La finestra sul cortile

La lunga notte di Capitol Hill

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January 7, 2021

Un vero e proprio assalto alla democrazia quello avvenuto nelle scorse ore a Capitol Hill, sede del Congresso degli Stati Uniti d’America.
Da quando Joe Biden ha vinto le elezioni, tutto il mondo ha assistito allo show messo su dal Presidente in carica, Donald Trump, che ha continuato a insinuare che vi fossero stati brogli elettorali, nonostante Camera e Senato abbiano smentito queste accuse (se così si possono definire) e hanno confermato l’elezione di Biden. Tra l’altro è di pochi giorni fa la notizia di un audio in cui Trump chiede al Segretario della Georgia di ricontare i voti e in cui specifica anche il numero che gli serve: 11.780.
Prima che i suoi sostenitori entrassero nell’edificio del Parlamento a Washington, Donald Trump aveva di nuovo affermato che le elezioni erano state truccate e aveva anche annunciato che vi sarebbe stata, dopo il suo comizio, una manifestazione davanti al Campidoglio. Ha definito Biden un presidente illegittimo e ha più volte affermato “Non ci arrenderemo mai” alla vittoria di Biden.
Dopodiché i sostenitori di Trump si sono scontrati con la polizia e sono poi riusciti a entrare nel palazzo: alcuni di loro erano armati. Il bilancio è di 4 vittime e 52 persone arrestate.
Sono tante le domande di fronte a questi fatti che hanno lasciato incredulo tutto il mondo, prima tra tutte: com’è possibile che il Campidoglio non fosse adeguatamente protetto? Com’è possibile che i sostenitori di Trump siano potuti entrare con così tanta facilità?
La polizia ha provato a difendersi affermando che non si aspettava un’insurrezione, ma degli scontri anche se viene difficile pensare che sia una scusa plausibile dato che si era già a conoscenza della presenza di gang organizzate che non si sono di certo nascoste né pubblicamente, né sui social.
Bisogna ancora fare chiarezza sui molti interrogativi che ruotano attorno a questa faccenda, vi sono per esempio poliziotti che si scattano selfie con i manifestanti; vi è un video che ritrae alcuni agenti mentre spostano le transenne per far passare i manifestanti, ma non si sa ancora se fosse una procedura per far defluire la folla (qui trovate foto e video).
E’ importante anche notare che durante la marcia dei manifestanti del movimento Black Lives Matter, in seguito al brutale omicidio di George Floyd, i militari della Guardia Nazionale che avevano accolto i manifestanti erano in assetto da guerra. I manifestanti erano anche stati definiti da Donald Trump come dei “terroristi comunisti”, mentre questa volta Trump si è rivolto ai suoi sostenitori con parole gentili, quasi paterne.
Il suo discorso, infatti, non colpevolizzava coloro che stavano distruggendo il Campidoglio e stavano infangando tutto ciò che quel palazzo rappresenta, ma anzi li definisce “persone speciali”.
Tra i sostenitori che sono riusciti a entrare vi sono individui di ogni genere e qualità: per esempio troviamo alcuni esponenti della teoria del complotto QAnon, che nega anche l’esistenza della pandemia.
Questa teoria è, naturalmente, infondata e nasce nelle correnti di estrema destra ma è molto diffusa negli USA e sostiene che vi sarebbe un “Deep State”, una setta, formata da celebrità di Hollywood, satanisti e democratici che governa il mondo. C’è di più: questa presunta setta è implicata nel traffico di bambini e starebbe sviluppando un composto chimico volto ad allungare le loro vite. Tanto per gradire, Donald Trump le ha definite “persone che amano il proprio Paese”, quindi senza prendere le distanze. Qui trovate un articolo interessante sull’argomento, dove viene spiegato che le origini di QAnon risalgono al cosiddetto Pizzagate del 2016 dove alcune foto di cibi rappresenterebbero, in realtà, un codice cifrato che si riferirebbe al traffico di bambini.
Tra i fanatici di questa setta troviamo anche Jake Angeli: l’uomo vestito da sciamano che si è seduto alla scrivania destinata al vicepresidente degli Stati Uniti d’America.
Insieme a lui troviamo altri personaggi di estrema destra come Tim Gionet, nenonazista e antisemita sospeso a vita da Twitter per i contenuti che sostenevano l’antisemitismo.
In un servizio trasmesso su un canale TV americano viene inquadrato un uomo con una felpa con una scritta riferita al Campo di Concentramento di Auschwitz, mentre un altro ha portato la bandiera confederata, simbolo apprezzato dalle correnti neonaziste.
Donald Trump è sempre stato sostenuto dai sostenitori di queste correnti ideologiche e da questi fanatici, tra cui i Proud Boys, organizzazione di stampo neofascista, o i Boogaloo che inneggiano a una guerra di razza a causa della nascita del movimento Black Lives Matter.
Il messaggio che Donald Trump ha rivolto a questi individui durante l’insurrezione avvenuta ieri è il seguente: «Non dobbiamo fare il gioco di queste persone. Dobbiamo avere la pace, andate a casa, vi amo, siete speciali, so come vi sentite, ma andate a casa, andate a casa in pace». Un ulteriore schiaffo alla democrazia e al rispetto verso l’intero Paese che ha passato un anno terrificante anche e soprattutto a causa della gestione del Presidente Trump della pandemia, dato che vi sono attualmente oltre 21 milioni di casi e ben 360.000 morti.
Senza dimenticare che a luglio, il Presidente Trump ha ritirato gli USA dall’OMS durante una pandemia mondiale, schierandosi apertamente con i negazionisti anche dopo essere stato contagiato dal virus.
Donald Trump ha lasciato un Paese distrutto e violento e i fatti delle ultime ore lo confermano.
Joe Biden ha chiesto al presidente in carica di «onorare il suo giuramento e difendere la costituzione» e ha aggiunto che «le parole di un presidente possono ispirare del bene, ma nel peggiore dei casi possono anche ispirare a qualcosa di negativo».
Il mondo ha assistito a un attacco ai valori, al simbolo per eccellenza della democrazia. Abbiamo avuto un assaggio di che cosa significa non condannare questo tipo di correnti ideologiche (neonaziste, neofasciste e antisemite) e dare loro, invece, forza e appoggio.
Queste posizioni estremiste e violente sono state sostenute da personaggi politici di rilievo, sono state appoggiate e hanno dato il loro frutto.
Sicuramente, il lavoro che dovranno fare Joe Biden e la sua squadra è quello di ricomporre un Paese che è stremato, annientato dal punto di vista sociale e sconvolto dalla violenza dell’estremismo.
Ciò che è rimasto nell’edificio del Congresso degli Stati Uniti sono detriti, vetri rotti e cataste di mobili che si possono associare a quei valori colpiti, spezzati e da ricomporre.

Sitografia:
https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/biden-non-abbiamo-visto-nulla-di-simile-gk01rtm5
https://www.repubblica.it/esteri/2021/01/07/news/solo_350_uomini_per_difendere_il_congresso-281515070
https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/teoria-qanon

https://www.open.online/2021/01/07/qanon-neonazisti-antisemiti-troll-chi-ha-partecipato-assalto-campidoglio/

Sitografia immagini:
https://gds.it/foto/mondo/2021/01/07/milizie-di-estrema-destra-e-razziste-a-capitol-hill-le-foto-dellassalto-dei-pro-trump-a-washington-6a4d0b94-4d37-4b3c-97d1-1d64159e5962/1/

 

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.
È una divoratrice di libri e un’appassionata di serie tv di qualunque genere, ama profondamente Alfred Hitchcock e Bruce Springsteen.

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