Cinema

Romeo e Giulietta al cinema

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April 10, 2020

Certo non vi fu mai una storia più infelice

Di quella di Giulietta e del suo Romeo

Forse la più famosa tra le opere shakespeariane, Romeo e Giulietta è la tragedia d’amore per eccellenza, che narra di come un amore puro e giovanile viene corroso e distrutto dall’antico odio tra le famiglie, i Capuleti e i Montecchi.

La tragedia è ambientata nel 1500 a Verona, dove i giovanissimi Romeo e Giulietta si incontrano, si innamorano e si sposano. Tuttavia, il giorno successivo alle nozze, Romeo è costretto alla fuga per via dell’esilio a cui il Principe lo ha condannato, dopo uno scontro mortale tra i giovani delle due casate, che ha visto la morte di Tebaldo e Mercuzio. Mentre Romeo si trova a Mantova, in attesa di essere riammesso a Verona, Giulietta viene costretta dal padre alle nozze con Paride: disperata, chiede aiuto a frate Lorenzo, il quale le suggerisce di inscenare una morte apparente prima del matrimonio con Paride. La ragazza accetta e viene sepolta quindi nella tomba di famiglia dei Capuleti, dove rimane in attesa che Romeo, avvertito del piano da frate Lorenzo, arrivi e la porti via. Ma una serie di disguidi porterà al suicidio di entrambi i giovani e nella scena finale, in cui entrambe le famiglie vengono messe al corrente della realtà dei fatti, il Principe pronuncia un aspro discorso contro i Capuleti e i Montecchi, in cui li accusa di aver causato dolore e morte a persone innocenti. “Siamo tutti puniti” dichiara.

La storia di Romeo e Giulietta, la coppia di innamorati “nati sotto contraria stella”, ha segnato le pagine di letteratura e arte sin dal 1800, quando la tragedia iniziò ad essere adattata per balletti e opere teatrali come il Romeo e Giulietta di Cajkovskij. Questo articolo si propone quindi di analizzare le differenti trasposizioni cinematografiche della tragedia nel corso del tempo.

Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli (1968)

E’ la trasposizione cinematografica per eccellenza della tragedia di Shakespeare, che conquistò due statuette alla notte degli Oscar.

Il film è estremamente fedele all’opera, sia per quanto riguarda il susseguirsi delle scene sia per i dialoghi. A convincere è soprattutto il personaggio di Mercuzio, che già dalla prima scena riesce a trasmettere il turbamento psicologico e la follia dietro questo personaggio così carismatico ed enigmatico.

L’ambientazione e i costumi ricreano l’atmosfera cinquecentesca, rendendo il film assolutamente credibile e verosimile. La regia di Zeffirelli, inoltre, offre quel tocco che rende il film un capolavoro.

Tra le scene mancanti, tuttavia, abbiamo l’assassinio di Paride sulla tomba di Giulietta per mano di Romeo, e la scena in cui Romeo compra dallo speziale il veleno che gli causerà la morte.

Ad ogni modo, il film rimane la versione migliore della tragedia di Shakespeare.

Romeo + Giulietta di Baz Luhrmann (1996)

Se per l’opera di Zeffirelli il giudizio positivo era quasi del tutto unanime da parte della critica, per il film di Luhrmann non si può dire lo stesso.

Ciò che dà il via alle critiche è la decisione del regista di ambientare la tragedia ai giorni nostri, sostituendo quindi le spade con le pistole e le carrozze con le auto, il tutto ambientato in una statunitense e immaginaria Verona Beach. Per quanto riguarda il resto, tuttavia, il film rimane quasi del tutto fedele all’opera di Shakespeare (eccezione clamorosa per il finale, in cui Giulietta vede Romeo pochi istanti prima che il giovane muoia per effetto del veleno), anzi, è forse più completo di quello di Zeffirelli (vediamo ad esempio Romeo che compra il veleno).

Una chiave di lettura alternativa viene data per Mercuzio, che qui risulta essere una giovane vittima dell’abuso di stupefacenti, tra cui la Regina Mab, che nell’opera di Shakespeare viene descritta come la Regina delle Fate che causa allucinazioni, e che invece Luhrmann ha identificato in una pasticca.

Una menzione va fatta anche alla bravura degli attori (tra cui vediamo un giovane Leonardo DiCaprio l’anno prima di vestire i panni di Jack Dawson), che danno sfogo alle emozioni facendo arrivare allo spettatore l’essenza della tragedia che va oltre le parole pronunciate.

Il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’Oscar come migliore scenografia.

Il problema maggiore risulta la trasposizione in chiave moderna, a cui tuttavia ci si abitua già dalle prime scene, e non crea fastidio nel corso della storia, perché tutto risulta coerente, dal tamponamento in auto tra Romeo e Tebaldo alla narratrice che risulta essere una giornalista televisiva.

Alla fine, tuttavia, la domanda sorge spontanea: perché frate Lorenzo non ha fatto una chiamata a Romeo anziché mandargli un telegramma?

Romeo & Juliet di Carlo Carlei (2013)

Se parliamo di rivisitazioni moderne, non possiamo non menzionare Romeo & Juliet, ambientato durante il Rinascimento italiano.

Il film, per quanto fedele con l’originale, (tranne qualche scivolone che però è stato commesso da tutti gli altri film citati in precedenza) ha un enorme problema: la recitazione. Gli attori presenti sono molto giovani (vediamo ad esempio Douglas Booth, che l’anno prima aveva preso parte al film LOL con Miley Cyrus, e Ed Westwick, il bello e dannato Chuck di Gossip Girl), il che dovrebbe essere una nota positiva, perché tendiamo spesso a dimenticarci che Romeo e Giulietta sono quattordicenni nell’opera di Shakespeare, tuttavia l’inesperienza recitativa dei ragazzi rende i dialoghi estremamente posticci, creando un contrasto netto tra la sceneggiatura e le vicende narrate.

La nota più positiva del film è l’aver rappresentato il duello tra Paride e Romeo, una scena che spesso viene omessa ma che tuttavia è importante proprio come tutti i duelli della tragedia.

Romeo e Giulietta di Riccardo Donna (2014)

E per continuare il filone della recitazione mediocre, non potevamo non concludere con la minifiction di Canale 5 su Romeo e Giulietta.

Siccome il minutaggio è quasi il doppio di quello di un film, ovvero duecento minuti (cento a puntata), gli ideatori della minifiction hanno dato sfogo alla loro creatività, inserendo scene e personaggi totalmente ex novo all’interno della narrazione. Come buona parte del prodotto Mediaset, Romeo e Giulietta viene offerto a puntate, causando una dilatazione del tempo della storia e facendo perdere il ritmo incalzante che invece ha. Tuttavia, se vista nel complesso, l’opera risulta abbastanza ben riuscita, in buona parte fedele al testo shakespeariano (a parte qualche inserimento a casaccio, come la presenza di fratelli sia di Romeo che di Giulietta). I duecento minuti scorrono prevalentemente senza intoppi e, considerando la produzione Mediaset, la minifiction non ha nulla da invidiare alle altre prodotte.

Il problema maggiore rimane la recitazione, che spesso e volentieri appare finta e insopportabile; non è d’altronde la prima volta che Alessandra Mastronardi dimostra quanto la recitazione non le si addica.

Trasposizioni liberamente tratte dall’opera originale

Non tutte le trasposizioni cinematografiche sono una fedele rappresentazione della tragedia shakespeariana. Nel corso del tempo abbiamo avuto modo di assistere a numerose opere, riuscite e non, liberamente tratte da Romeo e Giulietta.

In primis, abbiamo il musical di Broadway West Side Story (1961) diretto da Jerome Robbins e Robert Wise, che narra le vicende di un amore travagliato nel cuore di New York, dove da tempo si assiste allo scontro tra Jets e Sharks, due bande rivali di cui fanno parte Mary e Tony.

Il film fu largamente apprezzato dalla critica e ricevette numerosi premi, tra cui l’Oscar alla regia, e ancora oggi viene messo in scena non solo nei teatri di New York ma di tutto il mondo.

Nel 2001 fu realizzato a Parigi il musical, diretto da Gérard Presgurvic, Roméo et Juliette, de la haine à l’amour (in italiano, Romeo e Giulietta, ama e cambia il mondo) che ebbe un successo tale da essere

adattato in numerosi paesi, tra cui l’Italia. Il musical è molto differente dall’opera originale, molti dei personaggi hanno ruoli o rilievo diversi rispetto alla tragedia, e il testo originale non è stato utilizzato.

Per quanto riguarda i film di animazione, invece, abbiamo Gnomeo e Giulietta del 2011, che racconta dell’amore tra due gnomi da giardino. Il cartone è un modo originale per avvicinare i più piccoli alla tragedia shakespeariana, senza causare tristezza visto che troviamo un lieto fine.

In ultimo, Il re leone 2, il regno di Simba, del 1998. Già il primo film della serie era ispirato ad Amleto, e qui vediamo l’amore impossibile tra Kiara e Kovu, leoni di due branchi rivali, che però riuscirà a superare il conflitto e a portare la pace nel regno. Il cartone animato permette uno spunto di riflessione che va oltre l’opera di Shakespeare, perché avvicina i bambini al mondo delle differenze e permette loro di capire che queste possono essere superate.

Per concludere, l’articolo ha presentato le principali rappresentazioni cinematografiche della tragedia shakespeariana che, ognuna a modo proprio, rappresentano l’opera da punti di vista diversi, approfondendo personaggi ed episodi differenti. Ovviamente, la rappresentazione più fedele rimane quella teatrale, che viene portata in scena di frequente nel corso del tempo e di cui si consiglia vivamente la visione.

Articolo di Michela Bianco

Laureata triennale in Scienze della Mediazione Linguistica presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo “Le fiabe russe e il rito di iniziazione: Analisi della correlazione tra fiaba e rito attraverso l’evoluzione storica e sociale”.

Da sempre appassionata di narrativa e scrittura creativa ha visto la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo “The sound of silence” presso la casa editrice Dario Abate Editore, nel dicembre del 2017.

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