Musica

Intervista agli Oblivious

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April 30, 2020

Il 15 Marzo vi abbiamo presentato la canzone “Now I am free” degli Oblivious, gruppo underground italiano dal grande potenziale e autore di canzoni alternative metal con aggiunte di elementi di musica elettronica. Per entrare ora in maggiore contatto con questo gruppo abbiamo rivolto loro qualche domanda, alle quali ha risposto il cantante Lucas J Varva. Speriamo di soddisfare le vostre curiosità facendovi apprezzare ancora di più il lavoro e le intenzioni di questi giovani musicisti liguri.

Partiamo con la prima domanda.

1. Quali sono le origini del nome “Oblivious”?

Diciamo che il nome per intero sarebbe ”The Oblivious” ovvero “l’oblio”. Per noi l’oblio è quello stato di abbandono totale e di assopimento che ci provoca la musica ed è proprio la stessa sensazione che vorremmo trasmettere a chi ci ascolta.

2. Parlando della vostra musica, ben studiata e coinvolgente, come lavorate alla composizione dei brani?

In generale non abbiamo una vera e propria routine nella composizione dei brani. Il brano può nascere da un riff di chitarra, da un fill di batteria, da un tappeto di basso o da un mio vocalizzo, è la continua ricerca di una scintilla, quella scintilla che da il via a quel trasporto generale e involontario (l’oblio) che crea la base per il nostro brano. Da lì inizia l’accurata ricerca del suono e tutto ciò che sta dietro.

3. Grazie al singolo “Now I‘m free” avete ottenuto il vostro esordio. Qual è la storia compositiva di questa canzone e cosa tiene a raccontare?

”Now I’m free” nasce agli esordi del nostro progetto con la band non ancora al completo da una serata a casa di Mario Russo (bassist). Dopo aver mangiato e bevuto a volontà (da buoni siciliani) prendemmo gli strumenti in mano e quasi subito uscì fuori questo riff iniziale, che combinato all’idea di synth di Mario diede vita al brano tutto d’un fiato. Con l’arrivo poi di Daniele Serra (drummer) e Michele Perrella (lead guitarist) riuscimmo a chiudere definitivamente il brano. Cosa tiene a raccontare “Now I’m free”? Parla di un distacco, un distacco da una relazione soffocante che può essere tra madre e figlio, tra coniugi o tra amici, e del senso di libertà che ne deriva. Il testo è stato scritto da una bravissima pittrice e scrittrice del nostro territorio “Ilaria Chaka” (nonché mia moglie!) con cui collaboro spesso artisticamente. In quel periodo avevamo appena sfornato quel brano e Ilaria mi fece leggere un paio di testi, quando lessi questo mi ci ritrovai molto e così divenne il testo ufficiale!

4. Entro quanto tempo contate di realizzare il vostro primo album? Contate di seguire una tematica in particolare?

Inizialmente contavamo di chiudere l’album per fine anno ma vista la situazione attuale mondiale, purtroppo i tempi si allungheranno. Stiamo comunque lavorando ai brani a distanza, cercando di sfruttare al massimo questo periodo di quarantena!! Per quanto riguarda la tematica dell’album invece, si concentrerà prevalentemente su storie di vita, sofferenze, forza d’animo, sentimenti contrastanti.

5. Al giorno d’oggi per mandare avanti un gruppo non occorre soltanto la buona musica, ma anche la comunicazione col pubblico. Per adesso sappiamo che usate come canali Facebook e YouTube, ma puntate ad espandervi sui social? In particolare puntate a prendere un vostro spazio su Spotify?

Oltre Facebook e YouTube siamo anche su Instagram. Sicuramente al giorno d’oggi è fondamentale essere ”social” per farsi conoscere e come dicevi tu, per mandare avanti un gruppo. Quindi ci stiamo dando da fare per creare pagine interessanti postando le novità sugli Oblivious e tenendo così sempre aggiornati i nostri follower sulla vita del gruppo. In questo periodo di quarantena stiamo appunto preparando anche collaborazioni con altre band della zona, presto visibili sulle nostre pagine. Per quanto riguarda le altre piattaforme musicali come Spotify presto sicuramente potrete trovarci anche lì.

6. Per quanto riguarda l’aspetto live, vista la situazione Covid avevate date in programma per delle esibizioni dal vivo?

Tasto dolente…a quanto pare per le prossime esibizioni dal vivo bisognerà aspettare il 2021! Noi essendo nati da poco non avevamo molte date programmate se non qualche condivisione di palco nella nostra zona, quel che più ci dispiace era una possibile comparsa al Rock in Park (grande festival della durata di un mese a Cesena). Speriamo di rifarci il prossimo anno.

7. Spostiamoci un attimo su’altra questione molto importante, legata a voi e agli altri gruppi esordienti. Cosa pensate della situazione underground italiana?

Diciamo che la situazione underground italiana è davvero molto attiva. Pensare che noi musicisti ”non tutelati”, senza contratti i quali dobbiamo autoprodurci, in Italia siamo il 95% mentre i cosiddetti ”Big” sono solo il 4-5% restante. Il che fa capire che è molto difficile emergere e riuscire a farsi sentire, ma per fortuna c’è anche tanta gente che come voi combatte per questo e da voce ad artisti emergenti come noi. Nell’ultimo periodo c’è da dire però che qualcosa si è sbloccato e qualche nome dell’underground è riuscito a farsi notare. Concludo ringraziandovi e ricordando a tutti di rimanere sintonizzati sui nostri canali per le prossime novità e nella speranza chissà un domani di fare parte di quel 4%. Un saluto a tutti! The Oblivious.

Intervista a cura di Emanuele Bacigalupo

Laureato Triennale in Storia presso l’Università degli Studi di Genova con una Tesi dal Titolo: “Necessità di un Miracolo; Nascita, Crescita e Innovazioni della Confederate States Navy”. Attualmente iscritto al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia dello stesso Ateneo. Le ricerche in corso proseguono l’interesse per la Storia Contemporanea e le vicende militari, politiche, economiche del XIX sec.

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