Musica

Planet X di Dario Grillo

on
July 7, 2021

Perdersi nei meandri dell’universo, galleggiare leggeri in una nebulosa colorata, visitare un pianeta misterioso ed ostile. Planet X, pubblicato il 14 giugno 2021, è tutto questo: un viaggio tra rock virtuosistico e atmosfere affascinanti, ideato e interpretato dal compositore e chitarrista siciliano di adozione torinese Dario Grillo. Formandosi nel solco della scena glam rock e hair metal, Grillo si ispira a grandi chitarristi come Eddie Van Halen, Joe Satriani, Steve Vai, con un occhio al panorama blues e a nomi iconici come Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan e Michael Landau.

Planet X è un concept a tema spaziale futuristico, che ci accompagna in un itinerario cosmico tra luoghi impervi e scorci meravigliosi. L’album, composto da dieci tracce, è spaccato in due da una title track che segna un cambio di ritmo da un sound schiettamente hard rock ed heavy metal ad atmosfere più ricercate e melodiche. Ma andiamo con ordine. “Pulse Heart” è il preambolo, una traccia che non supera il minuto, capace di introdurci in una prospettiva spaziale, misteriosa e sconosciuta, che spaventa e incuriosisce al tempo stesso. Il suono di un battito cardiaco imbizzarrito ci accompagna per qualche secondo, fino allo scoppio di “Rock’N Roll”, un brano che risveglia dall’iniziale stato di suspence: la chitarra urla e strepita, lasciandosi andare in slanci virtuosistici. Inizia, poi, “Brave New World”. Chissà se il titolo del brano è un richiamo al romanzo distopico di Aldous Huxley! Fatto sta che il groove si fa decisamente accattivante; ad un tratto si ha l’impressione di essere attaccati da una pioggia di asteroidi che dirotta il nostro volo spaziale verso un pianeta ignoto. La traccia si esaurisce sfumando, per spalancare il sipario sulla già citata “Planet X”, che grazie al suo sound memorabile e ai momenti di virtuosismo, si piazza nella pole position dei brani più interessanti. Qui, si respira l’aria di un pianeta sconosciuto, a tratti minaccioso, da visitare senza mai abbassare la guardia. “Flying In The Universe” ci riporta nello spazio in un concentrato di virtuosismo lungo un minuto e trenta, mentre “Flying To Andromeda” catapulta in un viaggio tra galassie. Il brano si presenta con un groove interessante, tratteggiato da una base arpeggiata che dà vita ad un mix melodico molto orecchiabile. “Cosmic Love” rallenta il ritmo introdotto da chitarra arpeggiata, senza rinunciare a squisiti assoli di elettrica, che ne fanno una delle tracce più godibili: l’impressione è quella di galleggiare nell’infinità dell’universo. “Supernova” si colloca nel solco di sonorità affascinanti su un ritmo più lento. A riportarci sulla terra è “Planet Earth”, che ci conduce sulla riva di una spiaggia, deliziandoci con il suono delle onde, ritmico e costante, ed il verso degli uccelli di mare. In chiusura si trova “Thunderstorm”, degna conclusione per l’album e per il viaggio spaziale giunto a termine: quello che si prospetta non è un nubifragio, ma un temporale dal carattere sublime. Questo brano presenta alcune delle sezioni effettistiche più interessanti dell’intero album, nel solco di un intreccio tra virtuosismo e atmosfere ricercate.

Planet X è acquistabile in formato digitale su Amazon e BancCamp, mentre è fruibile in streaming su piattaforme come Spotify e SoundCloud. Inoltre, sarà presto disponibile in formato audio cd su CDClick. Da non perdere!

Recensione di Linda Vassallo

Studia Culture e letterature del mondo moderno presso l’Università Statale di Torino. Vissuta tra città e campagna, più precisamente tra la riviera ligure e le langhe piemontesi, è cresciuta maturando grandi passioni come la scrittura, il giornalismo e la musica. Affiancata dal padre chitarrista, fin da bambina si è interessata a generi musicali quali rock e metal, poi diventati un hobby ed un lavoro.

 

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT