La finestra sul cortile

COVID-19: la situazione italiana e mondiale

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April 14, 2020

Conte: “Mi batterò per i cittadini italiani fino all’ultima goccia di sudore”

L’Italia in quarantena

Il 9 marzo 2020 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dichiara zona protetta l’intera nazione per il contagio di COVID-19.

Meno di 48 ore prima le stazioni di Milano avevano visto riversarsi sui treni centinaia di persone in fuga dalla Lombardia, focolaio principale del coronavirus. I contagi iniziano a crescere drasticamente: la Liguria, che fino a quel momento ne aveva registrati non più di 32, vede nella giornata di domenica 8 marzo 71 casi. E il numero aumenta con il passare delle ore.

A quel punto, la soluzione attuata da Conte pare essere l’unica possibile: rendere l’intera nazione zona rossa, chiudere scuole e università, consentire gli spostamenti fuori dal comune di residenza solo per motivi di lavoro, salute o necessità, e consentire l’apertura ai soli enti commerciali che vendano prodotti di prima necessità. “Restiamo distanti oggi per abbracciarci domani”. Con queste parole Conte chiude il suo discorso, invitando gli italiani a rispettare il decreto.

Ha così inizio la quarantena. Ma non basta.

I decreti si susseguono senza sosta, portando a decisioni sempre più drastiche, a condizioni ogni settimana più limitative con multe salate per coloro che infrangono le disposizioni (dai 206 euro iniziali, ad oggi la sanzione va dai 400 ai 4000 euro) e una quarantena che, senza certezza ma con collettiva consapevolezza, verrà prolungata oltre il 3 Aprile.

Stazione di Milano Centrale, Domenica 8 marzo 2020

Quando è cominciato tutto quanto?

Quando a dicembre 2019 il COVID-19 ha cominciato a espandersi a macchia d’olio nella città di Wuhan, in Cina, nessuno pareva comprendere la vera portata del contagio.

Tuttavia, il 31 gennaio il COVID 19 arriva anche in Italia, precisamente a Roma, portato da due turisti cinesi. Lo stato di emergenza dichiarato da Conte non basta: il mese successivo i contagi iniziano a moltiplicarsi nel nord Italia. Solo in Lombardia, il 22 febbraio si registrano 54 casi. I focolai, tra cui il più noto è forse Codogno (Lodi), si espandono, i residenti nelle zone ad alto contagio si spostano, le misure restrittive non sono sufficienti. Si arriva quindi a quel fatidico 9 marzo, quando prevenire è ormai tardi.

Venerdì 27 marzo, quando ci si avvicina al momento del picco dei contagi, quelli registrati in Italia sono 86.498 con 9134 morti. I guariti invece sono 10.950. Ma prevedere il picco è come darsi alla preveggenza. “Possiamo dire che a oggi i modelli epidemiologici funzionano come le previsioni del tempo, ossia abbastanza bene solo sui brevissimi periodi, spiega Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Pisa. Il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università di Milano, afferma che “non ci sarà un unico picco di casi ma ci saranno presumibilmente vari picchi sul territorio, in tempi diversi. Dunque l’arma più efficace per ora restano l’isolamento e le misure restrittive”.

La parola d’ordine è davvero “Stiamo a casa”.

 Cos’è il COVID-19?

SARS-CoV-2 (in giallo)

Parliamo di un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus, identificata agli inizi degli anni ’60, che va ad infettare l’uomo e gli animali. Quello che ci interessa prende il nome di SARS-Cov-2, acronimo di “Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2”.

La comunità scientifica non ha ancora raggiunto un accordo sull’origine della diffusione di tale virus: l’ipotesi più accreditata è che il COVID-19 provenga da dei serpenti presenti al mercato di Wuhan, e sia stato generato dall’unione del coronavirus del pipistrello e di un coronavirus di origine sconosciuta. Dal serpente il coronavirus è quindi stato trasmesso all’uomo.

 

La situazione attuale

Il COVID19 ha colpito 184 paesi. Al momento, Italia, Spagna e Stati Uniti sono i paesi con il maggior numero di contagi. In totale, il Ministero della Salute dichiara 1.776.867 casi nel mondo dall’inizio dell’epidemia, e 111.828 morti.

Ma non è solo la salute ad essere a rischio: l’economia è stata rallentata dallo stato di emergenza dichiarato dalle nazioni mondiali, dalle restrizioni e dalle disposizioni statali, che hanno portato alla chiusura di ogni attività che non fornisca un servizio di prima necessità.

In Italia, dove la reclusione forzata è stata prolungata fino al 3 maggio, la situazione sta progressivamente migliorando: il numero di morti sta diminuendo, il 14 aprile si registrano 566 morti, quasi la metà rispetto a due settimane fa, e il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva è sceso del 2,5%.

Forse, per la prima volta si può davvero sperare che la quarantena non verrà prolungata, e la curva di decrescita del contagio potrebbe consentire un allentamento alle misure restrittive per entrare nella fase 2 dell’emergenza.

Michela Bianco

Laureata triennale in Scienze della Mediazione Linguistica presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo “Le fiabe russe e il rito di iniziazione: Analisi della correlazione tra fiaba e rito attraverso l’evoluzione storica e sociale”.

Da sempre appassionata di narrativa e scrittura creativa ha visto la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo “The sound of silence” presso la casa editrice Dario Abate Editore, nel dicembre del 2017.

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