Musica

Enrico Gottardis – Recensione

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June 16, 2020

Enrico Gottardis (Trieste 1968), “timido collezionista di CD e Vinili” affetto da G.A.S. (Guitar adquisition syndrome), è uno di quegli artisti capaci di stupire e coinvolgere l’ascoltatore grazie alle svariate particolarità della sua musica, la quale, rispetto a come siamo abituati seguendo altri autori, è prevalentemente strumentale.

Di lui ho ascoltato due album “Entra il Silenzio” (2014) e “Nell’aria immobile” (2015), ma prima di questi ha realizzato altri quattro progetti, di cui il primo nel 2007 dal titolo “Ricordando voi”. Per essere più precisi la sua carriera musicale ha portato alla realizzazione dei seguenti album:

  1. Ricordando Voi… (2007)
  2. Immagini preziose (2010)
  3. Fuori dal tempo (2011)
  4. In ogni luogo (2012)
  5. Entra il silenzio (2014)
  6. Nell’aria immobile(2015)
  7. Un mare di Musica (2017)
  8. Tasche piene d’acqua (2020)

Nei due album, sopra citati, le melodie dei brani variano con impeccabile armonia tecnica, oltre che musicale. Per fare un esempio, in “Entra il silenzio” si passa dalla marcata eleganza di “Carillon” alla durezza di “Metus”, capace di rievocare lo stile e l’energia della vecchia scuola Heavy Metal, per poi passare improvvisamente alle armonie impertinenti di “Flipper”, che incuriosiscono e intrattengono senza permetterci di presumere o immaginare quella che sarà la loro evoluzione o quella della traccia successiva. Diventa, infatti, lungo e difficile descrivere ogni brano, dal momento che ognuno di essi trasmette emozioni plurime che variano seguendo la sensibilità dell’ascoltatore e questo per merito del grande E. Gottardis, che grazie al suo talento, accompagnato dalla sua vasta cultura musicale, è riuscito a creare dei brani originali tutti da scoprire.

“Entra il silenzio” dispone anche di una bonus trach, dal titolo “Ricordando voi”, registrata nel 2007 presso lo studio di Giuseppe Forace, maestro e amico di Gottardis. Questo stesso brano è divenuto poi la prima traccia dell’omonimo album pubblicato nel 2007. All’ascolto richiama emozioni e sensazioni personali paragonabili ad un senso di nostalgia, quale effettivamente doveva provare lo stesso Gottardis, essendo il brano dedicato ai suoi genitori.

Personalmente riconosco a questo musicista il merito di avermi trasmesso delle grandi emozioni, tanto piacevoli quanto esaltanti o malinconiche e questo ancora prima di scoprire l’origine delle sue canzoni leggendone la biografia, il che rimarca le sue doti di artista, compositore e musicista.

Recensione di Emanuele Bacigalupo

Laureato Triennale in Storia presso l’Università degli Studi di Genova con una Tesi dal Titolo: “Necessità di un Miracolo; Nascita, Crescita e Innovazioni della Confederate States Navy”. Attualmente iscritto al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia dello stesso Ateneo. Le ricerche in corso proseguono l’interesse per la Storia Contemporanea e le vicende militari, politiche, economiche del XIX sec.

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