Curiosità

Donde Vamos la Serie – intervista a Federico Guercio

on
July 31, 2020

Nel corso della quarantena dovuta al COVID-19, insieme ai momenti particolarmente difficili derivati da essa, abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un’autentica esplosione di creatività capace di espandersi in svariatissimi ambiti artistici, come quello musicale, pittorico, fotografico ecc., la lista fortunatamente è molto ampia. Dei vari progetti che sono nati da questa condizione di reclusione domestica ne abbiamo conosciuto uno capace di attirare la nostra attenzione in modo molto particolare, dal titolo “Donde Vamos”, realizzato dal Videomaker Federico Guercio, del quale vi abbiamo già parlato recensendo il suo video ritratto “Fiori d’Autunno”, opera tratta da una storia vera incentrata sul voler mostrare come il vero amore sia in grado di affrontare ogni ostacolo, anche il più invalicabile, rinnegando l’abbandono come soluzione.

Nel suo caso “Donde Vamos” non segue la linea del cortometraggio precedente, ma ne percorre una totalmente nuova, in particolare quella del podcast, con tratti di originalità non da poco. L’impresa in cui si è lanciato Federico Guercio è dunque molto ampia ed elaborata e per la sua realizzazione è occorsa la partecipazione di svariati collaboratori tra attori, musicisti e sound designer. I loro punti di forza? Il talento e la voglia di fare, essenziali per ottenere risultati concreti quando si mira a raccontare qualcosa di autentico. Perché è proprio questo che cerca di fare “Donde Vamos”, mostrare quelle realtà che possono esserci rimaste nascoste o che semplicemente stavamo ignorando reputandole irrilevanti.

L’opera vanta due protagonisti in particolare, ilDuca” e la bella e dolce “Michelle”, intenti a voler realizzare un loro programma radiofonico nel corso della quarantena adoperando i pochi strumenti a loro disposizione e scroccando il wifi dal Bar Carlos. Lasciamo però che a parlarci meglio di “Donde Vamos” sia il suo stesso ideatore e partiamo dunque con la prima domanda.

  1. Come anticipato sopra, “Donde Vamos” è stato concepito, sviluppato e realizzato nel corso della quarantena. Da quale ispirazione è nato questo progetto e cosa cerca di raccontare?

L’inizio del viaggio.

L’idea di una stazione radiofonica, mi ha sempre attirato, però non sono mai riuscito a trovare un’idea concreta che mi convincesse realmente.

La scoperta di due album musicali, “Electric Lady” di Janelle Monae“The Nightfly” di Donald Fagen, hanno riacceso in me quella curiosità e spinta nel riprendere in mano l’idea e trovare una soluzione al “blocco” iniziale. In principio volevo trasmettere il programma radiofonico dall’interno di un motel abbandonato, ma mi sono reso conto che sarebbe stato troppo ”banale”, è stato l’attore, comico e speaker radiofonico Cristian Calabrese, il quale interpreta la parte del Duca, a consigliarmi di ambientare la serie all’interno di una roulotte, in questo modo sono riuscito a rendere “Donde Vamos”, a mio avviso, una serie ancora più intrigante e originale.

Il mio intento è quello di raccontare una realtà ai margini della società, due personalità completamente differenti, come quella del Duca e di Michelle, che si scontrano e s’incontrano, senza però sapere bene che direzione intraprendere insieme.

Cerco anche di raccontare di un sogno, di una passione, quello di un programma radiofonico che vuole in tutti modi nascere e vedere la luce, pur non avendo praticamente nulla in mano, né i fondi per lanciarlo né la strumentazione adatta per lavorarci, parte da un sogno e prosegue per quella strada. Il Duca sogna di diventare uno speaker radiofonico, vuole essere ascoltato, forse non verrà capito, ma l’essere presente e attivo socialmente lo porta a perseguire il suo sogno. Questo è l’incipit  di “Donde Vamos”.

  1. I protagonisti, “il Duca” e “Michelle”, vantano caratteristiche molto particolari e ben distinte tra loro. Come hanno preso forma e chi cercano di rappresentare?

Per mandare avanti il loro programma i protagonisti sono costretti a scroccare il wi-fi del bar Carlos.

Come ho anticipato prima, il Duca (che all’inizio si chiamava il Protettore) e Michelle hanno interessi differenti, sogni differenti e pur di realizzarli, non si comprendono, o non si vogliono comprendere e  proseguono per la loro strada, lo fanno per restare ancorati alla “loro” realtà e alle loro convinzioni. Il Duca è una persona in alcuni momenti rude, una “rockstar” perduta, sarebbe potuto diventare qualcuno, ma gli errori commessi in passato l’hanno trascinato dov’è ora, così cerca in qualche modo di redimersi, donando agli altri l’unico talento che ha a disposizione: la sua voce.

Questa passione per la radio l’ha spinto a mettere su uno studio “fai da te” all’interno di una roulotte e il viaggio gli permette di farsi ascoltare da più persone possibili.

Michelle è una cantante jazz, è una sognatrice, è incompresa perché d’animo gentile, l’obiettivo che l’ha spinta ad assistere il Duca è quello di poter conquistare il suo cuore acerbo, sapendo però di non avere nessuna chance a disposizione.

Con queste due personalità così distinte cerco di rappresentare, secondo il mio punto di vista, gli estremi del comportamento umano, l’ego del singolo che si scontra con il sentimento d’amore. Il Duca è una persona insicura, Michelle è molto più sicura di sé, sa quello che vuole. Il Duca vuole conquistare il pubblico con la sua idea “radiofonica”, non sa se ci riuscirà, ma ci prova.

Vecchi ricordi del Duca.

  1. Ogni puntata è strutturata intorno a precise tematiche esposte dal “Duca”. Attraverso di esse quale effetto cercate di ottenere sul pubblico?

Il tema centrale su cui ruota la serie è sicuramente quello del COVID19, da lì mi sono focalizzato sugli effetti emotivi che il virus ha generato nelle persone; le parole del Duca rappresentano il riflesso della sua reazione a questo stravolgimento di vita e di abitudini. Il mio intento è quello di parlare del comportamento umano, sia di quello individuale, sia di quello sociale; non voglio parlare di politica o inneggiare ad una rivoluzione (m’interessa più la rivoluzione del singolo), ma partendo da uno shock come il COVID19, capire come poter ritornare a sentirsi di nuovo “liberi” e quali siano le fasi per arrivarci. Ho utilizzato questa una linea rossa per unire i temi affrontati dal Duca.

  1. Passando ora agli aspetti tecnici della realizzazione del podcast, quali difficoltà avete incontrato per ultimare “Donde Vamos” nel corso della quarantena?

La difficoltà più grossa è stata sicuramente il contatto umano con gli altri membri della produzione, si è riusciti a lavorare assieme, pur a distanza, ma il post-lockdown ha sicuramente velocizzato il tutto. Dal punto di vista tecnico, sicuramente l’esperienza in un campo a noi sconosciuto, come quello del podcasting, ci ha permesso di imparare molto e acquisire più abilità.

  1. Chi sono gli altri collaboratori che ti hanno aiutato e sostenuto nella realizzazione del progetto?

La persona che mi ha sostenuto, mi ha aiutato e mi sta aiutando ancora adesso è sicuramente il “mio” chitarrista italo-cubano, Gianpaolo Artola Cabrera, il quale ha realizzato la colonna sonora della serie. Seguitelo sui social perché è davvero un talento naturale. Cristian Calabrese, che mi ha aiutato e consigliato sempre la strada migliore per rendere “Donde Vamos” un prodotto più appetibile. Maria Doardo, è stata un’ottima Michelle e infine Pietro Barcellari e Tommaso Bisoglio, due ottimi sound designer che mi hanno aiutato ad alzare la qualità delle registrazioni fatte in fase di produzione. E infine Tommaso…non mi ricordo il cognome, troppo complicato…ah si…Tommaso Fakhreddine, un bravissimo pianista che ha aiutato me e Gianpaolo nella composizione della prima traccia per il primo episodio.

  1. Al momento su quali social è possibile seguire le puntate di “Donde Vamos”?

È possibile seguire la serie su Spotify, Apple Podcasts , su Instagram (donde_vamos_laserie) su Facebook e sul sito Podchase. Andate subito a seguire il Duca e Michelle, non ve ne pentirete!!!

  1. Puntate a realizzare una seconda stagione?

Certamente! Puntiamo ad una seconda stagione, con la speranza di poterlo ampliare e trasmettere su media più importanti e di maggior affluenza. Non sarebbe male portarlo anche a teatro. Chi lo sa, magari in futuro.

APPLE PODCAST: https://podcasts.apple.com/us/podcast/donde-vamos-la-serie/id1525355742?ign-mpt=uo%3D4

LINK PODCHASE: https://www.podchaser.com/podcasts/donde-vamos-la-serie-1358102

LINK FB: https://www.facebook.com/dondevamoslaserie

INSTAGRAM: donde_vamos_laserie

Intervista di Emanuele Bacigalupo

Laureato Triennale in Storia presso l’Università degli Studi di Genova con una Tesi dal Titolo: “Necessità di un Miracolo; Nascita, Crescita e Innovazioni della Confederate States Navy”. Attualmente iscritto al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia dello stesso Ateneo. Le ricerche in corso proseguono l’interesse per la Storia Contemporanea e le vicende militari, politiche, economiche del XIX sec.

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT