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Cronache di geologia militare: la battaglia del cratere

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May 14, 2020

La Guerra Civile Americana fornisce numerosi esempi di come la geologia abbia influenzato le operazioni militari dei due eserciti che si sono contrapposti. Durante le cruente battaglie si sono anticipate tattiche e strategie che verranno sviluppate e massicciamente utilizzate nel corso della Prima Guerra Mondiale.

In questo articolo vi illustrerò il lavoro svolto principalmente dai professori Carl R. Berquist Jr e Christopher M. Bailey della Virginia Division of Mineral Resources and Department of Geology, College of William and Mary, di Williamsburg, in Virginia, che hanno studiato ed analizzato approfonditamente il contesto geologico nel quale si sono svolti gli eventi bellici, di quella che venne definita la “battaglia del cratere”.

Più di centocinquant’anni fa, durante la Guerra Civile Americana, si combatté una terribile battaglia nei territori circostanti alla città di Petersburg, nello stato della Virginia. Nell’estate del 1864 la situazione era di stallo, le divisioni dei due schieramenti, dopo diversi scontri, si erano ormai ben trincerate lungo il fronte e né l’esercito confederato né le forze dell’Unione riuscivano a prevalere. Il Tenente Colonnello Henry Pleasants, un ingegnere minerario della Pennsylvania nord-orientale, che combatteva nelle file dell’esercito unionista, propose di scavare un tunnel fin sotto le linee confederate per fare una breccia nelle difese nemiche con una grande esplosione. Le truppe dell’Unione avrebbero poi dovuto conquistare importanti posizioni per mettere fine a mesi di guerra di trincea che stava logorando le truppe.

Facciamo però prima un passo indietro, andando ad analizzare  il contesto geologico nel quali si sono svolti i fatti.

La città di Petersburg ricade lungo la Fall Zone (o Fall Line), una brusca rottura di pendenza  che divide due delle provincie fisiografiche che caraterizzano lo Stato della Virginia: il Piedmont Plateu, costituito da dure e tenaci rocce cristalline e la Piana Costiera Atlantica, composta da tenere rocce sedimentarie. I fiumi che attraversano questa zona, defluendo da Ovest verso Est, sono inizialmente caratterizzati dalla presenza di cascate che successivamente lasciano spazio a meandri che si sviluppano nell’ampia piana che degrada a bassa pendenza verso l’oceano Atlantico. I terreni non consolidati e le rocce sedimentarie che costituiscono la piana costiera giacciono sul batolite di Petersburg, una massa di granito, datata tra i 300 e i 295 milioni di anni fa, che copre una superficie pari a circa a 1800 km2.

Diagramma dell’USGS (United States Geological Survey) che mostra i rapporti geometrici tra il Piedmont Plateu e la Costal Plain. Il contatto tra le due provincie fisiografiche è la Fall Line/Zone.

Le provincie fisiografiche che caratterizzano lo Stato della Virginia.

Colonna stratigrafica delle formazioni presenti nella Fall Zone, nei pressi di Petersburg, Virginia. Il batolite granitico (il più vecchio) fa da base alle formazioni della Costal Plain (da Berquist, 2016).

La sequenza stratigrafica che si sviluppa al di sopra del batolite, è formata da sei formazioni: alla base è presente la Potomac Formation, di età cretacica (120-98 milioni di anni fa) costituita da arenarie grossolane, derivanti dalla cosolidazione di sedimenti sabbiosi e ghiaiosi di ambiente deltizio, che si sono depositatati in discordanza angolare sull’antico corpo granitico (gli strati orizzontali della Potomac Formation poggiano sul batolite formando un certo angolo). In continuità stratigrafica è presente l’Aquia Formation, costituita da sedimenti paleocenici (59-56.25 Ma) sabbiosi argillosi, la Eastover Formation, di età miocenica (11.63-7.24 Ma), composta da sabbie limose-argillose fossilifere, depositate in ambiente marino di acque superficiali. A seguire sono presenti le formazioni plioceniche (5.33-2.58 Ma) sempre di ambiente marino: la Yorktown Formation, composta da sabbia fosfatica, la quale ha avuto una certa importanza estrattiva e la Cold Harbor Formation, costituita da sedimenti ghiaiosi sabbiosi con limo e argilla. Infine è presente la Bacons Castle Formation, di età pleistocenica (2.0 Ma circa), depositata in ambiente fluviale, composta da sedimenti sciolti di tutte le granulometrie. Quest’ultima è stata in seguito esposta all’azione dei fiumi, comportando la formazione di terrazzi fluviali e la deposizione di sedimenti recenti.

Il Generale dell’Unione George Meade, pensò inizialmente che la proposta di Pleasants fosse poco più che un curioso sforzo per occupare le truppe annoiate, nonostante questo però il 25 giugno, sotto la supervisione del Tenente Colonnello stesso, cominciarono gli scavi. La galleria, la cui entrata ancora visibile è posta a Ovest del Poor Creek, venne scavata nei sedimenti non consolidati della Yorktown Formation, con una leggera pendenza verso monte; venne inoltre, scavato un pozzo per la ventilazione. Il 2 luglio 1864, i minatori incapparono diversi imprevisti geologici: dapprima incontrarono un acquifero sotterraneo che comportò l’allagamento della galleria, poi ci furono alcuni crolli. Superate queste difficoltà incontrarono uno strato di marna (roccia sedimentaria composta da una frazione carbonatica e una frazione argillosa-limosa) imbibito d’acqua; in questo strato la roccia aveva una consistenza molto pastosa che avrebbe comportato un serio rallentamento delle attività di scavo. Si decise dunque, di “scavalcare” questo strato difficoltoso e risalire di quota, finendo nei più gestibili sedimenti della Cold Harbor Formation. L’escavazione procedette senza intoppi: fino al 17 luglio; gli uomini di Pleasants scavarono quindi un totale di 150 metri di tunnel arrivando sotto le posizioni confederate, all’incirca sul contatto stratigrafico tra la Cold Harbor Formation e la Bacons Castle Formation. Alla fine, il piano fu approvato dall’alto comando dell’Unione e poco prima dell’alba del 30 luglio 1864, 3.600 kg di polvere da sparo, furono fatti esplodere nella galleria sottostante le linee nemiche. In un istante l’esplosione eiettò all’incirca 11.000 m3 di terreno e vennero uccisi più di 250 soldati confederati. Si creò un enorme cratere con pareti ripide, alte circa 9 metri.

Le truppe dell’Unione non riuscirono però a capitalizzare l’attacco a sorpresa. Si mossero confusamente senza osservare il piano di battaglia e dopo aver attraversato la terra di nessuno, molti soldati dell’Unione finirono nel cratere, invece che girarvi intorno. Ciò consentì ai Confederati di raggrupparsi e organizzare un contrattacco contro le forze dell’Unione, per lo più bloccate nel cratere. A mezzogiorno i Confederati riconquistarono il terreno perduto e gli Unionisti furono respinti. Furono uccisi, feriti o catturati, tra i 5.000 e i 6.000 uomini (la stragrande maggioranza delle vittime proveniva dall’esercito dell’Unione). Il Generale Ulysses Grant definì quest’evento come “la cosa più triste a cui ho assistito in questa guerra.

Sezione 1.

 

 

 

 

 

 

Sezione 2.

Sezioni geologiche del campo di battaglia e della galleria: in alto da C.R. Berquist e C.M. Bailey (2014); a sinistra la sezione disegnata dal Tenente Colonnello Pleasants durante le operazioni. In grigio scuro si può notare lo strato marnoso che diede filo da torcere ai minatori.

Carta della battaglia del cratere: in rosso la linea difensiva dell’esercito Confederato, in blu quella dell’Unione. A Nord-Est l’entrata della galleria di mina, a Sud-Ovest il cratere scaturito dall’esplosione. La base è il modello digitale del terreno (DTM) da rilevamenti LIDAR da parte del National Park Service (da Bailey, 2014).

Entrata della galleria.

Il cratere fotografato nel 1870 (dall’U.S. Army Center of Military History).

Articolo di Emanuele Pasquale

Bibliografia consultata

Bailey, C.M. (2014). The saddest affair: A geologic perspective on the Battle of the Crater, U.S. Civil War: http://wmblogs.wm.edu/cmbail/the-saddest-affair-a-geologic-perspective-on-the-battle-of-the-crater-u-s-civil-war (accessed December 2016).

Berquist, C.R., Jr., Steele, J., Bailey, C.M., Occhi, M.E., Berquist, P.J., and Shockley, D. (2014). Geologic conditions affecting tunnel construction at the 1864 Battle of the Crater, Petersburg, Virginia: Geological Society of America Abstracts with Programs, v. 46, no. 6, p. 313.

Berquist, C.R., Jr., Occhi, M.E., and Strand, J.M. (2016). Geologic Map of the West Half of the Petersburg Quadrangle, Virginia: Virginia Division of Geology and Mineral Resources, deliverable map.

Carter, M.W. (2011). Subdivisions and field relations in the composite Petersburg batholith near Richmond, Virginia: Geological Society of Abstracts with Programs, v. 43, no. 2, p. 16.

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