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La teoria del tutto (2014)

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December 4, 2020

La più famosa teoria di Stephen Hawking dà il titolo al film che racconta la sua vita.
Il film comincia dagli anni accademici di Hawking, dall’Università di Cambridge, e presenta allo spettatore un ragazzo come tanti, timido, riservato, laureando in fisica e appassionato di cosmologia.
Stephen si innamora, fallisce, si rialza, balla, ride, si diverte, come tutti i ragazzi della sua età, ma improvvisamente quella vita così comune e spensierata viene stravolta dalla comparsa di una malattia degenerativa, la quale compromette ogni aspetto della vita del giovane. La malattia gli causa una profonda sofferenza emotiva: lentamente il giovane faticherà a compiere azioni comuni come camminare, scrivere e parlare, ma la sua mente e il sostegno di Jane lo portano oltre quest’ostacolo. Stephen, infatti, non è la sua malattia e, come sappiamo, essa non fermerà le importantissime scoperte di questo straordinario scienziato.

Il film ci racconta il lato personale e quasi sconosciuto di Stephen: l’amore, il percorso personale e intimo di un uomo che vede ogni capacità umana deteriorarsi, la sensibilità.
La forza d’animo di questo ragazzo, e poi uomo, è invidiabile: può essere difficile affrontare una malattia degenerativa, vi è una costante consapevolezza di ciò che sta per succedere: ogni giorno si perde qualcosa, un pezzo, di sè. Ciò che il giorno prima si riusciva a fare, ora non si fa più: questo, ovviamente, influisce anche sulla relazione tra Stephen e Jane, tuttavia il racconto della loro storia ci mostra che l’amore significa anche superare e le difficoltà. Tra Stephen e Jane vi è equilibrio, simmetria, accompagnati da rispetto, sincerità e molto dolore.
Un rapporto che va oltre la malattia e l’intelligenza, ma che è il punto d’incontro di due persone destinate a un sentimento sincero ed eterno.
La performance di Eddie Redmayne è come al solito impeccabile, un’interpretazione straordinaria; emergono tutti i tratti di Stephen Hawking: la mente brillante, ma anche le vulnerabilità di un ragazzo insicuro come qualsiasi altro alla sua età.
“La teoria del tutto” è un film toccante e viscerale che ci apre gli occhi sulla disabilità e sul vissuto emotivo di chi sa che cosa gli sta accadendo giorno per giorno, abbatte gli stereotipi e ci insegna quanto la comprensione e l’inclusione siano elementi necessari per migliorare la vita di ognuno di noi.

Una storia stimolante, commovente ed emozionante.

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.
È una divoratrice di libri e un’appassionata di serie tv di qualunque genere, ama profondamente Alfred Hitchcock e Bruce Springsteen.

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