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Non ho mai: una serie tv innovativa

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August 24, 2021

ATTENZIONE QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER

La serie tv di cui parliamo oggi è “Non ho mai” e non possiamo che spendere giudizi positivi su questo piccolo gioiellino che forse viene spesso sottovalutato.
Non ho mai racconta le avventure di Devi Vishwakumar (Maitreyi Ramakrishnan), una ragazza indiana al secondo anno di liceo.
Devi ha da poco perso il padre in modo improvviso e l’anno precedente non è stato semplice per lei in quanto il trauma della morte del padre l’ha costretta su una sedia a rotelle. Dopo alcuni mesi Devi si riprende e la prima stagione di questa serie comincia proprio con la protagonista pronta a vivere appieno il suo secondo anno di liceo; naturalmente vuole anche provare tutte quelle esperienze che caratterizzano questo periodo della vita. In particolare, Devi desidera un ragazzo e non uno qualunque: Paxton Hall – Yoshida (Darren Barnet), il più popolare della scuola che non sembra minimamente notarla.
Raccontata così sembra la solita teen – drama con un mix di cotte, ribellione, cheerleaders e giocatori di football, la solita serie tv americana che ha fatto desiderare a generazioni e generazioni di giovani di vivere il sogno americano e di andare al famoso “Ballo di fine anno”.

Tuttavia, Non ho mai non è solo questo, ma tratta temi attuali e delicati con molta più attenzione di altre serie tv. Inoltre, ci introduce alla cultura indiana, forse la parte più interessante e innovativa di questa serie: veniamo infatti catapultati nella vita di Devi, di sua madre, Nalini (Poorna Jagannathan) e di sua cugina Kamala (Richa Moorjani). Tre donne indiane i cui problemi vengono approfonditi e sviluppati all’interno della storia. La cultura è, infatti, molto presente e si scontra inevitabilmente con la voglia di Devi di vivere appieno la sua vita americana fatta di feste, ragazzi e tutto ciò che questo comporta.
La protagonista è Devi, ma anche le caratteristiche di tutti gli altri vengono ben esplicitate all’interno della storia, nessuno viene dimenticato e nessuno è meno importante.
Un personaggio interessante è anche la psicologa di Devi, il tema della salute mentale nella serie è molto trattato: ci vengono mostrate le sedute della ragazza e anche se la serie è prevalentemente in chiave ironica e sarcastica, il ruolo della psicologa è attivo all’interno della vita di Devi che cerca di raccapezzarsi tra l’adolescenza e i suoi momenti bui e la morte del padre che viene, in un certo modo, rimossa e negata, viene spinta lontana dalla mente, ma che riemergerà e aiuterà Devi, sia nel percorso di accettazione ed elaborazione del lutto, sia nei problemi quotidiani.
Un altro tratto caratteristico della serie è lo stile di narrazione: infatti, la voce narrante della storia è principalmente quella di John McEnroe, famoso tennista ed ex numero uno del mondo per quattro anni consecutivi. McEnroe introduce gli episodi, interviene come se stesse commentando la serie ed esplicita i pensieri di Devi. E’ proprio la voce di McEnroe a introdurre la storia di Devi, della morte del padre e del fatto che la giovane abbia perso l’utilizzo delle gambe e lo fa in modo ironico, incredulo ma anche sarcastico. Spesso, è proprio questa sorta di coscienza che prende in giro Devi e commenta, come se facesse la telecronaca, ogni decisione presa dalla ragazza e ogni avvenimento.
In seguito, vi saranno altri personaggi famosi che interverranno al posto di McEnroe e che interpreteranno il suo ruolo, anche nella seconda stagione, ma il modus operandi rimarrà sempre lo stesso: dare voce ai pensieri che lo spettatore può solo immaginare attraverso le espressioni di Devi e degli altri protagonisti.

Ci vengono poi presentate le migliori amiche di Devi: Eleanor (Ramona Young) e Fabiola (Lee Rodriguez). Le tre ragazze fanno parte dei cosiddetti nerd della scuola, i secchioni. Eleanor è molto particolare, appassionata di teatro e carismatica, con una verve drammatica che la fa apparire eccentrica. Fabiola, invece, è una giovane timida e appassionata di scienza, presidente del club di robotica e sviluppatrice di un robot con cui si confida e a cui è molto affezionata.
Le ragazze, però, non cambiano per essere accettate dai compagni di scuola, anzi rimangono coerenti con il loro modo di essere e piacciono proprio per questo: rimangono fedeli a loro stesse, mostrandosi proprio per quello che sono.
Insomma, la base è sempre la solita, ma è il modo in cui le tematiche vengono trattate a rendere questa serie tv innovativa e spumeggiante e, soprattutto, adatta anche a chi l’adolescenza l’ha passata da un po’. Infatti, in questo caso, non troverete le granite tirate in faccia ai ragazzi meno popolari (come accadeva in GLEE), nè le cheerleaders. Troverete, però, diversi personaggi che appartengono a “mondi” diversi all’interno della scuola, mondi che si scontrano, si amalgamano e si intrecciano.

 Donne a confronto

Come anticipato sopra, Devi vive con la madre e la cugina, Kamala, arrivata negli Stati Uniti per svolgere il suo dottorato alla Caltech. Inizialmente Devi è gelosa di Kamala che non solo è brillante, ma è anche una ragazza molto bella che attira le attenzioni dei suoi compagni e di chiunque la incontri.
Inoltre, la madre di Devi, sembra essere più orgogliosa della nipote che di Devi e questo fa soffrire molto la giovane.
Nalini, in realtà, è una donna rimasta vedova troppo giovane con una figlia in un’età in cui è difficile già in condizioni normali connettersi: Nalini è rigida e cerca di proteggere la figlia e l’onore della famiglia rifacendosi ai dogmi indiani e alla tradizione della sua cultura, cercando a tutti i costi di far fare a Devi una vita più indiana che americana. Devi, ovviamente, cerca invece di allontanarsi dalle regole imposte dalla madre e vuole a tutti i costi vivere la sua vita autonomamente.
Sembra che madre e figlia viaggino su due binari paralleli che non si incontrano mai. Se con il padre Devi aveva un rapporto stretto e affettuoso, con la madre è sempre stato conflittuale e diversi flashback ce lo dimostrano. Tuttavia, soprattutto all’inizio, nessuna delle due cerca di capire l’altra: da una parte abbiamo una madre che deve crescere da sola la figlia, sembra quasi che il suo lutto non sia preso in considerazione, Devi ha perso il padre, ma lei ha perso il marito, il compagno di vita con cui sperava di portare avanti la famiglia. Nalini è una donna che deve essere forte perché la situazione lo richiede, ma dietro questa forza, questa rigidità, si nasconde una donna che soffre e che è fragile di fronte a una figlia così esuberante.
Il loro rapporto cresce molto nel corso delle stagioni, soprattutto nella seconda Nalini cerca di ricominciare e a Devi questo non sta bene, in realtà entrambe vanno comprese e i loro bisogni vanno ascoltati.
Dall’altro lato c’è Devi: un’adolescente che crede di essere l’unica a sapere che cosa voglia dire soffrire. Devi, come tutti gli adolescenti, si sente incompresa soprattutto dagli adulti, specialmente da sua madre. Spesso e volentieri crederà di essere l’unica ad avere dei problemi, anche di fronte a chi le ha sempre dimostrato amicizia come Eleanor e Fabiola.
Devi, come tutti gli adolescenti, commette parecchi errori e si infila in trame che lei stessa crea, da cui poi non riesce più a uscire. Riesce a far soffrire tutti: le sue amiche, sua madre, ma anche i due ragazzi a cui tiene, Paxton e Ben.
Poi c’è Kamala: al di là di ciò che pensa Devi, la cugina è una scienziata brillante che deve fare i conti con un matrimonio combinato con un giovane indiano che non ha mai visto. Kamala è molto restia a mettersi contro la sua famiglia, sembra una ragazza molto educata e molto rispettosa. Contrariamente a Devi che invece fa di tutto per uscire dalle regole dettate dalla sua famiglia, Kamala è più cauta, anche se non trova corretto essere costretta a sposare uno sconosciuto.
Kamala è un personaggio che evolve molto nel corso delle due stagioni: uscirà un po’ dalla figura pacata che conosciamo all’inizio, ciò accadrà anche grazie all’aiuto di Devi con cui riesce a instaurare un dialogo e un’amicizia.
Kamala è uno dei personaggi che matura di più all’interno delle due stagioni: se nella prima si deve ancora inquadrare il personaggio, successivamente Kamala dimostra di essere, come tutte le donne della famiglia Vishwakumar, una tosta. Sarà anche grazie a Devi che riuscirà a mettere a posto, per esempio, i suoi colleghi di lavoro che fondamentalmente la sfruttano e la ritengono anche al di sotto di loro.

La solitudine di Ben e Paxton

I ragazzi con cui Devi è più in contatto non hanno praticamente nulla in comune: Ben (Jaren Lewison) è il classico studente modello, un po’ borioso e saccente, Paxton è il ragazzo popolare e bello, quello con cui la gran parte delle ragazze della scuola vorrebbe stare.
Ciò che i due ragazzi condividono è, purtroppo, la solitudine.
La storia di Ben ci viene già presentata abbastanza bene nella prima stagione: il padre è un noto avvocato dei VIP, la madre non si capisce bene che cosa faccia, ma entrambi sono completamente assenti nella vita del figlio. Naturalmente, la presenza dei genitori si fa sentire attraverso i soldi; il padre promette di trovare un momento per il figlio, ma in realtà non lo fa mai. La madre è tutta moine, ma in realtà non presta attenzione alle emozioni del figlio, non gli pone neppure domande base.
Ben dimostra in più casi di essere molto sensibile, una delle parti che ho preferito della serie è proprio quando Ben viene invitato a cena dalla madre di Devi. L’accoglienza in casa Vishwakumar non è lontanamente paragonabile alle cene in solitaria vissute da Ben fino a quel momento. Anche le due case sono agli antipodi: mentre quella di Ben è fredda, come quelle che si vedono nei cataloghi di arredamento, perfetta e intonsa, come se nessuno vi avesse mai realmente abitato, quella di Devi è calda e confortevole, c’è un’atmosfera familiare. Benché quella di Ben sia una villa ampia e scintillante, sembra essere anonima, al contrario di quella di Devi.
Il ruolo della famiglia è ben trattato all’interno della serie: infatti lo spettatore ha modo di conoscere diverse famiglie e può fare un paragone rispetto a ciò che si trova di fronte. Per esempio, per quanto stramba e sballata, la famiglia di Devi, pur con le sue debolezze e i suoi rapporti altalenanti, è una famiglia salda in cui vi è un forte dialogo: ci sono personalità forti che si incontrano e scontrano come quelle di Nalini e di Devi, ma vi è sempre un sentimento sottostante di comprensione ed empatia rispetto ai bisogni dell’altro.
Nel caso della famiglia di Ben, invece, vi è silenzio e molto materialismo: il ragazzo è completamente allo sbando, trova il modo di compensare quella solitudine concentrandosi sullo studio e sulla competizione tra lui e Devi, nasconde il bisogno di vicinanza attraverso una facciata di presunzione e arroganza che lo rendono spesso insopportabile.

La storia di Paxton ci viene forse suggerita di più nella seconda stagione. Nella prima, infatti, conosciamo solamente Rebecca, la sorella di Paxton, con cui Devi sembra avere una sorta di sintonia che però non viene sviluppata dagli autori. Quindi, nella prima stagione viene aperto solo un piccolo spiraglio sulla vita di Paxton fuori dalla scuola. Nella seconda stagione, invece, conosciamo finalmente i genitori di Paxton che fondamentalmente sono degli hippie vecchio stile, un po’ stravaganti e che non sembrano nutrire nei confronti del figlio grandi aspettative.
Anche in questo caso quello che traspare è che Paxton si senta incompreso dalla propria famiglia, anche quando esplicita il desiderio di volere di più dal suo rendimento scolastico, non sembra essere preso sul serio. Solo, appunto, Rebecca sembra spronarlo a darsi una mossa e fare qualcosa per ottenere ciò che vuole.
Quello che Non ho mai cerca di abbattere è proprio il binomio bellezza = stupidità: Paxton è popolare, ma ciò non significa che sia uno stupido, magari non è bravo a scuola quanto Devi e Ben, ma non vuole neppure essere la ruota del carro. Ha ambizioni e speranze e che lo rendono, a tutti gli effetti, un ragazzo in fase di maturazione. Nella prima stagione troviamo un ragazzo che sa di essere attraente e che sfrutta questa sua caratteristica, benché si discosti dal solito bello e arrogante. Sembra più che vi sia una salda consapevolezza, ma è anche un ragazzo simpatico e alla mano, non un bullo. Anzi, con Devi effettivamente anche lui capisce di poter essere migliore e diverso da quello che gli altri si aspettano o vorrebbero che fosse. Nella seconda stagione avviene, per svariati motivi, un cambiamento in Paxton ed emerge la sua voglia di essere visto come una persona intelligente, più che attraente o un campione di nuoto. Spesso nelle serie tv viene proprio associata la bellezza alla stupidità, quindi è bene che una serie proponga invece un modello più attuale e veritiero cercando di togliere l’etichetta di bello e stupido.

L’omosessualità

Il tema dell’omosessualità è molto presente nella serie ed è uno dei temi meglio trattati all’interno di essa. Fabiola è una delle più care amiche di Devi, quando si rende conto di essere omosessuale non è semplice per lei affrontare la propria famiglia, infatti in un primo momento ci prova, ma finisce per mentire. La madre di Fabiola ha aspettative molto alte per la figlia a livello accademico e cerca di coinvolgerla in attività che le piacciono quali manicure o shopping, che Fabiola invece non sembra apprezzare. Anche questo argomento, come altri nella serie, viene affrontato in chiave comica, ma senza mai sfociare nel volgare o nello stereotipo. Per esempio, una scena molto carina è quando Fabiola e sua mamma vanno dall’estetista: quando le vengono proposti i temi con cui decorare le sue unghie e i colori sgargianti degli smalti, Fabiola chiede se è possibile disegnare dei piccoli robot. Questo scatena espressioni rassegnate e deluse da parte delle estetiste. Quando Fabiola fa il primo tentativo con la sua famiglia riunisce i suoi genitori e il fratello su Skype. La scena è la classica dove tutti si aspettano una notizia sconvolgente, tanto che il padre fa alla figlia un discorso sull’accettazione dicendole che qualsiasi cosa lei voglia dire loro, loro staranno dalla sua parte. Nonostante questo, Fabiola non riesce ad aprirsi e inventerà una questione scolastica.
Quando però sceglie di fare coming out, lo fa davanti alla madre in un momento d’impeto mentre parla con le amiche. La mamma non si scompone, anzi è felice per lei e reagisce in modo affettuoso nei confronti della figlia.
Anche nella seconda stagione il tema viene ovviamente affrontato e anche in questo caso Fabiola ha un bellissimo ruolo all’interno della serie. È un personaggio ben strutturato che non vuole omologarsi agli standard che le vengono imposti. Resta molto fedele al suo essere appassionata di robot, al cercare di essere il meno appariscente possibile anche se certe situazioni la vorrebbero al centro dell’attenzione.
Fabiola è uno dei personaggi meglio riusciti della serie: riservata e combattiva, sempre presente per le amiche, brillante.
Rappresenta il punto di equilibrio del trio composto anche da due persone esuberanti come Devi ed Eleonor.

Il ruolo del padre

Per Devi suo padre era un punto fermo. Mohan (Sendhil Ramamurthy) ha un ottimo rapporto con la figlia e questo lo vediamo da tutti i flashback che Devi ci fornisce: momenti in cui papà e figlia creano un legame indissolubile fin da quando Devi è solo una bambina.
Alcune delle scene più commoventi che mostrano allo spettatore la fragilità di Devi, che invece tenta di essere una ragazza dal carattere forte ed esuberante, sono proprio quelle in cui Devi si affida al papà scomparso. Una delle uniche cose che le rimangono del padre è la sua voce, conservata in un messaggio telefonico e ogni volta che Devi si sentirà sola farà partire quel messaggio per mantenere il controllo, per consolarsi, per sentirsi compresa dall’unica persona che apparentemente la capiva.
La morte del padre, soprattutto nella prima stagione, funziona da collante all’interno della famiglia di Devi: era lui l’ago della bilancia che teneva in equilibrio la famiglia. Era la sua presenza a rendere il rapporto madre – figlia civile, mentre ora che lui non c’è più, le personalità di Nalini e Devi si scontrano continuamente. Spesso entrambe dicono cose che non pensano, ma che sono dolorose per lo spettatore. Anche Nalini sente la mancanza del marito, cerca in ogni modo di essere una madre rigida e severa, che segue attentamente la tradizione e impone delle regole, ma ha i suoi momenti di debolezza che emergono in vari momenti delle due stagioni. Lo scontro tra le due è doloroso, vengono dette delle frasi volte a ferire l’altra, Devi le riporta alla mente e ci dipinge un quadro dove il papà è il buono e la mamma cattiva, ma ci si limiterebbe a una lettura superficiale di Nalini se la si classificasse come una persona cattiva.
L’assenza di Mohan è, quindi, tangibile: la vediamo quando Devi lo sogna, o quando litiga con la mamma e la vediamo alla fine della prima stagione, con una puntata toccante e commovente che ci tocca nel profondo.

Insomma, Non ho mai è davvero una serie innovativa, divertente e brillante. È una storia sull’adolescenza, ma è anche una ventata di freschezza e irriverenza che fa ridere e allo stesso tempo commuove. Adesso che la terza stagione è stata finalmente rinnovata, non ci resta che aspettare!
Sitografia immagini:
https://www.theverge.com/2020/5/1/21244576/mindy-kaling-never-have-i-ever-netflix-review-teen-comedy

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https://www.seventeen.com/celebrity/movies-tv/a32346610/never-have-i-ever-writer-interview-kamala-riverdale/
https://www.seventeen.com/celebrity/movies-tv/a32405417/never-have-i-ever-darren-barnet-paxton-hall-yoshida-exclusive-interview/
https://www.tvinsider.com/1005702/never-have-i-ever-season-2-lee-rodriguez-fabiola-eve/
https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.digitalspy.com%2Ftv%2Fustv%2Fa32455451%2Fnever-have-i-ever-netflix-season-2-sendhil-ramamurthy%2F&psig=AOvVaw2l0H97e7yyFv-rs1YNNXHJ&ust=1629903723502000&source=images&cd=vfe&ved=0CAsQjhxqFwoTCMC1pPT1yfICFQAAAAAdAAAAABAD

Alessandra Sansò

Laureata Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Alessitimia in adolescenza: un contributo alla validità convergente degli strumenti di valutazione”.
I suoi interessi principali riguardano l’adolescenza e le sue caratteristiche, ma si concentra anche su concetti della Psicologia Sociale, quali deumanizzazione e stigmatizzazione quantomai presenti nella società moderna.
È una divoratrice di libri e un’appassionata di serie tv di qualunque genere, ama profondamente Alfred Hitchcock e Bruce Springsteen.

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