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Caleidoscopio: Maurizio Scarrone

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July 31, 2021

Maurizio Scarrone, Amore allo zenzero, acrilico su tela, 90 x 120, 2016.

Maurizio Scarrone nasce a Savona nel 1959. Frequenta il liceo artistico “Arturo Martini” di Savona e inizia a dipingere le sue prime opere di stampo surrealista.

Nel 1988 si laurea in Architettura all’Università di Genova e, da questo momento in poi, affianca l’attività artistica a quella professionale. Scarrone durante la sua carriere ottiene numerosi successi partecipando ad alcuni concorsi milanesi, esponendo le sue tele in rassegne personali e collettive in Liguria ed anche a Firenze, Milano e Piacenza. Nel 2012 raggiunge uno dei più importanti successi esponendo le sue opere a Palazzo Ducale a Genova.

Negli ultimi anni i suoi interessi si sono spostati verso la ceramica, pur mantenendo la pittura come fulcro della sua produzione; nel 2018 prende parte alla mostra internazionale organizzata da Claudio Manfredi, Tullio Mazzotti e Riccardo Zelatore a cura di Federico Marzinot dal titolo “Albisola e Designer per la casa dell’uomo” tenutasi ad Albisola Superiore, Albisola Maria e Celle Ligure in cui vennero esposti oltre 100 oggetti ceramici progettati da designer italiani e stranieri realizzati principalmente presso manifatture liguri.

Maurizio Scarrone, Ninfeo, acrilico su tela, 85 x 85 cm, 2016.

Distaccandosi dall’idea di una produzione artistica dedicata unicamente allo spazio museale ed espositivo, nell’ultimo decennio Scarrone diventa anche illustratore di etichette di bottiglie di vino e olio. Recente è la collaborazione con il laboratorio orafo artigianale “Liparota Pasquale e figli” di Valenza con cui realizza una linea di gioielli unici nei quali la ceramica smaltata si unisce a metalli preziosi come l’oro e l’argento.

Nel 2020, dopo aver lavorato soltanto sporadicamente in ambito scultoreo nella sua carriera, realizza un’importante monumento collocato sulla passeggiata a mare a Vado Ligure. Nell’opera si riconoscono le sagome di due wind surf in acciaio inox completamente traforati che possono richiamare alla mente anche le ali di una farfalla – tutti e due temi ricorrenti nella produzione artistica di Scarrone.

«Caleidoscopio» di Maurizio Scarrone è una mostra in cui l’artista savonese fornisce un ritratto completo della sua personalità e della sua poetica artistica.

Una ventina le opere in mostra: tutte caratterizzate da una pittura evocativa, gestuale e dinamica che accompagna lo spettatore in un vivace universo di colori in cui un tratto rapido nasconde e, allo stesso tempo, rivela sagome di pesci, fiori, ali di farfalla o vele di windsurf.

Maurizio Scarrone, Windsurf, acrilico su tela, 85 x 90 cm, 2006.

Tra i soggetti prediletti da Scarrone vi sono senza dubbio i windsurf – evocati attraverso pennellate libere e materiche o in forme tribali – che, a vele spiegate, tagliano il vento. Questi ultimi sono stati riproposti svariate volte dall’artista anche attraverso medium differenti come l’acciaio in scultura.

L’espressione artistica più riuscita di Scarrone si manifesta, infatti, quando egli traduce in pittura soggetti reali trasfigurati e scomposti conducendo gli osservatori in una dimensione sospesa a metà tra astrazione completa e figurazione netta.

Maurizio Scarrone imprime sulla tela la sua interpretazione della realtà in cui, grazie ad una ricca tavolozza di colori e ad una pennellata sapiente, il fruitore è stimolato a cercare nuove possibilità compositive proprio come se guardasse le forme rutilanti ed evocative di un caleidoscopio.

 

 

Per sapere di più su Maurizio Scarrone e le sue opere potete leggere l’articolo:

“Maurizio Scarrone: il colore del vento”

Articolo di Paola Gargiulo

Laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.
Appassionata di arte contemporanea, si è laureata con una tesi contenente materiale inedito dal titolo “Arturo Martini e un discepolo singolare. Mario Raimondi tra le carte di Antonio Pinghelli” in cui, tramite l’analisi di testi, articoli, lettere e diari dei personaggi coinvolti nella ricerca, ha voluto mettere in luce una parte della storia dell’arte ligure poco trattata.

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