Curiosità Storia

Via del Sale

on
August 28, 2020

Le montagne sono sempre più ridotte a mere barriere geografiche, tristi rappresentazioni dei confini regionali e nazionali, zone che delineano una separazione statica. In verità la storia dei territori montuosi, nel nostro caso alpini, comprende i concetti di unione e movimento: migrazioni di popoli, scambi commerciali, crocevia stradali, collegamenti tra la costa e l’entroterra. Una delle prove più chiare e antiche di questo fenomeno sono incarnate dalle vie del sale, mulattiere e sentieri su cui il prezioso minerale veniva trasportato da file di commercianti, talvolta vittime dei contrabbandieri e briganti che infestavano le montagne. Tra le molteplici vie del sale, una passa sul Colle di Tenda, un collegamento che nella storia ha permesso contatti tra svariate popolazioni. Oggi la zona è sul confine fra Francia e Italia, è una sorta di spartiacque tra le Alpi Liguri e quelle Marittime e all’interno della montagna passa un traforo per il traffico veicolare. La modernità dei tempi arriva anche in cima, dato che una tortuosa strada asfaltata permette di raggiungere un comodo parcheggio da cui intraprendere escursioni. Ma i comfort finiscono qui: seppure aperta alle macchine e moto adatte al fuoristrada, la via del sale sterrata che passa su questa estremità del colle è un tuffo nel passato e nel cuore delle Alpi Liguri e Marittime.
Il caso del Colle di Tenda è la perfetta rappresentazione di quel contrasto tra confine e collegamento che la montagna può in certi casi rappresentare. La zona infatti pullula di forti militari costruiti nel periodo dal 1881 al 1895, con lo scopo di difendere un versante importante dello stato italiano da ipotetici attacchi francesi. I forti non ebbero mai il battesimo del fuoco e le loro rovine testimoniano un lento decadimento provocato non dai proiettili nemici ma dalla forza della natura.
Ben più utilizzata e in ottimo stato di conservazione è la via del sale, anche essa peraltro utilizzata come collegamento tra i forti e rinforzata in certi punti da strutture di ingegneria militare. La strada può essere percorsa in più direzioni, dato che comprende diversi itinerari: il più noto e trafficato è quello che discende verso il mare, attraverso un percorso che si snoda tra le Alpi Liguri fin ad arrivare a Ventimiglia.
Data l’importanza storica della via del sale e la sua bellezza ho deciso di creare un filmato che mostra alcune fasi della mia escursione su mountain bike elettrica. Il servizio di affitto delle e-mtb è veramente agevole e permette di godersi un’esperienza diversa dal solito, adatta a tutti. Ovviamente il percorso presenta alcuni tratti più difficili, come fondi di strada impegnativi o parti dove un lato del sentiero è a picco sulla valle; per chi non fosse sicuro delle proprie capacità o non si fidasse totalmente della via, il consiglio principale che mi sento di dare è quello di affrontarla con molta pazienza andando a bassa velocità. Per chi invece teme di più la fatica, potete tirare un sospiro di sollievo: la pedalata assistita assicurata dal motore elettrico dona una spinta ulteriore anche al livello più basso, permettendo di superare le asperità più dure senza doversi svenare.
La giornata è iniziata sul Colle di Tenda, a quota 1800 metri, dove dopo un parcheggio si biforca la via del sale: verso sinistra la strada per Ventimiglia, a destra invece quella verso la Francia e la Basse de Peyrefique. Imboccata la svolta a sinistra, la via costeggia la zona dei forti, coperta purtroppo da una coltre di nuvole impenetrabile. Dopo una leggera salita, si superano due stazioni di arrivo della seggiovia, per poi scalare il primo tratto un po’ più duro di salita per arrivare al Colletto Campanin: da qui la vista su entrambi i versanti è meravigliosa. Si riprende scendendo uno sterrato perfetto, immersi nella natura e con un paio di laghetti ad abbellire ulteriormente il panorama, fino ad attaccare una salita caratterizzata da una forte pendenza. Superato questo muro inizia uno dei tratti più suggestivi, dove la strada è sospesa su un lato della montagna sopra la vallata; la via arriva su una piccola cresta che anticipa un tornante, prova coraggiosa di ingegneria militare, che lancia verso il Colle della Boaria. In seguito il percorso diventa un lungo saliscendi tra pascoli e territori più selvaggi, con alcuni tratti caratterizzati da un fondo più pietroso. Dopo due ore e mezza dalla partenza, arriviamo affamati al rifugio Don Barbera, situato alle pendici del Marguareis: la sosta pranzo è obbligatoria.
Ricaricati dagli ottimi piatti del rifugio, decidiamo di andare in avanscoperta verso la discesa che porta a Monesi. Per una questione di tempo riusciamo solamente a salire il sentiero che si inerpica sopra il rifugio e a percorrere la prima parte della discesa, che in situazioni di bel tempo dovrebbe essere molto panoramica e affascinante; trovata un’area più larga dove fare inversione di marcia, iniziamo il ritorno in direzione Colle di Tenda.
Anche se in condizioni meteorologiche non ottimali l’escursione con le mountain bike elettriche attraverso la via del sale è stata meravigliosa ed è, a mio parere, il miglior modo per conoscere ed esplorare questo percorso, unico per le sue caratteristiche storiche e paesaggistiche. Per chi fosse interessato consiglio di visitare il sito della via del sale, che dà la possibilità di scaricare i principali itinerari e accedere a tutte le informazioni (altaviadelsale.com). Buona gita!

Articolo di Jacopo Giovannini

Laureato nel Corso Triennale in Storia presso l’Università di Genova con una Tesi intitolata “Vette nere: l’alpinismo nell’immaginario fascista”. Attualmente è iscritto al Corso Magistrale di Scienze Storiche presso l’ateneo genovese.

 

 

 

Sitografia: 

https://altaviadelsale.com/ita/#inline-auto911

https://ecobnb.it/itinerari/la-via-del-sale-il-percorso-mozzafiato-dalle-alpi-al-mare

http://www.areeprotettealpimarittime.it/news/605/sabato-29-giugno-apre-l-alta-via-del-sale

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT