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The Crown 4: l’introspezione dei membri della famiglia reale britannica

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November 22, 2020

La quarta stagione di The Crown affronta alcune tra le vicende più interessanti della storia della famiglia reale inglese.

Ci sono figure di cui non sappiamo quasi nulla, che passano quasi sempre inosservate davanti alla stampa e che invece nella serie vengono analizzate profondamente.
Sicuramente ciò che è emerso in questa quarta stagione, rispetto alle precedenti, è l’enorme potere femminile all’interno di questa famiglia.
Anche l’idea di famiglia reale cambia. Nell’immaginario collettivo, i Reali sono perfetti, il loro mondo è idilliaco: fin da piccoli, infatti, vi sono favole che raccontano di principi e principesse, re e regine.
Invece, uno dei lati che più apprezzo della serie è che, seppur romanzata, rende quegli stessi principi e principesse umani, più vicini a noi. Tutt’altro che perfetti.

Le donne di The Crown

Fin dalla prima stagione la serie si è concentrata sui personaggi femminili che ruotavano attorno alla regina Elisabetta (Olivia Colman)e che avevano un ruolo fondamentale all’interno della vita della sovrana, principalmente Margaret (Helena Bonham Carter), Anna (Erin Doherty) e la regina madre, Elizabeth Bowes – Lyon (Marion Bailey).
Nella quarta stagione si aggiungono, oltre alle donne già citate, anche Margaret Thatcher (interpretata magistralmente da Gillian Anderson, già vista in Sex Education), Primo Ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990 e l’indimenticabile Lady Diana Spencer (riportata in vita da una magnifica Emma Corrin), moglie di Carlo (Josh O’Connor), primogenito di Elisabetta e Filippo d’Edimburgo (Tobias Menzies) e futuro erede al trono.
Sono tutte donne che hanno ruoli importanti per la Corona e sono, ognuna a proprio modo, molto tenaci.

Margaret Thatcher

Partiamo proprio da Margaret Thatcher: prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro.
La Thatcher è figlia di un artigiano, la sua vita, la sua casa si discostano completamente dallo stile di vita della Regina.
Margaret Thatcher preferisce lavorare e concentrarsi sui propri compiti, invece, quando viene invitata dalla regina per una battuta di caccia in una delle proprie magioni, la Thatcher si presenta con un completo blu acceso e tacchi.
In mezzo alla famiglia reale è un pesce fuor d’acqua, ma se invece si trova nel suo ufficio, circondata da uomini, allora fa vedere quella corazza dura e quel temperamento ostinato grazie al quale le venne dato l’appellativo di “Lady di Ferro”.
Se necessario, arriva anche a licenziare i suoi oppositori, ma vi è sempre una sottile tensione tra il Primo Ministro e la Regina: quest’ultima infatti non si fa problemi a criticare le scelte politiche ed economiche della Thatcher, scoprendo anche lei, però, il lato cocciuto di questa donna, completamente diversa da lei.
Infatti, benché vi siano molteplici pareri contrari, la Thatcher decide di promuovere un’azione militare per riconquistare le isole Falkland, territori che sono stati invasi dall’Argentina.
Quando, effettivamente, la guerra si concluderà con la vittoria della Gran Bretagna sull’Argentina, viene organizzata una parata e un’enorme festa che coinvolge tutta la città. Festa alla quale, la presenza della Regina Elisabetta non è richiesta. È quello forse il momento più alto di Margaret Thatcher che seduta al centro di un palchetto, su una bella sedia, circondata dai suoi collaboratori più vicini e festeggiata dal popolo, si gode la vittoria e anche il breve spodestamento della sovrana. Qualcuno lo aveva detto a Lilibeth (soprannome della Regina): “Si prenderà anche il tuo lavoro”, e così è stato.
Purtroppo, però, non tutto è così idilliaco poiché le spese per la guerra causano molta disoccupazione ed enormi perdite per l’economia.
Poi vi è il problema del Commonwealth: anche in questo caso vi è uno scontro più o meno silenzioso tra Elisabetta e Margaret Thatcher, la pima infatti sostiene di voler rimanere nel Commonwealth, mentre l’altra afferma che l’alleanza con Paesi come l’Uganda sia ormai superata. Durante il discorso della Regina alle Bahamas, però, di fronte ai membri del Commonwealth le parole sembrano essere rivolte proprio alla sua rivale interna.
Nel privato, però, è la Regina che tiene le regole dell’incontro tra le due donne: Margaret Thathcer vede il Commonwealth come una perdita di tempo e soldi, la regina Elisabetta, invece, lo vede con un attaccamento profondo perché legato alla tradizione britannica. In questo caso, la Regina vuole che la Thatcher firmi la dichiarazione contro l’apartheid in Sudafrica, mentre il Primo Ministro non ne vuole sapere. Vi sarà una lunga ed estenuante battaglia di “parole” che vengono rifiutate dalla Thatcher che non vede nelle sanzioni, fortemente sostenute dalla Regina, un valido modo per contrastare il fenomeno.
Sempre una battaglia di parole, se così si può definire, è quella che compare sul Sunday Times in cui fonti vicine alla Regina avrebbero definito la Thatcher come un’insensibile e la avrebbero accusata di aver causato gravi danni al tessuto sociale inglese. In questo caso, Margaret Thatcher sottolinea l’enorme differenza tra lei e la Regina, alla quale secondo il Primo Ministro è stato lasciato un titolo, al contrario di lei che proviene da una famiglia “povera”.
Quando però sopraggiunge la crisi di governo, dove la Thatcher rischia di crollare, il Primo Ministro afferma che la sua preoccupazione sia diretta alla Guerra del Golfo, non a “crisi domestiche”. Tuttavia, Margaret Thatcher è costretta a giocarsi la sua ultima carta, chiedendo alla sovrana di sciogliere il Parlamento. Elisabetta le fa notare che non è sempre giusto esercitare il proprio potere, solo perché si può farlo.
E alla fine, quel riconoscimento che la regina Elisabetta darà a Margaret Thatcher è anche un atto di rispetto e di consapevolezza verso la Lady di Ferro. La fine di un percorso fatto di alti e bassi, ma dove entrambe, alla fine, si riconoscono per ciò che sono: due donne che ricoprono cariche complesse, che si accettano e che firmano un’alleanza silenziosa tutta femminile.

Lady D

Emma Corrin riporta sullo schermo l’amatissima Diana Spencer e lo fa con maestria e capacità espressive che sono quasi dolorose perché sembra proprio che la Principessa di Galles sia lì, sia lei, sia tornata.
Un’interpretazione magistrale per un personaggio complesso, articolato, colmo di sofferenza e tristezza, ma di una bellezza, sensibilità e bontà spesso incomprese e tuttora amate.
Nella serie, l’arrivo di Lady D era atteso dal primo episodio della prima stagione, ed eccolo finalmente quel momento è arrivato.
Il primo incontro tra Diana e Carlo è suggestivo, romantico. Anche se nella realtà non è andata proprio così, è l’incontro che gli spettatori desideravano. Fin da subito, però, si è consapevoli di quella relazione infinita che è il rapporto tra Carlo e Camilla Parker Bowles, compagna inadeguata a ricoprire il ruolo (un giorno) di regina, secondo la famiglia reale, naturalmente.
L’arrivo di Diana è una ventata di freschezza, in un momento in cui la preoccupazione principale della Corona era proprio la vita amorosa di Carlo.

Diana Spencer, giovane, bellissima, viene subito inseguita dai paparazzi, è simpatica e sa comportarsi a corte. Proviene da una famiglia ancora più antica di quella reale, quindi rappresenta la donna perfetta per Carlo, sempre secondo la regina Elisabetta e gli altri familiari.
Quello che sicuramente si accorge dei pregi della ragazza è proprio Filippo, uomo destinato a passare in secondo piano nel contesto della famiglia reale. L’eterno secondo della regina Elisabetta.
Insomma, la storia tra Diana e Carlo comincia, la ragazza viene accettata formalmente dai reali e successivamente viene annunciato il fidanzamento ufficiale tra i due: sicuramente una delle scene che testimonia che quel matrimonio non avrebbe portato a nulla di buono.
Mentre Diana sembra cadere ai piedi del suo principe, speranzosa ed emozionata per la prospettiva di vita che le si palesa davanti, Carlo non sembra stravedere per la sua compagna.
All’inizio, Diana è una ragazza qualsiasi: fa la maestra all’asilo, passa il tempo con le sue amiche e condivide con esse il momento dove si riceve una proposta di matrimonio. Balla, si diverte, vi è una luce particolare sulla ragazza, una luce destinata a spegnersi e a trasformarsi in buio.
Già prima del matrimonio, Diana capisce che Carlo non è veramente innamorato di lei e cerca di passare la maggior parte del tempo lontano dalla futura moglie. Diana è sola in un ambiente nuovo dove nessun’altra donna le dimostra un pochino di comprensione, né Anna né tantomeno la regina.
Nessuno della famiglia reale si interessa al profondo disagio provato dalla ragazza; dopo il matrimonio le cose non cambieranno all’interno della relazione. Ci sono dei momenti dove lo spettatore è portato a credere che forse vi è un barlume di speranza per la coppia, ma ve ne saranno molti di più in cui emerge il dolore di una ragazza da cui ci si aspettano grandi cose e alla quale viene quasi negata la libertà di essere se stessa.
Diana viene rieducata secondo i dogmi della famiglia reale: addirittura per non farla gesticolare le vengono legate le braccia, così da abituarla a non muoversi durante un discorso.

Camilla e Carlo

Gli incontri tra Carlo e Camilla proseguono e ogni tentativo di Diana di migliorarsi, di dimostrare di essere all’altezza di quel marito che nemmeno la vede rappresentano per Carlo motivi che gli fanno odiare ancora di più la moglie. Diana viene accusata di rubargli la scena, tutti vogliono vedere lei, tutti sono lì per lei e stravedono per la ragazza, mentre lui passa comunque in secondo piano.
Naturalmente il matrimonio di Carlo e Diana rappresenta un motivo di preoccupazione per la regina che chiede informazioni anche alla secondogenita, Anna, che le conferma che la relazione tra Carlo e Camilla continua imperterrita.
La nascita di William non sembra cambiare l’equilibrio del matrimonio, la gravidanza è difficile per la ragazza, la passa in solitudine e nega la sua presenza anche agli incontri con la suocera; se Diana non accetta di potersi staccare dal piccolo, Carlo programma il viaggio in Australia senza pensare né a sua moglie e alla sua condizione di fragilità, né al piccolo sballottato qua e là come un pacco postale. Qui il senso materno di Diana emerge con molta forza poiché il suo primo pensiero è il bambino e la lontananza da esso, infatti riesce a raggiungere un accordo con il segretario di Carlo per averlo sempre il più vicino possibile.
Durante il tour in Australia, Carlo e Diana sembrano avvicinarsi un po’, si parlano e si “confidano” l’uno con l’altro, ma è solamente finzione: una volta tornati a casa, dopo il successo ottenuto dalla Principessa di Galles soprattutto tra il popolo australiano, ricomincerà l’incubo per Diana.
Dopo la nascita di Harry, dato che la relazione tra Carlo e la sua amante persiste, anche Diana decide di svagarsi e di incontrare altri uomini. L’informazione arriva anche alla Regina che convoca sia Carlo sia sua moglie e chiede loro se effettivamente credono in questo matrimonio. Sarà Diana a dire di volerci riprovare e di tenere molto a Carlo, mentre lui era già pronto a mollare tutto pur di raggiungere Camilla. Sarà suo padre Filippo a fermarlo dal mandare tutto a catafascio.
Una scena emblematica è quella del compleanno di Carlo, dove Diana balla per lui all’Opera House di Londra per fagli una sorpresa. Carlo la accusa nuovamente di aver attirato l’attenzione su di sé e di aver fatto in modo che tutti la guardassero e la applaudissero senza pensare a lui e al suo compleanno.
Lì, probabilmente, vi è il punto di distacco tra i due: la storia è finita definitivamente.
Non appena Diana ricomincia a vedersi con altri uomini, Carlo (che l’aveva fatta seguire da alcuni scagnozzi) viene avvisato e ne approfitta per far passare lei dalla parte del torto.
Per anni la Principessa è stata volutamente ignorata, non vi è stato spazio per il suo dolore all’interno della famiglia reale, mentre il popolo britannico (e non solo) ha sempre apprezzato i modi di Diana Spencer, a Buckingam Palace non è mai stata compresa.
Le scene più drammatiche della quarta stagione si concentrano proprio sulla bulimia della Principessa, china sul gabinetto, con due dita in gola per procurarsi il vomito. Lo stress, l’ansia di essere sotto i riflettori e, soprattutto, sapere che il marito passava la maggior parte del tempo libero con Camilla, hanno portato Diana a un senso di inadeguatezza e a un dolore emotivo che si manifestavano proprio attraverso quel disturbo.
Scene forti e dolorose, perché la ragazza è sempre sola, sia quando si abbuffa, sia quando si accascia sulla tazza.
Ignorata, bistrattata dal marito e dalla sua famiglia, interessata solamente a mantenere l’immagine idilliaca dei futuri regnanti, giovani, belli e felici. Dietro quell’immagine, però, vi erano ferite dolorose e trattamenti ignobili.

Lo stigma della malattia mentale: parenti serpenti

Oltre al Disturbo Alimentare della Principessa di Galles, durato per molti anni, la quarta stagione di The Crown ha puntato i riflettori su una vicenda triste e scabrosa che ha colpito non proprio la famiglia reale, ma alcune cugine di Elisabetta e Margaret.
Margaret è una donna che ha sofferto molto, fin da giovane: anche lei è stata costretta (come altri membri dei Windsor di cui parleremo più avanti) a rinunciare al vero amore della sua vita, solo perché appartenente alla famiglia reale e per delle regole volute dalla Chiesa e a cui anche la Regina doveva sottostare.
Margaret ha avuto diversi uomini, si è sposata ma poi ha divorziato e le sue apparizioni nella serie sono prevalentemente in solitaria. L’ennesima delusione amorosa e la malattia che la colpisce a causa della sua vita sregolata, la portano a isolarsi dalla famiglia e a stare sola nella sua dimora su un’isola.
Margaret appare molto sofferente, triste, provata da una vita difficile come secondogenita, tanto da chiedere a sua sorella di farla partecipare di più e di tenerla impegnata con incontri istituzionali.
Elisabetta, però, non esaudisce i suoi desideri e sarà Carlo, a mo’ di ambasciatore, ad andare dalla zia per consigliarle di andare da uno specialista.
Ci vuole un po’ per convincerla, ma Margaret alla fine andrà da una psicologa e imparerà a sfogarsi, tuttavia la sua paura più grande è che il suo “problema” sia ereditario. Attraverso i colloqui con la psicologa verrà a conoscenza del fatto che alcune cugine, da parte della madre Elisabetta Bowes – Lyon, erano state addirittura date come morte nei documenti appartenenti alle genealogie della famiglia. In realtà, le cugine di Elisabetta e Margaret sono vive e sono state rinchiuse in un ospedale psichiatrico, a causa di una grave forma di autismo, come spiegherà la psicologa.
Ciò che colpisce Margaret è stata proprio l’indifferenza con cui la famiglia materna e la Regina Madre stessa abbiano agito, dimenticandosi completamente di queste due ragazzine, ormai donne.
Quando Margaret accuserà la propria madre di aver abbandonato le figlie di suo fratello, la Regina Madre risponderà che la loro malattia avrebbe potuto far dubitare dell’integrità della linea di sangue.
Un episodio molto introspettivo e colmo di significato che fa luce anche su come la malattia mentale fosse denigrata e ignorata, fino a far cadere nel dimenticatoio quelle ragazzine.

Quei figli preferiti che non sapevano di esserlo

Principessa Anna

In un episodio Margaret Thatcher spiega alla regina che il suo figlio preferito Mark, impegnato nella gara Parigi – Dakar, era disperso insieme al suo copilota.
La regina rimane sconcertata più dall’affermazione di Margaret Thatcher che dal fatto che il figlio sia disperso, quindi va dal marito a chiedere conferma della follia dell’affermazione del Primo Ministro.
Filippo, dal canto suo, si prende gioco della moglie dicendo che tutti hanno un figlio preferito e che anche lei lo ha e sa di averlo.
Così mentre Elisabetta è impegnata a organizzare dei pranzi individuali con i propri figli, riflette anche su chi sia il suo pupillo.
L’unica certezza è che Carlo, il primogenito, non può esserlo: futuro erede al trono, ha dato parecchi problemi alla Corona. Prima con Camilla e adesso con Diana.
Filippo non ha dubbi: Anna è la sua preferita, ma chi sarà il preferito di Elisabetta?
I figli sono sicuramente al centro di questa quarta stagione, il rapporto genitori – figli è una delle colonne portanti della storia non sono all’interno dela famiglia reale. La figlia di Margaret Thatcher sarà costretta a chiedere alla propria madre di essere ascoltata e compresa, ma la Thatcher ha sempre qualcosa di meglio da fare invece che prendere in considerazione le lamentele della figlia.

Restando sempre nel tema genitori – figli, è fondamentale analizzare due personaggi che passano in secondo piano. Anzi, per essere più precisi, il lato emotivo di tutti i reali passa in secondo piano, quasi come se fossero semplicemente degli involucri. Invece, nella serie, proprio questi aspetti sono analizzati in modo molto preciso.
Partiamo dalla figura di Filippo: da sempre vi sono un Re e una Regina; nell’immaginario collettivo il Re è il maschio alpha per eccellenza, combattente, coraggioso, con spade sguainate.
Invece, nella famiglia reale, Filippo passa sempre come il marito di Elisabetta, ricopre un ruolo marginale.
Infatti, nelle prime stagioni emerge benissimo il dispiacere di Filippo, spodestato da un ruolo che era stato creato appositamente per il maschio, per il Re. Filippo soffre anche per una moglie che è sempre da tutt’altra parte, con la mente e con il corpo. Tuttavia, il loro matrimonio, tra alti e bassi, continua tutt’ora (chissà con quali retroscena).
Filippo, nella serie, rappresenta a volte quello che riporta la regina con i piedi per terra, si lamenta, se necessario sbatte i piedi per ottenere un po’ di attenzione dalla moglie.
Con qualche anno in più, Filippo diventa più morbido, e il rapporto tra i due si evolve e si instaura un bel dialogo.
In questa stagione, oltre che con la propria moglie, Filippo sembra trovare un bel legame con Diana. È lui, infatti, il primo che ha l’occasione di conoscere la ragazza, durante una battuta di caccia.
Ed è anche lui che parlerà faccia a faccia con la Principessa per farla ragionare e per spiegarle il suo ruolo.

Infine, c’è Carlo. Nulla può giustificare il trattamento di Carlo nei confronti di Diana (non solo secondo The Crown, basta guardare i documentari su Netflix dove Lady D parla in prima persona e conferma di aver sofferto di un Disturbo Alimentare, ne abbiamo parlato qui), colpevole solo di non essere Camilla. Per ogni suo tentativo di essere migliore, vi era una frase di Carlo che la discriminava.
Tuttavia, se posso spezzare una lancia a favore di Carlo, anche lui è il frutto di ciò che gli è stato fatto.
Anche lui, come sua zia Margaret, è vittima di un sistema: qui la Chiesa non è coinvolta, è solo la famiglia reale a essere fortemente ancorata a dogmi e regole antiche e superate. Carlo era innamorato di Camilla, ma uno dei motivi per cui lei non era all’altezza era che non era più pura.
Camilla non andava bene per svariate ragioni, così Carlo ha dovuto sposare Diana che naturalmente non amava. Quindi, il risultato è un uomo frustrato costretto a stare con una donna che non ama e a sentire anche discorsi sull’amore che non stanno in piedi, basati sul fatto che prima o poi ci si innamorerà del proprio partner. Con il tempo.
Inoltre, Carlo ha risentito forse più dei suoi fratelli, del trattamento subito dai genitori. Lui era l’erede al trono prima di essere figlio, prima di essere bambino. Quindi, Carlo non ha mai avuto amore o affetto dai suoi genitori, la regina non si è mai occupata dei figli, forse solo un breve periodo quando Carlo non voleva andare nella scuola frequentata da suo padre vi è stato un piccolo avvicinamento. Ha subito bullismo a scuola e maltrattamenti dai suoi compagni e non ha sempre avuto esperienze facili o spensierate nella sua vita.
Lui stesso è il primo ad affermare che ha bisogno di essere sostenuto, apprezzato continuamente e quando Diana ottiene così tanto affetto dal popolo e lui viene nuovamente bistrattato, a subire la sua rabbia e il suo dolore è sempre e solo Diana.
Tuttavia, va ribadito che nulla giustifica il trattamento riservato a Lady D.

Insomma, The Crown è una serie che merita di essere vista per svariati motivi, ma questa stagione comincia un viaggio introspettivo nelle esperienze personali di ogni personaggio senza mai cadere nel banale e senza mai dimenticare nessun membro della famiglia reale. Infatti, vengono presentati anche gli altri figli, i due più piccoli Andrea ed Edoardo, che nelle stagioni precedenti non erano stati molto presi in considerazione.
Anche il personaggio di Anna viene approfondito: un carattere forte e al contempo sensibile, anch’essa si trova in un limbo in cui non può fare ciò che vuole nè amare chi le pare. Il suo matrimonio fallisce e la regina, invece che provare a mettersi nei panni della figlia o cercare almeno di comprenderla, propone di allontanare il suo nuovo amore.


La serie abbatte i pregiudizi su quel mondo fatato che viene percepito da chi guarda i Windsor e vede vestiti da favola e matrimoni sfarzosi, il messaggio che The Crown lancia è un’umanizzazione di quelli che sono a tutti gli effetti esseri umani che condividono gioie e dolori proprio come il resto della popolazione mondiale.
Anzi, analizzando in modo così preciso i retroscena di questa famiglia, mostra quanta sofferenza possa portare un titolo. The Crown ci dà l’ennesima conferma che la ricchezza non è tutto.

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.

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