizza Lila e le sue idee, conquista il padre di lei e gli promette che penserà lui a migliorare l’attività dei Cerullo.
Le scarpe progettate da Lila sono la sua idea di rivalsa, l’unica cosa che dà un senso alla vita della ragazza sono proprio le sue creazioni che le permetteranno di diventare ricca e di trasformare la bottega in una famosa fabbrica di scarpe col marchio Cerullo.
Mentre Lenù continua a studiare, Lila non ha avuto altra scelta, benchè legga e si documenti e continui per i fatti suoi a concentrarsi, il lavoro nella bottega del padre le toglie tutto il tempo e l’unica via per avere una soddisfazione sono proprio quelle scarpe nate dalla sua mano.
Lenù incontra a scuola Nino Sarratore, di cui è innamorata fin da piccola. Quei sentimenti non sono scemati con il tempo, anzi si sono rafforzati. I loro incontri sono sporadici, ma segnano Lenù che è giovane e innamorata di quel ragazzo più grande, appassionato studioso come lei e carismatico.

La violenza

La violenza è un tema ricorrente. Nella prima stagione vi sono degli episodi che se emergessero in tempi attuali verrebbero sicuramente segnalati ai servizi sociali, ma che all’epoca rientravano nella quotidianità: come Lila che vola dalla finestra, i lividi sul viso di Lenù dopo che il padre la picchia.
Non solo nell’intimità familiare, anche tra i ragazzi le violenze sono frequenti, minacce e armi sono all’ordine del giorno nel rione.

Una delle prime violenze a cui assistiamo è anche una delle scene più raccapriccianti dell’intera serie.
Lenù è a Ischia, durante l’estate, da una cugina della sua maestra delle elementari, per racimolare qualche soldo con dei lavoretti estivi: aiuta Nella Incardo con le faccende di casa e passa molto tempo sulla terrazza a scrivere alla sua amica Lila tutte le sensazioni che prova a stare lì, lontano da casa e dal rione polveroso. Nella affitta la casa accanto alla propria per l’estate e, dopo un po’ di tempo, arrivano degli inquilini che Lenù conosce bene: la famiglia Sarratore.
Naturalmente trascorrere il tempo con Nino è una gioia per Lenù, ma tra lui e suo padre non vi è un buon rapporto, quindi il ragazzo andrà via prima del resto della famiglia.
Lenù passa molto tempo con la famiglia Sarratore con cui si trova bene e con cui può parlare apertamente, al contrario della propria famiglia.
Donato Sarratore è uno scrittore e un poeta, parla italiano come le persone che hanno studiato, è un uomo carismatico per cui Lenù prova molta stima.
Lenù compie 15 anni e festeggia insieme alla famiglia Sarratore, il giorno seguente sarebbe partita per tornare a Napoli dalla sua amica Lila. Eppure, quella notte la segnerà per sempre.

Alcune scene dell’abuso di Lenù (Margherita Mazzucco) da parte di Donato Sarratore (Emanuele Valenti)

La notte del suo compleanno, Lenù non si è ancora addormentata quando Donato Sarratore entra in cucina e socchiude la porta. Lenù finge di dormire, ma Sarratore sa perfettamente che la giovane è sveglia.
Si china su di lei e la bacia sulle labbra, con la lingua, un bacio che non ha niente di casto e tenero come quello ricevuto dal figlio di Sarratore. Non finisce qui: la mano di Sarratore procede verso le parti intime di Lenù, che mai si sarebbe sognata di toccarsi né, tantomeno, di essere toccata da un uomo in un’età dove non si conosce minimamente il sesso, specialmente a quell’epoca.
Sarratore tocca Lenù e la lascia scossa, traumatizzata, immobile e in lacrime sdraiata sul suo letto.
Questa scena è, come si evince, una delle più raccapriccianti della serie, si fa fatica a stare fermi a osservare quella violenza verso Lenù, poco più che una bambina, ingenua, sensibile e, tra le altre cose, minorenne.

 

Lenù non confessa a nessuno quell’episodio, quella violenza, è troppo affranta e scossa, quasi si vergogna nonostante non sia affatto colpa sua.
Lila, nel frattempo, ha ricevuto una proposta di matrimonio da Marcello Solara, ma è decisa a sposare Stefano Carracci. La vita di Lila prende una piega straordinaria, lei progetta la casa nuova, indossa abiti ricercati e si pettina come le donne di classe.

Lila e Stefano Carracci (Giovanni Amura) il giorno del loro matrimonio

Lila è innamorata di Stefano, capace di valorizzarla e di essere il ragazzo che tutte vorrebbero al proprio fianco.
Non sa ancora che la delusione più profonda verrà proprio da lui. Il matrimonio è da sogno, Lila è bellissima nel suo abito da sposa, felice, raggiante, sorridente. Tuttavia, quel giorno tanto desiderato, le speranze di Lila vengono spezzate al ricevimento. Mentre tutti ballano e si divertono, i fratelli Solara si presentano al rinfresco mostrando ai piedi le scarpe Cerullo create da Lila.
Lì tutto il sogno di Lila crolla e capisce che è stata ingannata da quello che è appena diventato suo marito.

 

La prima stagione si conclude così, nella sofferenza di Lila di fronte a quella pugnalata alle spalle dalla persona di cui si era innamorata sinceramente.
Qui arriviamo a un altro episodio di violenza che fa soffrire lo spettatore.
Lila è ferita e, allo stesso modo, furibonda per ciò che è accaduto: tutto ciò che aveva cercato di evitare fino a quel momento era successo. Stringere un patto con i Solara era proprio quello che Lila non voleva fare.
Lila è schifata dal marito, la delusione è troppo forte da sopportare, non riesce nemmeno a guardarlo in faccia. Si rifiuta di passare del tempo con lui, non lo ama, non lo rispetta e vuole solo andare via da quell’albergo magico dove avrebbero dovuto celebrare il loro amore durante la notte.
Chiusa in bagno, Lila rimane seduta sulla vasca mentre la figura di Stefano appare dietro la porta, come un leone che attende la preda. Lila finge di dormire, tenta di sottrarsi a quello che sicuramente non sarà un rapporto sessuale come si intende adesso, ma un atto dovuto.
Non c’è più l’amore e il desiderio di unirsi a Stefano, c’è solo il ribrezzo verso una persona (l’ennesima) che ha deluso Lila.
A Stefano questo non interessa, non gli interessano i “No” di Lila, né il fatto che lei si ribelli mentre lui le grida di stare ferma e, così, dopo l’ennesimo ceffone, Lila rimane immobile e lui può finalmente sfogare i suoi istinti bestiali.
L’ennesima violenza sul corpo di una ragazzina.
Lila e Lenù condividono, in parte, quella sensazione di dolore addosso, quel senso di impotenza mentre l’uomo approfitta di loro, fregandosene del loro diritto di rifiutare quelle mani sul loro corpo.
Il matrimonio di Lila è completamente diverso da quello che immaginava: i lividi sul suo viso vengono ignorati persino dalla sua famiglia.
Il ritorno a casa dopo il viaggio di nozze non migliorerà la situazione in cui Lila si trova, anzi: il suo dolore viene completamente ignorato sia dai propri familiari sia da quelli di Stefano che cercano addirittura di consigliarle di non comportarsi in quel modo, nonostante vedano il volto martoriato e tumefatto della ragazza, tradita per l’ennesima volta, persino da sua madre.
Proprio quest’ultima dirà, più avanti nella stagione, che il matrimonio è così: a volte ci sono le carezze, altre volte le botte.
Stefano picchia Lila quotidianamente per un motivo o per l’altro. Ogni rapporto è una violenza e Lila non fa nulla perché è così che funziona nella Napoli degli anni Cinquanta/Sessanta, le donne non hanno diritto di lamentarsi.
Lila subisce gli abusi del marito e rimane incinta: la scoperta della gravidanza la rende ancora più inquieta e decide di fare di tutto per liberarsi di quel figlio inatteso, frutto del dolore di una ragazzina appena sedicenne. Lila si impegna a faticare più del dovuto, tira su scatole pesanti, fa dei movimenti che una donna nella sua situazione non dovrebbe fare ed è così che avrà un aborto spontaneo.

L’amore ritrovato e le scelte sbagliate

Lenù vive la sua vita da liceale in modo sereno, è brava a scuola, si impegna anche se fa molta fatica a stare al passo con gli altri e viene invitata dalla sua professoressa a una festa. Così chiede alla sua amica Lila di accompagnarla: mentre Lenù sembra essere a suo agio in mezzo a quei ragazzi che parlano italiano, che vestono in un certo modo, che vivono certe quotidianità caratterizzate da case ordinate zeppe di libri e di sapere, Lila è completamente fuori posto nonostante il bel vestito, la collana e l’acconciatura. Andando via dalla festa, Lila sbeffeggierà la sua amica anche di fronte a Stefano, mentre Lenù rimane delusa e imbronciata di fronte a quell’affronto.

Lila e Nino (Francesco Serpico)

In realtà è l’invidia a comandare Lila che avrebbe voluto tanto far parte di quel mondo, ma che si rende conto di appartenere solo al mondo del rione.
Nino invita Lenù a passare le vacanze a Ischia con lui e Lila, costretta a passare le vacanze al mare, sceglie proprio Ischia come luogo di villeggiatura. Così Lenù, Lila e Pinuccia (incinta di Rino, fratello di Lila) decidono di andare a Ischia dove trascorrono le giornate al mare.
Nino e Lenù instaurano un bel rapporto, parlano molto di libri e Nino le fa anche credere che vi sia del tenero tra di loro, eppure agli occhi di Lenù appare evidente che, in realtà, Lila e Nino provano qualcosa l’uno per l’altro.
Inizia così la relazione clandestina ed eccitante tra Nino e Lila che Lenù vede come un tradimento da parte della sua amica, ma anche come una scelta stupida di entrambi perché Lila è sposata ed è troppo pericoloso concedersi certe tenerezze al mare, quei baci bollenti e quello sfiorarsi con dolcezza.
Lenù, quindi, arriva a compiere una scelta azzardata e comandata solo dalla rabbia che prova nei confronti di Nino e Lila. La coppia progetta una notte d’amore insieme e Lenù, folle di rabbia, accecata dal dolore si trova sola con Donato Sarratore e si concede a quell’uomo. Un rapporto dove lei rimane immobile, dove non c’è amore, non c’è sensualità, non c’è nemmeno un po’ di tenerezza.
Stefano viene a sapere della relazione tra Nino e Lila, avvisato da Michele Solara (fratello di Marcello) e Lila confessa di amare Nino e di esserci anche andata a letto. Lenù, però, vedendo la follia crescente negli occhi di Stefano la difende e nega tutto.
La relazione tra Nino e Lila continua clandestinamente, finché lei non rimane incinta e decide di fuggire con Nino, dopo aver cercato di lasciare Stefano senza riuscirvi. Il loro amore è folle, romantico, appassionato, ma Nino capisce di non avere nulla in comune con Lila e quella scandalosa fuitina durerà solo venti giorni; dopo una brusca litigata, Nino andrà via dal tugurio dove abita con Lila e verrà anche malmenato da uno scagnozzo inviato dai Solara per riportare Lila a casa.
Enzo Scanno, amico d’infanzia di Lila e Lenù, riporterà Lila dal marito con la promessa che l’avrebbe aiutata ad andare via da quella casa se le cose si fossero messe male per lei.

Lenù a Pisa

Nel frattempo, Lenù va a studiare alla Normale di Pisa e ottiene grandi successi accademici e intrattiene alcune relazioni amorose. Per più di un anno non tornerà a casa, ma quando lo farà, dopo essersi fidanzata ufficialmente con un ragazzo torinese ed essersi laureata con 110 e lode, andrà alla ricerca di Lila scoprendo che l’amica è andata via definitivamente da casa Carracci. Nel tornare al rione, Lenù ritroverà sempre le stesse cose, come se in realtà lì non si fosse mosso nulla e i suoi abitanti non si fossero effettivamente evoluti.
Viene a sapere che Stefano non aveva mai accettato che il figlio di Lila non fosse suo, le violenze nei confronti della moglie erano perpetuate per anni.
Anche qui avviene un altro episodio di violenza: mentre Lila e suo fratello Rino fanno giocare i loro bambini insieme e Lila cerca di allenare le menti dei piccoli, Stefano torna a casa e discute con Rino.
Stefano trascina Rino fuori dalla propria casa con violenza mentre i bambini strillano e urlano spaventati, poi Stefano furioso strattona anche il bambino di Rino.
Da quel momento, le cose cambiano ulteriormente: Lila scopre che Stefano ha l’amante, ma la cosa non la tange emotivamente, ha paura, però, di rimanere senza casa e con un bambino sulle spalle. A peggiorare maggiormente la situazione e lo stato emotivo e psichico della ragazza arriverà anche la maestra Oliviero che le dice che ha sprecato la sua vita poichè, con le sue grandi capacità, sarebbe potuta arrivare in alto.
Lila è affranta, stanca, a pezzi e non ha nemmeno la sua amica Lenù con cui confrontarsi.
Alla fine, però, prenderà la decisione di andare via, insieme a Enzo, e comincerà a lavorare in una macelleria nella periferia di Napoli.
Lenù va a cercarla e vede il tugurio dove vive e le circostanze in cui lavora, il loro incontro in quella macelleria è anche un momento in cui Lenù le consegna il libro che Lila aveva scritto da bambina, “La fata blu”, e le comunica che stanno per pubblicare il suo libro. Lila si complimenta con l’amica ed entrambe promettono di non perdersi, poi Lila getterà nel fuoco il proprio libro su cui la maestra delle elementari le aveva scritto dei giudizi positivi.
Lila sembra essersi definitivamente rassegnata alla vita infima che sta vivendo, accontentandosi di quel lavoro e di quella casa, ma con l’unica speranza di non perdere Lenù.
La seconda stagione, all’insegna della violenza e del dolore di queste due ragazze, si conclude con una piccola rivincita di Lenù che, intenta a presentare il suo libro, viene lodata da un critico, ma accusata di aver scritto un’opera banale e volgare da un altro. In quel momento, però, Nino si alza dal pubblico, come un cavaliere che vuole conquistare la sua principessa, e la difenderà affermando di aver letto il libro e di aver apprezzato la creazione di Lenù.

Conclusione

Lila e Lenù sono diventate due donne, ormai, una per un verso e l’altra per l’altro.
Lenù ha sempre vissuto un complesso di inferiorità nei confronti di Lila, ma adesso sembra uscire da quel guscio da cui sembra affiorare una donna a tutti gli effetti che non è più fatta per stare nel rione, diventato troppo piccolo per quella donna laureata e capace.
Mentre Lila rimane un personaggio sempre incompreso e il cui destino appare ingiusto. Si apprezzano i suoi innumerevoli tentativi e le sue molteplici aspettative volte a rendere la propria vita (e quella del figlio) migliore, la speranza di un amore sincero e, insieme a lei, si rassegna, a malincuore, anche lo spettatore che vede quella ragazza vivere una vita infima e dolorosa, fatta solo di sfortune e sofferenze.
Chi ha letto i libri sa come va avanti la storia di Lila e Lenù, chi invece segue solo la serie dovrà aspettare ancora un po’ prima di rivedere sullo schermo quelle due donne così particolari e così diverse, ma legate da un amore indissolubile, profondo e non associabile a una semplice “amicizia”.
Ciò che le accomuna, forse, è più radicato di ciò che le divide: il dolore, la violenza, l’intelligenza e una sensibilità che le allontana dal resto della povera gente del rione e dalle loro famiglie e le rende visibili e comprensibili solo l’una all’altra.

Sitografia immagini:

https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/324209-lamica-geniale-2-prima-puntata/
https://www.comingsoon.it/serietv/news/l-amica-geniale-2-la-scena-di-stupro-su-lila-senza-censure-colpisce-i-fan/n100728/
https://www.teleclubitalia.it/183975/anticipazioni-lamica-geniale-29-gennaio-trama-finale-anticipazioni/
https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/rsquo-amica-censurata-ndash-rai-ha-deciso-tagliare-scena-190363.htm

L’Amica Geniale, trame delle puntate in onda martedì 4 dicembre

L’amica Geniale riesce a regalare le stesse emozioni del libro e non è poco


https://www.hbo.com/my-brilliant-friend/cast-and-crew/elena-greco-younger

L’amica geniale, nei cinema con successo


https://www.optimagazine.com/2019/04/02/ludovica-nasti-da-lamica-geniale-a-un-posto-al-sole-la-giovane-lila-vola-alto/1423515
https://www.napolidavivere.it/2020/03/01/lamica-geniale-2-la-trama-della-quarta-e-ultima-puntata/

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.

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