Blitzkrieg Storia

La Grande Guerra Nordica

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April 3, 2020

Carlo XII di Svezia

Il conflitto definito “Terza Guerra Nordica”, “Grande Guerra Nordica” o “Ultima Guerra Nordica” vede l’Impero Svedese del giovane Carlo XII contro tre principali avversari in accordo fra loro: la Danimarca di Federico IV, la Polonia-Lituania di Augusto II e l’impero russo di Pietro I.

Le ragioni per l’inizio del conflitto sono molteplici e da ricercare soprattutto dalla conclusione della Seconda Guerra del Nord: in sintesi estrema, la Svezia di Carlo X Gustavo ha con le sue annessioni dato motivo di astio ai sopra citati rivali. Inoltre il potente esercito svedese ha mostrato in realtà relativa debolezza durante la recente Guerra di Scania, dimostrando di non essere invincibile. Infine il nuovo re di Svezia non è neanche maggiorenne, gli altri sovrani fanno presto a sottovalutarne le capacità. Un nuovo conflitto è quindi visto con molta gola dalle potenze del Nord per eliminare la scomoda egemonia svedese.

Un accordo concreto tra gli anti-Svedesi esiste già, grazie agli sforzi di Cristiano V di Danimarca: prima di morire, riesce a stringere un’alleanza con i Russi e gli Elettori di Sassonia. Non riesce a formalizzare con la Polonia, ma di fatto l’accordo esiste e la scacchiera è già pronta quando il figlio Federico prende il trono danese.

Pietro I di Russia

L’attacco è a sorpresa e coordinato. A partire per primo è Augusto II di Polonia, che attacca la Livonia puntando a Riga. È quindi seguito dai Danesi, che marciano sulla regione di Holstein-Gottorp. Pietro di Russia, infine, si affretta a firmare la pace con gli Ottomani (con cui è in conflitto) per muovere le proprie armate.

La coalizione è convinta che il conflitto sarà relativamente breve e semplice. Cosa mai potrebbe fare un ragazzo (Carlo XII ha diciotto anni a inizio guerra) contro un’alleanza simile?

Si sbagliano.

Quando i Polacchi arrivano a Riga e Pietro I può formalizzare la dichiarazione di guerra alla Svezia, Carlo XII ha già eliminato i Danesi: aggira con la sua flotta quella di Federico IV e sbarca nell’isola di Zealand. Da qui con diecimila uomini marcia su Copenhagen e Federico, chiuso nella capitale da un blocco navale, firma subito la pace a Travendal (7/18 Agosto). Il conflitto è iniziato a fine Marzo.

Augusto II ora è in difficoltà con l’assedio di Riga: non ha più i rifornimenti danesi via mare e il calibro dei proiettili scelto per i cannoni si è rivelato errato. A fine settembre rinuncia all’assedio e si ritira. Dopo un mese Pietro I arriva a Narva (31 Ottobre) e inizia a bombardarla. Carlo XII lo raggiunge rapidamente ed è in schiacciante inferiorità numerica, ma sfrutta una tempesta di neve per caricare le postazioni russe. Gli Svedesi non sono individuati fino a che non sono già oltre le difese, l’armata russa è spezzata in due punti. Le reclute sono inesperte e si danno subito alla fuga. Molti sono i morti nella ritirata: il ponte che devono attraversare crolla e diversi soldati russi muoiono annegati nel fiume presso Narva.

La prima offensiva di Carlo è contro la Polonia, che invade nel 1702. Dopo una vittoria a Kliszòw, procede occupando diverse città fra cui Varsavia e Cracovia. Nel 1704 fa nominare Stanislao Leszczynski come nuovo sovrano. Nel 1706, dopo aver sconfitto una grande armata Russo-Sassone, procede contro l’Elettorato di Sassonia: i magnati locali sono costretti a far abdicare Augusto II (trattato di Altranstadt).

Nel frattempo Pietro I si è riorganizzato e ha agito nel Baltico. Dal 1703, dopo aver preso Ingria, sta costruendo qui la sua nuova capitale: San Pietroburgo, che apre la Russia al commercio internazionale in Europa. L’anno successivo prende anche Dorpat, Narva e Ivangorod, inoltre cerca di aiutare i lealisti di Augusto II dopo l’abdicazione.

Carlo XII ha nel 1707 solo la Russia contro: dopo aver rifiutato una proposta di pace da Pietro I, inizia a marciare con la sua armata verso il territorio nemico. Carlo punta a un’ altra conquista rapida, è tuttavia il primo leader a commettere questo grave errore contro i Russi (i successivi saranno Napoleone e Hitler). Pietro I usa la strategia della “terra bruciata”: fa ritirare i suoi uomini verso l’interno, distruggendo nel frattempo tutto ciò che gli Svedesi potrebbero usare per rifornirsi (brucia anche l’erba per non far pascolare i cavalli). Dopo aver marciato senza trovare nulla per molti chilometri, Carlo si ritira temporaneamente in Lituania nel 1708. Un esercito di rinforzo sta arrivando ad aiutarlo con i rifornimenti, ma non volendo dare tempo ai Russi di riorganizzarsi opta per andare subito in Ucraina non aspettando rinforzi: qui il ribelle Ivan Mazepa gli ha promesso aiuto.

È un disastro. Mazepa ha meno uomini del previsto e pochi rifornimenti. Carlo si trova disperatamente bisognoso dei rinforzi, che vengono prontamente attaccati e sconfitti da Pietro I a Lesnaia. Infine, arriva l’inverno: è il Grande Gelo, il peggiore freddo degli ultimi 500 anni in Europa. Carlo, con il freddo e le malattie, perde metà del suo esercito. Il re alleato Stanislao non può aiutarlo perché bloccato dalle armate di Pietro I.

Dopo aver ricevuto un debole esercito di rinforzo, Carlo XII continua a cercare la battaglia decisiva. Si scontra con i Russi nella piana di Poltava, contro un esercito molto superiore, ben addestrato e in una posizione difensiva imprendibile per le condizioni dell’armata svedese (stanca, affamata, senza munizioni). La battaglia, il 27 Giugno 1709, vede gli Svedesi annientati. Carlo XII va nell’Impero Ottomano a rifugiarsi e sperando in un aiuto contro i Russi.

La battaglia di Poltava

Nel frattempo i vecchi rivali si riprendono: Augusto II torna re di Polonia, la Danimarca invade la Scania, la Russia assedia Riga. Le province svedesi del Baltico sono ormai perdute. Carlo continua a cercare di convincere gli Ottomani a dichiarare guerra ai Russi e, nel Luglio 1711, sembra quasi che il suo desiderio stia per essere esaudito: Pietro e il suo esercito oltrepassano il confine ottomano, sono circondati sul fiume Prut. Nonostante le richieste di Carlo, però, gli Ottomani non vogliono un nuovo conflitto e lasciano andare Pietro con richieste irrisorie (qualche territorio e l’evacuazione della Polonia) che lo Tsar nemmeno rispetta. Nel Luglio del 1713 si firma una pace di venticinque anni fra i due imperi. Carlo torna in Svezia a fine 1715, la situazione è disperata.

Ulrika Eleanora

La Svezia è in guerra con l’intera Europa del Nord, ha perso tutte le terre del proprio vecchio impero baltico e non può più difendersi adeguatamente. Carlo, ostinato di carattere, non vuole arrendersi e inizia una serie di campagne in Norvegia per eliminare nuovamente la Danimarca. Qui muore il 30 Novembre 1718, mentre esamina le difese della fortezza nemica di Frederiksten, colpito da un proiettile alla testa.

La Svezia viene parzialmente salvata dalle rivalità interne alla coalizione: i Russi sono visti con sempre maggiore astio da Polonia e Regno Unito (anch’esso entrato nel conflitto) per la propria eccessiva presenza nell’immediato futuro, e si punta a farli tornare ai propri confini originali.

Con la morte di Carlo XII diviene regina la sorella Ulrika Eleanora, che abdica per il marito Federico di Hesse. Questo conclude la guerra con la pace di Stoccolma (1720) e di Nystad (pace con i Russi, 1721). Pietro I riesce a strappare dall’accordo diversi territori (Estonia, Livonia, Ingria, Kexholm, quasi tutta la Karelia), che la Svezia tenta di riconquistare più volte invano. Solo dopo aver perso anche la Finlandia (ma aver almeno ripreso la Norvegia dai Danesi nel 1815) gli Svedesi accettano con riluttanza la fine del proprio impero.

La Terza Guerra Nordica dà inizio all’ascesa di un nuovo impero: la Russia.

Articolo di Stefano de Gioia

Laureato Triennale in Storia presso l’Università degli Studi di Genova. I suoi interessi vertono principalmente su arte pittorica, storia romana e storia medievale. La sua buona conoscenza della lingua inglese gli consente svolgere le sue ricerche facendo riferimento anche a fonti straniere.

 

BIBLIOGRAFIA

Robert I. Frost, The Northern Wars, Routledge, Londra, 2014.

  1. Nisbet Bain, Charles XII and the collapse of the Swedish Empire, G.P. Putnam’s Sons, New York, 1895.
  2. Mankell, Handlngar rorande sommarfalttaget i Brandenburg 1675 och striden vid Fehrbellin, Stoccolma, 1877.

 

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