Blitzkrieg Storia

I ragazzi del 51st New York, un’avventura anche italiana

on
June 6, 2020

“Pochi reggimenti hanno visto un servizio più attivo e nessuno ha lasciato un record più onorevole”.
Col. William F. Fox

Quanto segue è tratto dalle fonti raccolte dal New York State Military Museum e dai documenti citati in:
Dall’Esercito dell’Unione: una storia di affari militari negli Stati dell’Unione, 1861-65registrazioni dei reggimenti dell’esercito dell’Unioneun’enciclopedia di battagliememorie di comandanti e soldati . Madison, WI: Federal Pub. Co., 1908. volume II.

Nel corso della guerra civile si consumarono gesta che videro come protagonisti reparti iconici con nutrite componenti europee. Numerose furono le unità italiane annoverate in reparti come l’Italian Legion, il 61st New York, le Garibaldi Guards del 39th New York, il 10th Lousiana, il 14th Lousiana, il 33rd Massachusetts e il 51st New York, reparto di organico totalmente europeo che includeva belgi, ungheresi, tedeschi, spagnoli, polacchi, austriaci, francesi e italiani. Quest’ultimi furono inglobati in un’unica compagnia costituendo un reparto assestante e totalmente italiano –in cui, a farla da padrone, era appunto la lingua italiana.
La guerra di secessione americana è infatti uno dei primi conflitti moderni, e come tale presenta dinamiche che oltrepassano i confini degli stati belligeranti ampliando gli orizzonti del coinvolgimento umano e dell’impatto civile. L’evento bellico è una guerra civile combattuta, prima di tutto, tra fratelli europei in terra straniera. È possibile quindi scoprire che non si tratta del nord blu contro il sud grigio, ma di un coinvolgimento di ampio respiro europeo che si dilata dall’Irlanda alla Sicilia, da Meagher a Garibaldi.
La presenza degli italiani che vennero mobilitati durante guerra di secessione è notevole sia tra i ranghi dell’Unione che nelle fila della Confederazione. Fu forse il 51° New York uno dei reggimenti europei più coinvolti nel conflitto.
Il battesimo dei “Fucilieri di Shepard” risale all’ottobre del 1861, quando venne siglato il documento ufficiale che ne annotò la nascita. L’origine burocratica del reparto viene registrata in seguito ad un primo arruolamento di poco più di un migliaio di effettivi nella periferia della città di New York, reclutati tra metà luglio e inizio ottobre dello stesso anno. Poco dopo, l’11 ottobre del 1861, venne registrata l’integrazione del reparto con gli Scott e Union Rifles assieme agli Shepard Rifles. All’organico si aggiunsero poi i Rifles of New York del Col. Chas. W. Le Gendre e una mezza compagnia dell’11th Zouaves di Wallace integrata con un piccolo contingente di miliziani volontari dell’Unione -agli ordini del il colonnello Anton Martin Lichtercost. L’organizzazione definitiva del reparto avvenne con l’inserimento nei ranghi della compagnia di Henry Z. Drew inquadrati nella compagnia C; sezione A, Voltigeurs and Ranger statunitensi (alle dipendenze del Col. Albert C. Ramsay), trasferiti in parte nella sezione D; e un distaccamento degli Yates Rifles del Col. L. Ayer. Quest’ultime operazioni d’integrazione vennero però registrate unicamente a fine ottobre dello stesso anno. Gli Scott Rifles furono reclutati dal Col. WR McDonald, sotto l’autorità del Dipartimento di Guerra, operazione datata il 22 luglio 1861. Il Col. Edward Ferrero fu posto al comando del reggimento e assunse piene responsabilità del coordinamento di questo. Il reparto, subito dopo essere stato sottoposto ad un censimento da parte del ministero della guerra a New York, fu ingaggiato nell’Armata dell’Unione per tre anni di servizio. Gli uomini firmarono tra il 27 luglio e il 23 ottobre 1861.
Il coordinatore e responsabile della creazione del reparto fu appunto Edwuard Ferrero; un eccentrico artista di origini italiane, esperto coreografo di danza classica che legò indissolubilmente il suo nome alla storia del reparto. Ferrero finanziò a proprie spese la costituzione del reggimento che denominò “Shepard Rifles”, il cui organico annoverava tra i ranghi un impressionante numero di europei e, in particolar modo, di italiani.
Alla scadenza del mandato, furono radunati gli effettivi aventi diritto di congedo, ma il reggimento rimase in servizio. E il 3 giugno 1865, gli uomini arruolati della 109a fanteria, non dimessi con il loro reggimento, vi furono appunto trasferiti. L’organico originario dei “Fucili di Shepard”, alla scadenza proprio mandato, continuò a prestare servizio come “Veteran Volunteers”, appellativo raro tra i reparti dell’esercito indicato dal “NYSVV” nell’insegna reggimentale.
Il reparto partecipò a numerosi scontri dopo aver lasciato lo stato il 29 ottobre 1861; prestò servizio nella 2° brigata, 2° divisione, dipartimento della Carolina del Nord, dal novembre 1861; nella stessa brigata e divisione del 9 ° Corpo, dal giugno 1862; nella 1° divisione, 23° Corpo, dal settembre 1863; nel distretto del Kentucky -dipartimento dell’Ohio- dal gennaio 1864; nella 2° divisione, 9 ° Corpo, dal febbraio 1864; nella 2° Brigata, 2° divisione, da marzo 1864; nella 1° brigata, 2° divisione, 9 ° corpo, dall’aprile 1864 (come ingegneri della divisione) dal 26 maggio 1864; nella 1° brigata della seconda divisione dell’Esercito del Potomac, dal 2 luglio 1864; anno in cui parte dell’organico venne ridistribuito e comandato dal Col. John G. Wright ad Alessandria, in Virginia.
Durante il suo servizio il reggimento perse in azione 7 ufficiali e caddero sul campo 630 uomini arruolati; a causa delle ferite riportate in combattimento morirono 8 ufficiali, 63 arruolati; di malattia e altre cause 2 ufficiali, 281 effettivi (in totale circa una ventina di ufficiali e un migliaio di soldati).
Il reparto era complessivamente costituito da 6 compagnie di Shepard Rifles, da 2 compagnie di Scott Rifles e da 2 compagnie di Union Rifles.
Questi uomini parteciparono a tutta la spedizione in North Carolina del gen. Burnside e vennero imbarcati ad Annapolis il 6 gennaio per l’isola di Roanoke. Il reggimento ricevette il battesimo delle armi nel 1862 proprio a Roanoke (l’8 febbraio) dove il reparto si distinse per coraggio e fermezza al centro dello schieramento. Successivamente mosse verso New Berne (N.C), dove il 14 marzo e venne impiegato nella grande battaglia campale -nella quale registrò il più alto tasso di perdite tra tutti reggimenti presenti. A New Berne il 51° rimase da aprile a luglio per essere poi mobilitato alla volta di Newport News (VA) e qui venne assegnato alla Seconda Brigata nella Seconda DivisioneNono Corpo dell’armata del Potomac. Partecipò fra agosto e settembre alla campagna del gen. Pope in North Virginia ed era presente a Kelly’s Ford, Suphur Spring, Plains of Manassas, Battle of Grovetown e il 30 agosto alla famosa battaglia di Bull Run. A inizio settembre, in seguito all’intenso impegno dimostrato dal reparto, furono consegnate molte onoreficenze agli uomini più meritevoli -decorati dal colonnello Ferrero, il reggimento venne poi fatto ripiegare verso Washington ma presto venne impegnato in Maryland dove combatté alla battaglia di Antietam (16-17 settembre) distinguendosi per solerzia e coraggio in una brillante carica per il mantenimento di un ponte insieme al 51st Pennsylvania, gesto eroico con cui il reparto si meritò un monumento commemorativo a memoria delle gesta consumatesi in quel luogo. Rinnovando così le qualità di combattimento già dimostrate a Roanoke, il reparto venne consacrato come uno dei reggimenti più attivi di tutto il conflitto. Il 22 di settembre il colonnello Ferrero venne promosso Brigadier General. A novembre il 51° mosse alla volta di Fredericksburg dove venne impiegato nella cruenta battaglia del 12-15 dicembre perdendo 73 uomini. Nel 1863 Il reggimento, dopo la disfatta di Fredericksburg, partecipò alla sfortunata “Mud March” (marcia nel fango) di Burnside e svernò a White Oak Church; ma venne trasferito nel dipartimento dell’Ovest e in giugno arrivò a Vicksburg dove fra il 17 giugno ed il 4 luglio ebbe parte attiva nell’assedio dell’omonima città giungendo poi a Jackson, che circondò fra il 10 ed il 17 luglio. Venne impiegato anche in opere di distruzione della ferrovia presso Madison Station. Il 51st partì poi alla volta di Cincinnati poi Nicholasville ed unito all’armata dell’Ohio, successivamente unito al distretto centro-nord del Kentucky -Prima Divisione, Ventitreesimo Corpo, Armata dell’Ohio. A dicembre la grande maggioranza degli uomini si arruolò nuovamente nello stesso reggimento ripartendo da Knoxville insieme a nuovi reclute. Il reparto cambiò quindi il nome in “51 st New York Veteran Volunteer Regiment”. Nel 1864 Venne data ai veterani una licenza di due mesi fra marzo ed aprile. Sempre in aprile mosse verso Annapolis per ricongiungersi con la Prima Brigata della Seconda Divisione all’interno del Nono Corpo dell’armata del Potomac. Gli uomini del reggimento parteciparono, a inizio maggio, alla battaglia di Wilderness perdendo 80 effettivi e dall’8 al 21 dello stesso mese alle operazioni di Spottsylvania. Il 16 giugno iniziò l’assedio di Petersburg ed il 30 il reggimento perdette 12 uomini nello scontro succesivo allo scoppio della mina della “Battaglia del Cratere” (sulla quale abbiamo scritto l’articolo “Cronache di geologia militare: la battaglia del cratere”).

Sempre nelle operazioni legate all’assedio di Petersburg fra il 29 settembre ed il 2 ottobre 322 uomini del reggimento caddero prigionieri nella sfortunata azione del 30 settembre alla sinistra di Weldon Road. All’inizio del 1865, dopo la caduta di Petersbourg, il 51esimo, ridotto a meno della metà degli effettivi, iniziò a ripiegare verso City Point e poi alla volta di Washington D.C. dove rimase da aprile a luglio in servizio con l’aggiunta di reclute e veterani del 109° New York. Il reggimento venne sciolto con tutti gli onori il 25 luglio.
La cifra dell’ultimo arruolamento registrata dal reggimento pare essere la leva più numerosa della storia della guerra civile, con un computo di 3.250 effettivi che ricevettero nel giugno 1865 i veterani e le reclute del 109 NY. La sua perdita totale in tutti i suoi impegni fu di 1025 uomini, mentre 202 morirono per ferite, 385 per incidente e i restanti caduti per malattia o prigionia nei campi confederati.
Nello stesso anno in cui venne effettuato questo censimento militare, nella fattoria di Peebles, in Virginia, il reggimento fu circondato e quasi 400 soldati catturati.
Il Col. Fox in “Regimental Losses” afferma del 51esimo:

“Pochi reggimenti hanno visto un servizio più attivo e nessuno ha lasciato un record più onorevole”.

Attirati dalla storia di questo reparto, il 13 gennaio 2020, numerosi appassionati riuniti con l’intento di partecipare al ciclo di manifestazioni inaugurato con la stagione rievocativa del 2021 e di ripercorrere l’esperienza degli italiani che militarono in questo reggimento, hanno fondato l’Italian Company in omaggio alla memoria del coinvolgimento italiano nel 51st New York. Il progetto coinvolge reenactors già affermati con esperienze in eterogenei panorami rievocativi, studiosi mossi dal desiderio di partecipare a ricostruzioni su larga scala in Europa e oltre oceano. L’iniziativa fa appello allo spirito del rievocatore, all’entusiasmo dell’attività del reenctment e al desiderio di divertirsi inoltrandosi in una realtà rievocativa poco frequentata sul suolo italiano e che sta, da pochi anni, maturando in Europa.
Il direttivo del gruppo, composto da appassionati impegnati con solerzia in attività di ricerca uniformologica, studio dei regolamenti e archeologia sperimentale, riunisce gli ufficiali e i graduati responsabili del coordinamento del reparto.

Sei dinamico? Appassionato di storia? Ti piace viaggiare? Nutri il desiderio di rivivere emozioni ormai dimenticate?

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Rivolgiti ai contatti ufficiali reperibili nella pagina Facebook pubblica
“51st NY Volunteers Infantry”

Carlo Alberto Ghigliotto

Filosofo, autore di saggi di semiotica, estetica medievale, storia dell’arte e della filosofia. La sua attività di saggista, bibliofilo e giornalista, è legata agli studi classici maturati nelle realtà del pensiero debole e dell’etica leopardiana. Studia filosofia prestando fede alla teoria de “Il pensiero ancestrale” di Manlio Sgalambro: considera l’attività filosofica come una prassi individuale di ascetismo e atarassia; distante dalle aule universitarie e dai percorsi accademici convenzionali (ancora in parte legati all’idealismo di Croce e Gentile).

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