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The Help (2011)

on
October 24, 2020

Emma Stone, Octavia Spencer, Viola Davis, Jessica Chastain e Bryce Dallas Howard in un film commovente, toccante e avvincente.
1963, Jackson, Mississippi.
Eugenia Phelan detta Skeeter (Emma Stone) non è come le sue coetanee che si occupano di giocare a bridge e pensano a trovarsi un uomo da sposare e con cui sfornare bambini. Le sue aspettative e i suoi sogni sono diversi: diventare scrittrice o giornalista. Per farlo, però, ha bisogno di un tema che nessuno ha mai toccato e così, ispirandosi anche alla domestica che lavorava per la sua famiglia quando era piccola, sceglie di raccontare le storie e di dare una voce alle domestiche afroamericane della cittadina. Le domestiche afroamericane sono stigmatizzate, umiliate e discriminate.
Skeeter viene a conoscenza della vita di queste donne e delle esperienze comuni alla maggior parte di loro, conosce Aibileen Clark (Viola Davis) che ha perso da poco il suo unico figlio, si relaziona con Minny Jackson (Octavia Spencer) che ha un marito violento. Skeeter ascolta le loro storie e scopre come vengono trattate queste donne.

Il tema del film ruota attorno al razzismo e alla situazione della cittadina, contestualizzando perfettamente quegli anni nel Sud degli Stati Uniti dove gli afroamericani venivano uccisi e i ricchi uomini bianchi li ritenevano infetti e disgustosi, tanto da costruire dei bagni appositamente per loro, separati dalla casa dove le donne lavorano e accudiscono i bambini bianchi, a volte con più affetto delle loro madri.

Per questo film Octavia Spencer si aggiudicherà l’Oscar come Miglior attrice non protagonista.
Un film contro gli stereotipi che descrive donne intraprendenti che vanno oltre le apparenze come Skeeter, donne che non si arrendono e che combattono per i propri diritti come Minny e Aibileen.  Una denuncia verso coloro che  pensano soltanto ad apparire e mettono in mostra tutta la loro incoerenza facendo beneficenza ma discriminando le donne nere.

Un film al femminile, dove gli uomini si vedono poco e non hanno ruoli di rilievo, anzi, non si interessano affatto delle questioni delle domestiche. Un film che mette in rilievo le condizioni in cui erano costretti a vivere gli afroamericani in quel periodo e certi elementi della storia possono essere ritrovati anche nella nostra società. Un film che fa riflettere e che stringe il cuore, ma che fa anche sorridere e sperare per qualcosa di migliore.

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.
È una divoratrice di libri e un’appassionata di serie tv di qualunque genere, ama profondamente Alfred Hitchcock e Bruce Springsteen.

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