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Con quale fucile combatterono i mille?

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May 4, 2020

Dei garibaldini che parteciparono alla spedizione dei mille possediamo numerose informazioni. Anni di ricerche hanno permesso di conoscere le loro identità (nella gran parte), di sapere da dove provenivano, perché decisero di combattere al fianco di Garibaldi, quali peripezie compirono per raggiungere Genova e, grazie alla pubblicazione dei loro diari o delle loro lettere, possiamo entrare in contatto anche con le emozioni che provarono giorno per giorno man mano che si portava a compimento la loro grande impresa. Eppure, nonostante si conosca quasi ogni loro singolo passo compiuto da Genova Quarto fino al Volturno, l’unico particolare al quale non riusciamo a dare una risposta definitiva è l’entità dei fucili con cui combatterono, uccisero e morirono per conseguire l’Unità d’Italia.

Le informazioni di cui disponiamo riguardano in particolare la pessima qualità delle armi che vennero fornite ai mille, sempre citata nelle testimonianze in nostro possesso, mentre l’unico particolare che manca è una citazione precisa del modello di queste armi. In origine Garibaldi contava di poter armare i suoi uomini con i moderni e affidabili Enfield M° 1853[1], carabine inglesi acquistate per l’esercito piemontese e conservate nei depositi di Milano, ma ad impedirglielo fu il Governatore D’Azeglio per ordine di Cavour[2], che non vedeva positivamente la spedizione. Le armi messe a disposizione dei Mille vennero distribuite durante la sosta a Talamone tra i 7 e il 9 maggio. Erano visibilmente vecchie, rugginose e le cartucce distribuite avevano un calibro poco compatibile con quello del fucile, che guadagnò presto la nomea di “Vecchio Catenaggio”.

Enfield M° 1853

Il 9 maggio Giuseppe Cesare Abba annotò nel suo diario che “Intanto che si aspettava l’acqua, fanno la distribuzione delle armi. Ne ho avuta una anch’io, uno schioppo rugginoso che, Dio mio! E m’hanno dato un cinturino che pare d’un birro, una giberna, una baionetta e venti cartucce. Ma on si diceva a Genova che avremmo avuto delle carabine nuovissime? C’è di peggio, il colonnello Turr fu ieri ad Orbetello, e tornò con tre cannoni e una colubrina lunga come la fame; roba che deve essere dei tempi quando quel lembo di terra là si chiamava lo Stato dei Presidi. Come faremo, tanto male armati laggiù?”[3]

Nell’opera “Stutzer Model 1851”, tramite le testimonianze raccolte, Renzo Sgarella è riuscito ad identificare quello che potrebbe essere il fucile garibaldino negli India Pattern Musket, meglio noti come Brown Bess, che erano, appunto, del modello smesso dall’esercito inglese in India, forniti al Governo Sardo nel 1815, quando Napoleone I mise in subbuglio l’Europa con la sua fuga dall’isola d’Elba deciso a riconquistare la Francia, trasformati in seguito a capsula dalla pietra focaia negli arsenali governativi[…]”[4]

Modello di fucile Brown Bess a pietra focaia.

A questo punto sorge la domanda: Sgarella avrà indovinato? Probabilmente sì, ma un’altra risposta potrebbe essere che i Mille adoperarono diversi modelli di fucili. Se avete maggiori informazioni al riguardo non esitate a lasciare un commento.

Tornando a noi. Come abbiamo potuto notare i mille partirono alla volta della Sicilia mal equipaggiati e con fucili inadeguati, ma non tutti si trovavano nelle stesse condizioni. Infatti, all’interno di questa faccenda esiste un’ulteriore curiosità, ossia che alcuni fucili dei mille sono affatto ignoti. Di queste armi da fuoco, circa 39 erano carabine Stutzer Model 1851 in perfetto stato, moderne e custodite gelosamente dai loro proprietari, noti col nome di “Carabinieri genovesi”.

Stutzer Model 1851

Articolo di Emanuele Bacigalupo

Laureato Triennale in Storia presso l’Università degli Studi di Genova con una Tesi dal Titolo: “Necessità di un Miracolo; Nascita, Crescita e Innovazioni della Confederate States Navy”. Attualmente iscritto al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia dello stesso Ateneo. Le ricerche in corso proseguono l’interesse per la Storia Contemporanea e le vicende militari, politiche, economiche del XIX sec.

Note:

[1] Stutzer Model 1851-p. 73;

[2] Mazzini pp.194-195;

[3]G. C. Abba, Da Quarto al Volturno, p25;

[4] Stutzer Model 1851-p. 76

Bibliografia:

G.C. Abba, Da Quarto al Volturno, Gherardo Casini Editori, Santarcangelo di Romagna, 2010;

R. Sgarella, Stutzer Model 185, un’arma per l’indipendenza d’Italia, Testo reperito presso il Museo del Risorgimento di Genova;

 

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