Serie tv

Quicksand: quando l’apparenza inganna

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June 5, 2020

Le serie tv provenienti dai paesi scandinavi fanno degli enormi passi nel mondo di Netflix e con successo perché sono inevitabilmente diverse da quelle a stampo inglese e americano cui siamo abituati, ma sono ugualmente avvincenti e stimolanti.
Gli scandinavi sono specializzati nei thriller e in questa quarantena ho avuto modo di visionare gran parte del materiale prodotto nel “Grande Nord” come I delitti di Valhalla (a stampo islandese, ma influenzata dai paesi scandinavi), Deadwind e quella che mi ha colpita di più: Quicksand.

Storia

La trama si struttura su due filoni temporali che ci aiutano a capire il processo che ha portato Maja Norberg (Hanna Ardehn), una ragazza educata e per bene proveniente da una famiglia benestante, a essere accusata di omicidio.
La serie comincia con una sparatoria all’interno di un liceo: Maja è coperta di sangue, accanto a lei sul pavimento c’è un fucile. La ragazza appare traumatizzata e perde i sensi, viene ricoverata in ospedale.
Lo spettatore non sa che cosa sia successo, sa solo che sicuramente qualcuno è morto, poi nel corso delle puntate scopre un susseguirsi di eventi che hanno causato la morte, durante la sparatoria, di alcuni liceali.
Poi cominciano i flashback: Maja e la sua famiglia passano l’estate sulla costa francese ed è lì che Sebastian Fagerman (Felix Sandman), un compagno di scuola che Maja aveva già incontrato precedentemente e che la corteggia, la invita a passare il resto delle vacanze con lui sul suo yacht.
Lì Maja e i suoi genitori conoscono il padre di Sebastian, un uomo affascinante, molto sicuro di sé e carismatico.
Quindi, i genitori consentono a Maja di passare il resto delle vacanze con Sebastian e suo padre.

Sebastian Fagerman (Felix Sandman)

La relazione continua anche una volta tornati a casa ed è proprio attraverso i ricordi di Maja che comprendiamo la complessità del rapporto tra i due: all’inizio ci troviamo di fronte a una relazione tra ragazzi, quindi spensierata ed eccitante, ma piano piano si trasforma in un rapporto ossessivo e pericoloso.
L’amore è l’ultima cosa a cui si pensa.
I ricordi di Maja ci gettano in un mondo infernale composto da feste a base di alcol e droga.

 

Nel frattempo, nel presente, comincia il processo di Maja, accusata di omicidio e di aver premeditato tutto proprio insieme a Sebastian, rimasto ucciso durante la sparatoria. Maja è accusata di aver sparato anche ad Amanda (Ella Rappich) la sua migliore amica fin dall’infanzia, tuttavia, Maja nega di aver sparato volontariamente e afferma che sia stato un errore.
Maja, però, nega che ciò che è successo sia stato organizzato e, anzi, afferma di aver sparato per legittima difesa poiché Sebastian le stava puntando un fucile contro.
Maja dovrà anche ricostruire la scena insieme alla polizia: andrà, quindi, a scuola e ripercorrerà in modo preciso i suoi passi in quella mattinata infernale.

Amanda (Ella Rappich) e Maja

Quando rientra in classe, però, i suoi ricordi continuano a essere molto confusi, in più occasioni la ragazza ha degli attacchi di panico.
Nei flashback scopriamo insieme a Maja che la relazione con Sebastian non potrà andare avanti per sempre: Sebastian è spesso drogato oppure ubriaco, ma tutti sembrano accorgersene troppo tardi e sembrano dare per scontato che sia proprio la ragazza a doversi occupare di Sebastian.
Il ragazzo ha un pessimo rapporto con il padre che lo reputa solo un peso e non nasconde il fastidio che prova nei confronti del figlio, anzi afferma anche che non sarebbe neppure suo figlio biologico.
Più volte, Maja ha degli scontri con il signor Fagerman, ma lui ha solo un atteggiamento strafottente.
Maja prende, finalmente, le redini della sua vita e decide di lasciare Sebastian e si concede una brevissima relazione con un ragazzo, Samir (William Spetz), che sembra più giusto per lei e con cui sente di poter intrattenere un rapporto sano.
Arriviamo, così, al primo crollo della vita della ragazza: Sebastian tenta il suicidio, Maja viene avvertita e corre in ospedale ma scopre di essere l’unica a restare con il giovane. Il padre non va nemmeno a trovare il figlio: Sebastian è completamente abbandonato a sé stesso e Maja, forse per pena, forse per amore, forse per senso di colpa, sente di doversi occupare di lui perché tutti se lo aspettano.

Samir (William Spetz) e Maja

Così ricominciano la relazione, le feste, l’alcol, la droga e alla fine uno dei party degenera: anche Maja cede, prende delle pasticche, beve e la sua mente è confusa, fortunatamente i suoi amici (Amanda e Samir) cercano di aiutarla, ma lei è sotto choc.
Il padre di Sebastian torna a casa insieme ad alcuni bodyguards dopo che gli è stato inoltrato un video della festa e comincia a picchiare il proprio figlio davanti a tutti, calci, pugni e Sebastian è a terra inerme. È lì che il ragazzo esplode, tutti i suoi problemi affiorano.
Sebastian perde il controllo e per dimenticare il mondo reale si tuffa in quello prodotto dalle droghe e dall’alcol, si aggrappa a Maja e i due affogano insieme.
Il secondo crollo avviene durante il diciottesimo compleanno di Maja: lo festeggia con la sua famiglia, Amanda e, naturalmente, Sebastian il quale si comporta in modo maleducato e cafone di fronte ai genitori di Maja e le rovina la festa. Così, Maja sceglie di finirla, gli dice che non si può andare avanti così, che è stanca di tutto quello che sta succedendo e lo paragona al padre.
Mentre la ragazza si sta svestendo in camera da letto, lui entra, le dà uno schiaffo e la violenta.
I mondi dei due ragazzi collassano definitivamente.
Maja non lascia il ragazzo dopo aver ascoltato, ancora una volta, i discorsi del padre: a quel punto, una mattina come tante, Sebastian prende i fucili da caccia di suo padre e gli spara, ma la sua mente è completamente offuscata. Va a prendere Maja a casa, la accompagna a scuola, Maja accetta le borse che lui le consegna, non si domanda nemmeno cosa vi sia dentro.
L’incontro fissato da un professore per cercare di aiutare i due ragazzi è il contesto perfetto da trasformare in strage: i due entrano in classe, posano le borse sui banchi, Maja si chiude la porta alle spalle ed è lì che avviene la strage.
Sebastian prende il fucile e spara a un ragazzo, poi a un altro, Maja sotto choc imbraccia il fucile: Sebastian urla a Maja di farlo, lo ripete e Maja spara. Due colpi mortali uccideranno Amanda, tre lasceranno Sebastian inerme sul pavimento mentre il sangue macchia gli abiti di Maja.

 

Alcol e droga nella vita dei ragazzi

Maja

Sicuramente una delle tematiche più forti all’interno della serie tv è la dipendenza da droga e da alcol.
La facilità con cui i ragazzi si avvicinano alle sostanze è sconcertante: in una scena lo spacciatore di Sebastian gli comunica il prezzo per tot dosi, 3000 euro.
Questo significa che Sebastian può procurarsi senza problemi a una somma del genere e che suo padre non si domanda nemmeno come un ragazzino spenda quei soldi.
Sebastian è un ragazzo abbandonato: la mamma viene citata distrattamente e da come ne parlano probabilmente è morta oppure è andata via.
Il padre non si cura minimamente del figlio, lo sminuisce in tutti i modi, lo reputa una nullità e, quindi, gli fa fare ciò che vuole fondamentalmente perché non gli importa di ciò che il ragazzo combina perché i soldi possono ovviare a qualsiasi problema.
Durante le feste la droga è un elemento molto presente dalla cocaina alle pasticche, i ragazzi sono spesso sotto l’effetto di stupefacenti e faticano a rientrare nel mondo reale, soprattutto Sebastian.
Mentre Maja ha degli amici che si preoccupano per lei e rendono la “realtà” tollerabile, Sebastian ha solo Maja che, naturalmente, da sola, fatica molto a tenerlo sotto controllo per quanto anche lei sia senza freni e senza regole.
Dopo il tentativo di suicidio di Sebastian, Maja è sempre in allerta per via del ragazzo, cerca sempre di tenerlo d’occhio, ma lui viaggia a una velocità a cui è difficile tenere testa.
Il giorno del diciottesimo compleanno di Maja, finalmente, i genitori della ragazza si accorgono del rapporto malato tra i due e cercano di avvisare Maja. Sebastian si dimostra arrogante e sfacciato, è provocante ed esagera con il vino. Si rivolge maleducatamente alla cameriera, alza la voce e i suoi auguri a Maja sono volgari e inappropriati: un comportamento che chiaramente irrita i genitori di Maja.
Sarà alla fine di quella serata che il ragazzo perderà il controllo e violenterà la ragazza toccando il fondo.

Contesti familiari critici

Claes e Sebastian Fagerman

Claes Fagerman (Reuben Sallmander), padre di Sebastian, è un personaggio spregevole e disgustoso.
Anche lui, anzi soprattutto lui, pensa che sia compito di Maja riportare Sebastian sulla retta via, questo accade perché gli conviene sbolognare il figlio a qualcun altro, anche se questo qualcun altro non è altro che una ragazzina del liceo.
Claes Fagerman imposta i suoi impegni, per lo più mondani, senza tenere conto della vita del figlio: non è mai a casa, torna tardi e non si preoccupa nemmeno quando vede in casa le tracce di una festa, le bottiglie e i bicchieri sul pavimento, spettacolo che avrebbe portato qualsiasi genitore a mettersi le mani nei capelli. Da parte di quest’uomo, invece, nessun cenno.
Oltre al menefreghismo e alla freddezza di un padre nei confronti di un figlio, Sebastian non ha nemmeno una figura materna nella sua vita. Questa mancanza può influenzare pesantemente la vita di un individuo, naturalmente Maja non può ovviare a questa assenza perché non è il suo ruolo.
Inoltre, anche Maja non ha una famiglia molto presente: o meglio, i suoi genitori sono affettuosi e la ragazza ha un buon rapporto sia con loro sia con la sorellina, ma non vengono presentati allo spettatore dei momenti di intimità o comunque dedicati solamente alla famiglia.
Maja dorme spesso fuori, i genitori non conoscono la seconda vita della ragazza né si interessano di avere maggiori informazioni su essa.
Teniamo presente che Maja ha 17 anni, solo alla fine ne compirà 18, quindi è minorenne e torna a casa all’alba, sconvolta oppure si ferma a dormire dal fidanzato, senza nessun adulto presente, dopo feste in cui alcol e droga sono alla base del divertimento.
Quindi entrambi i ragazzi risentono delle carenze genitoriali, della presenza dei genitori nel loro mondo. Maja, almeno, ha due amici che si interessano di lei e cercano di tirarla via da quel mondo e di spiegarle che non è più in sé, anche se naturalmente Maja rifiuta l’aiuto dei suoi amici e continua a stare dalla parte di Sebastian.

Conclusioni

Questa serie tv ci mette di fronte alle difficoltà che i ragazzi possono affrontare, soprattutto se i genitori non riescono a trovare un punto di incontro con loro.
Oltre a toccare degli argomenti molto delicati, come le dipendenze durante l’adolescenza, la serie è ben strutturata e non lascia niente al caso.
Lo spettatore è portato a vivere in modo imparziale gli eventi che si trova di fronte e riesce a immedesimarsi sia in Maja, in balia del senso di colpa che prova nei confronti del fidanzato, sia in Sebastian, ragazzo che viene portato a essere com’è poiché quelli che suo padre gli riserva sono dei veri e propri abusi psicologici.
Un thriller forte che lancia un campanello d’allarme: la solitudine, l’abbandono e l’assenza di regole durante l’adolescenza possono portare i ragazzi a cercare comprensione, sostegno e una realtà diversa che, a volte, può non essere trovata negli amici.
Un’ulteriore nota di merito è sicuramente la capacità recitativa degli attori che seppur giovani, riescono a far trasparire la sofferenza provata dai personaggi.
Anna Ardehn trasmette il dolore di una ragazzina che vive un amore tossico, ma che sembra essere imprigionata da esso e dai suoi stessi sentimenti. Un dolore emotivo che viene espresso in tante scene: quella della violenza, quella in cui Sebastian viene preso a calci dal padre, quella in cui si trova in mezzo a una sparatoria in cui ci sono solo vittime, Maja e Sebastian compresi.

 

Sitografia immagini:

https://www.tvtime.com/en/show/358977/episode/7119456
https://www.netflix.com/it/title/80211703

Quicksand è una serie TV poliziesca che arriverà su Netflix il 5 aprile | Video trailer


www.tumblr.com
https://movieplayer.it/articoli/quicksand-recensione-serie-netflix_20609/

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.
È una divoratrice di libri e un’appassionata di serie tv di qualunque genere, ama profondamente Alfred Hitchcock e Bruce Springsteen.

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